Arte, suono e tecnoculture rurali nella Valle Caudina
Liminaria è un festival internazionale di arte, suono e tecnoculture rurali nato nel 2014 come piattaforma curatoriale dedicata ai territori marginali del Sud Italia. Il progetto, ideato e curato dal critico e curatore Leandro Pisano, mette in relazione artisti e ricercatori internazionali con i paesaggi dell'Appennino campano, trasformando borghi, sentieri e spazi dismessi in veri e propri luoghi di produzione culturale contemporanea. Non è un evento calato dall'alto per una sera d'estate, ma un lavoro di lungo periodo costruito insieme alle comunità che abitano queste valli.
Il Comune di San Martino Valle Caudina, in provincia di Avellino, è oggi il baricentro di Liminaria. Qui si trovano il Palazzo Ducale e il Centro Caudino del Contemporaneo, gli spazi che ospitano incontri, installazioni, concerti e proiezioni, insieme all'Ex Sezione Sinistra Italiana. Il festival però non resta chiuso in un solo paese: attraversa la Valle Caudina e il Sannio toccando anche Cervinara, San Marco dei Cavoti e Cautano, in una geografia culturale che unisce le province di Avellino e Benevento nel cuore della Campania.
Il ciclo attualmente in corso porta il titolo Hauntologica ed è dedicato alle presenze che abitano i territori rurali nello spazio e nel tempo. La traccia, il residuo, l'infrastruttura abbandonata, la voce registrata di chi non c'è più: tutto ciò che sembra scomparso continua a lavorare sul paesaggio e a modellarlo. Attraverso il suono, i media e le tecnoculture, Liminaria prova a rendere udibile questa stratificazione, leggendo il rurale non come una periferia in ritardo ma come una posizione critica sul presente.
La struttura del festival è quella di un programma stratificato che alterna momenti di lavoro e momenti pubblici:
Il fine settimana conclusivo concentra la parte più spettacolare del programma: performance audiovisive, live elettroacustici e dj set che si susseguono fino a notte nei giardini e nelle sale del Palazzo Ducale. Accanto ai concerti trovano posto installazioni, proiezioni di film documentari e presentazioni editoriali, in un formato volutamente multidisciplinare. La dimensione è raccolta, molto lontana dai grandi festival da migliaia di persone: si ascolta, si discute e si beve qualcosa insieme agli artisti, spesso a pochi metri di distanza.
Il festival è promosso dall'Associazione Culturale Interzona APS, con sede proprio a San Martino Valle Caudina, la stessa realtà che dal 2003 porta avanti in Campania una ricerca su suono, arti elettroniche e ruralità. La curatela è affidata a Leandro Pisano con Martina Macchia e Tommaso Nudo. Negli anni il progetto ha costruito una rete di partner istituzionali e accademici che comprende la Fondazione Donnaregina/Museo MADRE di Napoli, l'Università degli Studi di Salerno, il Master in Environmental Humanities dell'Università Roma Tre, il Parco Regionale del Partenio e ARCI Benevento.
Liminaria è probabilmente il modo più interessante di scoprire la Valle Caudina fuori dai circuiti turistici classici. Chi arriva qui trova un festival che non si limita a portare artisti internazionali in provincia, ma che usa l'arte contemporanea per raccontare l'Irpinia e il Sannio dall'interno: le sorgenti, i torrenti, le pale eoliche, i paesi che si spopolano e le comunità che resistono. Un'esperienza consigliata a chi ama l'arte sonora, il documentario e i luoghi che si lasciano scoprire lentamente.
L'edizione 2026 di Liminaria si è articolata su cinque giornate, dal martedì 21 al sabato 25 luglio, seguendo la formula ormai consolidata del festival: una prima parte diffusa sul territorio, fatta di micro-residenze e appuntamenti serali nei diversi Comuni, e un fine settimana conclusivo concentrato a San Martino Valle Caudina, tra i giardini e le sale del Palazzo Ducale, il Centro Caudino del Contemporaneo e l'Ex Sezione Sinistra Italiana.
Il titolo Hauntologica ha guidato tutta la programmazione: un'indagine sulle presenze che continuano ad abitare i territori rurali, sulle tracce che tornano e su ciò che resta incompiuto nelle ecologie contemporanee dell'Appennino campano. Attorno a questo filo si sono intrecciati arti visive, ricerca sonora, cinema documentario, radio e riflessione critica.
Il programma ha coinvolto artisti e studiosi da Italia, Giappone, Australia e Svezia, con la curatela di Leandro Pisano insieme a Martina Macchia e Tommaso Nudo, e il sostegno di una rete di partner che comprende la Fondazione Donnaregina/Museo MADRE, l'Università degli Studi di Salerno, il Master in Environmental Humanities di Roma Tre, il Parco Regionale del Partenio e ARCI Benevento.
In auto: San Martino Valle Caudina si trova lungo la strada statale SS7 Appia, che collega Napoli a Benevento attraversando la Valle Caudina; dall'autostrada A16 Napoli-Canosa l'uscita più comoda è Avellino Ovest. In treno: il paese è servito dalla linea ferroviaria EAV Napoli-Benevento via Valle Caudina, con fermata a San Martino Valle Caudina. In aereo: l'aeroporto di riferimento è Napoli Capodichino, a poco più di un'ora di auto.
Gli appuntamenti principali si tengono al Palazzo Ducale, al Centro Caudino del Contemporaneo e nella Sala Consiliare del Municipio, tutti nel centro di San Martino Valle Caudina e raggiungibili a piedi. Alcune giornate si spostano a Cervinara, San Marco dei Cavoti e Cautano: per questi spostamenti l'auto è indispensabile.
L'ingresso agli eventi è libero e gratuito. Per i workshop e le sessioni di ascolto conviene contattare in anticipo l'organizzazione.
Le serate si svolgono all'aperto: anche in piena estate, in Appennino la temperatura scende parecchio dopo il tramonto, meglio portare una felpa. Per i soundwalk servono scarpe da trekking leggere e una borraccia d'acqua.
Associazione Culturale Interzona APS, Via Frattasi 20, 83018 San Martino Valle Caudina (AV) — [email protected]
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Palazzo Ducale e Centro Caudino del Contemporaneo