Una settimana di laboratori, installazioni e cura degli spazi comuni nel borgo dell'Alta Tuscia
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Il Piccolo Festival Civico "Riabitare il paese" non è una rassegna di spettacoli da guardare seduti, ma un cantiere collettivo: per una settimana intera il centro storico di Grotte di Castro, nel Comune omonimo in provincia di Viterbo (Lazio), diventa un laboratorio diffuso dove chiunque può mettere le mani in pasta. Vicoli, piazze e affacci del borgo ospitano tavoli da disegno, postazioni di artigianato, installazioni realizzate a più mani e momenti conviviali che nascono dal lavoro fatto insieme nei giorni precedenti.
L'idea di fondo è dichiarata già nel titolo: riabitare significa restituire vita, senso e bellezza agli spazi pubblici, riconoscendoli come beni comuni di cui la comunità è responsabile. Un tema che in un borgo dell'Alta Tuscia, a pochi chilometri dal lago di Bolsena, non è affatto astratto.
Il festival è la parte più visibile del progetto "Scenari nuovi per borgo e territori antichi. Una comunità immagina il suo futuro", finanziato dal Ministero della Cultura con i fondi del PNRR — Next Generation EU — nella linea dedicata all'attrattività dei borghi storici. La regia è dell'Associazione Semi di Rigenerazione, che lavora sul territorio insieme all'Amministrazione comunale di Grotte di Castro.
Lo stesso percorso ha portato, nel marzo 2026, all'apertura della Casa di Comunità, uno spazio nel cuore del centro storico — un tempo residenza del podestà e poi mulino ad olio — pensato per la partecipazione, la creatività e la progettazione condivisa. Il festival e la Casa di Comunità sono due facce dello stesso lavoro: uno accende il paese per una settimana, l'altra prova a far durare tutto l'anno quella stessa energia.
Il programma alterna attività brevi e ripetute, così che nessuno debba impegnarsi per l'intera settimana. Nelle edizioni passate si sono susseguiti:
Non servono competenze né iscrizioni complicate: le attività sono gratuite, pensate per tutte le età e costruite perché chi arriva da fuori possa inserirsi senza sentirsi ospite.
Grotte di Castro sorge su uno sperone di tufo affacciato sulla conca del lago di Bolsena, in quella parte del Lazio settentrionale che conserva l'impronta etrusca e medievale del vecchio Ducato di Castro. È un paese di poche migliaia di abitanti, noto anche per la coltivazione della patata e per la sua storica sagra di metà agosto: un contesto in cui il tema dello spopolamento e del riuso degli spazi non è un esercizio teorico, ma la questione quotidiana.
Proprio per questo il Piccolo Festival Civico ha una fisionomia diversa da quella dei grandi festival estivi: piccolo per scelta, civico per vocazione. Chi lo visita non trova un palco e un pubblico, ma un paese che per qualche giorno lavora su se stesso — e accetta volentieri una mano in più.
Un'atmosfera raccolta e informale, il ritmo lento dei borghi della Tuscia, la possibilità di conoscere davvero chi ci vive. Le opere realizzate durante la settimana restano poi esposte nel borgo, come tracce visibili del passaggio della comunità. Chi cerca un'esperienza di viaggio partecipativa, lontana dai circuiti turistici affollati, qui trova un'occasione rara nella regione Lazio.
Alla data di redazione di questa scheda non sono state diffuse date ufficiali per una terza edizione del Piccolo Festival Civico "Riabitare il paese" a Grotte di Castro, in provincia di Viterbo. Il progetto PNRR "Scenari nuovi per borgo e territori antichi", di cui il festival fa parte, ha però visto nel marzo 2026 l'apertura della Casa di Comunità nel centro storico, segno che il lavoro dell'Associazione Semi di Rigenerazione con il Comune prosegue.
Se confermata, l'edizione dovrebbe collocarsi come le precedenti nell'ultima parte di agosto, con la formula ormai collaudata: laboratori artistici e di design diffusi nel borgo, corsi della Comunità Educante, giochi e installazioni collettive, passeggiate e momenti conviviali, tutto a ingresso libero.
Per informazioni aggiornate conviene contattare direttamente il Comune di Grotte di Castro (+39 0763 797173) o l'Associazione Semi di Rigenerazione all'indirizzo [email protected].
In auto: Grotte di Castro si raggiunge dall'uscita Orvieto dell'A1 (circa 30 km) oppure dalla via Cassia risalendo il lago di Bolsena. In treno: stazione di Orvieto sulla linea Roma-Firenze, poi autobus di linea o taxi. L'aeroporto più comodo è Roma Fiumicino (circa 150 km).
Le attività del festival sono gratuite e aperte a tutti, senza competenze pregresse. Per il pranzo sociale della domenica è richiesta la prenotazione.
Comune di Grotte di Castro: +39 0763 797173. Associazione Semi di Rigenerazione: [email protected].
Il centro storico è tutto in salita e su pavimentazione in pietra: scarpe comode indispensabili. Ad agosto conviene prenotare per tempo alloggio sul lago di Bolsena o in paese, perché la zona è molto frequentata. Da abbinare: le necropoli etrusche locali, il santuario di Maria SS. del Suffragio e una giornata sulle rive del lago.
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Centro storico di Grotte di Castro