Processione dei Paputi
Edizione 2026 Musica sacra Coro Patrimonio

Processione dei Paputi

I riti della Settimana Santa a Sarno, all'alba del Venerdì Santo

Sarno — Salerno (065)
Date 03 apr 2026
Località Sarno (065)
Prezzi Gratuito
Stato

Edizione 2026 non confermata ad oggi

Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.

Presentazione di I Paputi

All'alba del Venerdì Santo, Sarno si sveglia al passo lento dei Paputi: incappucciati in tunica bianca che attraversano il centro storico portando pesanti croci di legno. È uno dei riti pasquali più antichi della Campania, con radici nel XIII secolo e nella nascita delle confraternite cittadine. Nove croci, ciascuna riconoscibile dal proprio cingolo colorato, si fermano davanti alle chiese e ai sepolcri, dove i cantori intonano antichi lamenti sulla passione e la morte di Cristo. Un'atmosfera sospesa, tra fede popolare e identità collettiva.

Un rito che si rinnova all'alba del Venerdì Santo

A Sarno, nell'Agro Nocerino-Sarnese in provincia di Salerno, la Settimana Santa non è soltanto un appuntamento liturgico: è il momento in cui la città intera si riconosce in un gesto ripetuto da secoli. Dalle prime luci del giorno del Venerdì Santo e fino a tarda mattinata, le processioni delle Croci — che tutti qui chiamano semplicemente i Paputi — percorrono le strade e i vicoli del centro storico. Uomini incappucciati, il volto coperto, avanzano con passo lentissimo portando sulle spalle pesanti croci di legno, in una Via Crucis cittadina che rievoca la salita al Golgota.

Le fonti locali fanno risalire il rito al Duecento, quando a Sarno nacquero le prime confraternite. Erano tre in origine, poi cinque, quindi sette alla fine del Settecento, fino alle nove croci che ancora oggi tengono viva la tradizione. Ogni congrega parte dalla propria chiesa e segue un proprio cammino, così che per ore la città sia attraversata da cortei che si incrociano, si fermano, si rispondono con il canto.

Le nove croci e i colori delle confraternite

Tutti i paputi vestono la tunica bianca, simbolo insieme della morte e della rinascita; ciò che li distingue è il cingolo, cioè il cordone che stringe l'abito. Le eccezioni sono due e sono le più riconoscibili: la Croce di San Francesco, in saio francescano e con il volto scoperto, e la Croce di San Matteo, interamente in rosso, colore che richiama il sangue e la sofferenza di Cristo e che secondo la tradizione locale ricorda l'antico primato della Collegiata.

  • San Matteo — abito e cingolo rossi
  • San Francesco — saio francescano, cordone di canapa, volto scoperto
  • Episcopio — bianco con cingolo rosso
  • San Teodoro — bianco con cingolo rosso scuro
  • Tre Corone — bianco con cingolo nero e banda rossa
  • Immacolata — bianco con cingolo celeste
  • San Sebastiano — bianco con cingolo bianco e frangia rossa
  • Sant'Alfonso — bianco con cingolo viola
  • Sant'Alfredo — tunica lunga bianca con cingolo bianco

A guidare ogni corteo è il Gran Cerimoniere, che scandisce le soste e le riprese battendo un bastone metallico: un dettaglio minimo che, nel silenzio dell'alba, diventa il metronomo dell'intera processione.

Lo struscio e i sepolcri del Giovedì Santo

Il rito comincia in realtà la sera prima. Nel tardo pomeriggio del Giovedì Santo si compie lo struscio: la visita ai sepolcri allestiti nelle chiese, ma anche nelle piazze e lungo le strade, percorsi strascicando i piedi in segno di dolore e di rispetto. I sepolcri restano visitabili fino al pomeriggio del venerdì, quando le croci rientrano. È la soglia che introduce la città nel clima della Passione, e spiega perché a Sarno si parli dei riti della Settimana Santa al plurale.

Il canto: il momento più intenso

Chi assiste per la prima volta resta colpito soprattutto dalle voci. Le croci si fermano davanti a ogni chiesa e a ogni sepolcro e i gruppi di cantori intonano lamenti funebri di impianto settecentesco, tramandati oralmente di generazione in generazione. Quando due croci si incontrano, o quando una croce raggiunge un sepolcro, il canto si leva e si intreccia: è il momento più emozionante di tutta la giornata, quello che trasforma una processione in un'esperienza collettiva.

