La Settimana Santa di rito greco-bizantino nel borgo albanofono di Contessa Entellina
Nel cuore della Valle del Belice, in provincia di Palermo, il piccolo Comune di Contessa Entellina (Hora e Kuntisës in lingua arbëreshe) custodisce una delle tradizioni religiose più affascinanti della Sicilia: la Pasqua Arbëreshë, chiamata Pashkët nell'antica lingua albanese ancora parlata in paese. Fondato intorno al 1450 da profughi albanesi sfuggiti all'avanzata ottomana, il borgo è uno dei cinque centri arbëreshë della Sicilia, insieme a Piana degli Albanesi, Santa Cristina Gela, Mezzojuso e Palazzo Adriano, e fa parte dell'Eparchia di Piana degli Albanesi.
Ciò che rende unica questa celebrazione è il rito greco-bizantino, conservato intatto da oltre cinquecento anni. Le liturgie si alternano fra albanese, greco antico e italiano, accompagnate da canti religiosi popolari di straordinaria forza evocativa. La Pasqua è la festa più importante dell'anno per la comunità arbëreshe, simbolo di Resurrezione e di speranza, e momento di riaffermazione della propria identità culturale e linguistica.
Le celebrazioni iniziano già il venerdì che precede la Domenica delle Palme, con la liturgia dedicata alla resurrezione di Lazzaro e il suggestivo canto di Lazzaro intonato tra le vie del paese al seguito della banda musicale.
Il momento più atteso e fotografato è la distribuzione delle uova rosse benedette dai papàs: le uova rosse, simbolo di rinascita, vita e fertilità, raccolte nella notte fra venerdì e sabato, vengono offerte ai fedeli dalle ragazze che indossano il sontuoso costume tradizionale arbëresh di Contessa, riccamente ricamato. Cantando il Christòs Anèsti, la comunità di rito greco porta il proprio saluto pasquale anche ai fedeli di rito romano, in un gesto di fraternità che racchiude il senso profondo di questa terra di confine fra due tradizioni.
Assistere alla Pasqua Arbëreshë di Contessa Entellina significa immergersi in un patrimonio vivente, dove lingua, fede e folklore si fondono in un'esperienza che non ha eguali nel resto della Sicilia. Un appuntamento di crescente rilevanza turistica, capace di richiamare visitatori desiderosi di scoprire l'anima più autentica e segreta dell'isola.
La Pasqua Arbëreshë 2026 di Contessa Entellina si è celebrata dal 27 marzo al 5 aprile 2026, abbracciando l'intera Settimana Santa di rito greco-bizantino. Le celebrazioni hanno preso avvio il venerdì precedente la Domenica delle Palme con la liturgia della resurrezione di Lazzaro e il canto di Lazzaro per le vie del paese.
Il programma ha visto susseguirsi la benedizione dei ramoscelli d'ulivo della Domenica delle Palme, la Divina Liturgia di San Basilio il Grande del Giovedì Santo, la visita ai Sepolcri e la processione serale del Venerdì Santo dalle chiese della Santissima Annunziata e di San Nicolò, fino alla celebrazione della Resurrezione del Sabato a mezzanotte con il Christòs Anèsti. La Domenica di Pasqua ha visto la solenne divina liturgia nella chiesa greca, il corteo verso la Chiesa della Madonna della Favara e la tradizionale distribuzione delle uova rosse benedette da parte delle ragazze in costume arbëresh.
Contessa Entellina si trova nella Valle del Belice, a circa 80 km da Palermo. In auto si raggiunge dall'autostrada A29 (Palermo-Mazara del Vallo) con uscita verso la SS624 e le strade provinciali per la Valle del Belice. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Contessa Entellina sulla linea Palermo-Agrigento, distante dal centro abitato. L'aeroporto di riferimento è Palermo Punta Raisi.
I riti si svolgono nel centro storico e nelle chiese di rito greco-bizantino del paese (Santissima Annunziata e San Nicolò, Madonna della Favara) durante la Settimana Santa. L'ingresso alle celebrazioni è libero e gratuito.
Si consiglia di consultare in anticipo il programma pubblicato dal Comune e di rispettare il carattere religioso delle cerimonie. Abbigliamento consono per l'ingresso nei luoghi di culto.
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Centro storico e chiese di rito greco-bizantino