Sarno, il centro storico e la salita di Terravecchia

Il percorso attraversa il cuore antico del Comune di Sarno e sale, con un andamento quasi a spirale, verso la collina di Terravecchia e la Collegiata: una geografia che i sarnesi leggono da sempre come evocazione del cammino verso il Calvario. Dalla stessa collina, all'alba, scendono i paputi in rosso di San Matteo, in una delle immagini più fotografate della Settimana Santa in Campania.

Perché si chiamano "paputi"

Sull'origine della parola circolano diverse ipotesi. La più accreditata la collega allo spagnolo antico, dove il termine indicava una figura demoniaca e poi gli aiutanti dei carnefici, passando quindi a designare chi accompagnava Cristo alla crocifissione. Non è un caso che le processioni della Semana Santa spagnola presentino più di un'affinità con quelle sarnesi: un segno della lunga presenza iberica nel Mezzogiorno.

Consigli per chi assiste

È un rito di devozione, non uno spettacolo: si guarda in silenzio, si lascia passare il corteo, si evita di intralciare le soste e i cantori. Chi vuole viverlo davvero deve accettare l'orario: bisogna essere in centro prima dell'alba, quando Sarno è ancora buia e le prime croci si mettono in movimento. La partecipazione è libera e gratuita, lungo le strade pubbliche del centro storico.

I Paputi — edizione 2026

Come ogni anno, i riti della Settimana Santa a Sarno si concentrano tra il tardo pomeriggio del Giovedì Santo, con lo struscio ai sepolcri, e l'alba del Venerdì Santo, quando le nove croci dei Paputi si mettono in cammino per il centro storico. Al momento della nostra verifica non risultano pubblicati orari ufficiali né un programma dettagliato dell'edizione: la data indicata resta quindi indicativa e va confermata presso le parrocchie e le confraternite cittadine.

Edizione 2026

Il calendario dei Paputi segue il calendario liturgico: lo struscio ai sepolcri nel tardo pomeriggio del Giovedì Santo, le processioni delle croci dalle prime luci del Venerdì Santo fino a tarda mattinata. La stampa locale dell'Agro Nocerino-Sarnese ha dedicato ai riti della Settimana Santa a Sarno anche nel 2026 alcuni approfondimenti, segno che la tradizione continua a essere seguitissima in città.

Non essendo stato pubblicato un programma con orari e itinerari, non riportiamo qui dettagli che non siano documentati. Chi intende assistere può rivolgersi alle parrocchie del Comune di Sarno e alle confraternite, che definiscono ogni anno i percorsi delle rispettive croci.

In evidenza I Paputi 2026

Lo struscio ai sepolcri del Giovedì Santo; la partenza delle croci alle prime luci del Venerdì Santo; i paputi in rosso della Croce di San Matteo che scendono dalla collina di Terravecchia; i canti dei cantori davanti ai sepolcri e negli incontri fra due croci.

Prezzi I Paputi 2026

Rito religioso a partecipazione libera e gratuita: si assiste dalle strade e dalle piazze del centro storico di Sarno, senza biglietto né prenotazione.

Informazioni pratiche — I Paputi

Come arrivare

In auto: autostrada A30 Caserta-Salerno, uscita Sarno, oppure A3 Napoli-Salerno con uscita Nocera-Pagani e proseguimento verso Sarno. In treno: stazione di Sarno sulla linea Circumvesuviana (EAV) da Napoli, e stazione di Sarno sulla linea RFI Nocera Inferiore-Sarno-Codola. In aereo: aeroporto di Napoli-Capodichino, a circa 40 km.

Orari e accesso

Lo struscio ai sepolcri si svolge nel tardo pomeriggio del Giovedì Santo. Le processioni delle croci partono dalle prime luci del giorno del Venerdì Santo e proseguono fino a tarda mattinata. L'accesso è libero e gratuito: si assiste dalle strade e dalle piazze del centro storico.

Consigli

Arrivare prima dell'alba per seguire le partenze; indossare scarpe comode, perché il percorso è in salita verso Terravecchia; mantenere un atteggiamento rispettoso durante i canti e le soste. Il traffico nel centro è fortemente limitato: conviene parcheggiare in periferia e raggiungere il centro a piedi.

Dove alloggiare

Oltre alle strutture di Sarno, si può soggiornare a Nocera Inferiore, Pagani o Palma Campania; Napoli, Pompei e la Costiera Amalfitana sono facilmente raggiungibili per un soggiorno più lungo.

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Dove si svolge — I Paputi

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