La morte di Carnevale e i Rurece Mise
Edizione 2026 Teatro Teatro di strada Arti di strada

La morte di Carnevale e i Rurece Mise

Il funerale goliardico di Vicienzo 'e Carnavale e la cantata dialettale dei dodici mesi

San Nicola la Strada — Caserta (061)
Date 17 feb — 17 feb 2026
Località San Nicola la Strada (061)
Prezzi Gratuito
Stato Terminato

Presentazione di La morte di Carnevale

A San Nicola la Strada, in provincia di Caserta, il martedì grasso non si chiude con i coriandoli ma con un funerale. «La morte di Carnevale e i Rurece Mise» unisce il corteo funebre goliardico per le vie della città, la cantata dialettale dei dodici mesi affidata ai bambini e la farsa popolare che si conclude con il rogo del fantoccio. Un rito antico, riportato in scena dall'associazione La barca di Teseo con il patrocinio della Pro Loco Calatia, che il paese continua a custodire di generazione in generazione.

Il martedì grasso di San Nicola la Strada

A San Nicola la Strada, comune della provincia di Caserta in Campania, il martedì grasso non finisce tra i coriandoli: finisce con un funerale. «La morte di Carnevale e i Rurece Mise» è il rito goliardico con cui il paese saluta Vicienzo 'e Carnavale, il personaggio che incarna ogni forma di eccesso umano, e accompagna la comunità dal rumore e dalla confusione del Carnevale alla sobrietà, alla penitenza e al digiuno della Quaresima. Un rito antico, come lo definiscono gli organizzatori, «che il nostro paese continua a custodire».

Il corteo funebre per le vie della città

Tutto comincia nel pomeriggio, quando il feretro di Vicienzo 'e Carnavale esce dal cortile di via Appia spinto da volontari in maschera. Il corteo funebre, scortato da Polizia Locale e Protezione Civile, attraversa le strade del centro tra lamenti esagerati, prefiche vestite di nero e risate: in passato l'itinerario ha toccato via Le Taglie, via Patturelli, via Bronzetti, viale Italia e viale Europa, raccogliendo lungo il percorso famiglie, curiosi e bambini. Il tono è volutamente parodistico, perché il pianto per Carnevale è in realtà una festa collettiva.

«I Rurece Mise», la cantata dei dodici mesi

Il corteo si conclude nel cortile dell'Associazione Nostra Signora di Lourdes, in via Appia 133, dove va in scena «I Rurece Mise», la cantata dialettale dei dodici mesi dell'anno. Ogni mese prende voce e corpo in un personaggio che si presenta al pubblico con versi in dialetto campano, tra ironia contadina e immagini del calendario agricolo. È una forma di teatro popolare diffusa in tutta la Terra di Lavoro e nel Mezzogiorno, legata al Carnevale perché nell'antico calendario romano l'anno nuovo cominciava proprio verso la fine di febbraio: cantare i mesi significava allontanare la sfortuna e augurare un buon raccolto.

La farsa, il compianto e il rogo del fantoccio

Dopo la cantata arriva la parte più attesa, la rappresentazione vera e propria de «La morte di Carnevale». Si susseguono la veglia e il compianto, il duetto comico fra il Signor Capitone e Pulcinella, la lettura dell'eredità affidata a un'avvocatessa che distribuisce lasciti improbabili fra i presenti. Il finale è sempre lo stesso: il fantoccio viene dato alle fiamme e con lui bruciano simbolicamente gli eccessi dell'anno appena trascorso. Il pubblico partecipa, risponde alle battute, riconosce i vicini di casa sotto il trucco.

Un patrimonio affidato ai bambini

La caratteristica più forte delle ultime edizioni è il ruolo dei più piccoli: sono i bambini di San Nicola la Strada a interpretare i dodici mesi, imparando il dialetto e il lessico della cultura contadina locale. Gli organizzatori li definiscono «custodi della memoria comunitaria», ed è proprio questo passaggio generazionale a garantire che la tradizione non diventi un pezzo da museo. Accanto a loro recitano attori adulti del paese, in un cast che mescola età, mestieri e famiglie diverse.

Chi organizza

  • Associazione culturale «La barca di Teseo», con la direzione artistica di Germano Iacelli, che ha riportato in vita la rappresentazione;
  • Pro Loco Calatia, che concede il patrocinio alla manifestazione;
  • Associazione Nostra Signora di Lourdes, che ospita lo spettacolo nel proprio cortile e garantisce il supporto logistico;
  • il Comune di San Nicola la Strada, con Polizia Locale e Protezione Civile a vigilare sul corteo.

Perché vale la pena esserci

Non è un carnevale di carri allegorici né uno spettacolo costruito per i turisti: è una festa di quartiere diventata appuntamento cittadino, gratuita e aperta a tutti, dove il dialetto campano è la lingua della scena e la strada è il vero teatro. Chi visita Caserta e la sua Reggia nei giorni di Carnevale trova qui, a pochi minuti di distanza, uno degli esempi più vivi di teatro popolare della provincia: una serata di partecipazione corale che tiene insieme memoria, identità locale e divertimento.

La morte di Carnevale — edizione 2026

L'edizione 2026 de «La morte di Carnevale e i Rurece Mise» si è svolta martedì 17 febbraio, giorno di martedì grasso. Alle 16.00 il corteo funebre goliardico è partito dalla sede de La barca di Teseo, in via Appia 102, per raggiungere il cortile dell'Associazione Nostra Signora di Lourdes al civico 133, dove i bambini hanno cantato i dodici mesi prima del rogo finale del fantoccio di Vicienzo 'e Carnavale.

Una serata di partecipazione popolare

Il martedì grasso 2026 a San Nicola la Strada è cominciato alle 16.00 in via Appia 102, davanti alla sede dell'associazione culturale La barca di Teseo, da dove è partito il corteo funebre goliardico con il feretro di Vicienzo 'e Carnavale. Sotto la vigilanza di Polizia Locale e Protezione Civile il corteo ha attraversato le strade cittadine fino al cortile dell'Associazione Nostra Signora di Lourdes, in via Appia 133.

I bambini protagonisti dei dodici mesi

Nel cortile è andata in scena la cantata «I Rurece Mise», interpretata dai bambini del paese che per l'occasione hanno imparato il dialetto e il lessico della cultura contadina locale: gli organizzatori li hanno definiti «custodi della memoria comunitaria». È seguita la rappresentazione de «La morte di Carnevale», con la veglia e il compianto delle prefiche, il duetto comico fra il Signor Capitone e Pulcinella e la lettura dell'eredità affidata all'avvocatessa.

Il cast e il finale

Nei panni del «morto» Vincenzo Carnevale è salito in scena Bruno Carnevale; la vedova è stata interpretata da Paolo Nicolella, la comare da Eufemia Sparaco, mentre fra le prefiche hanno recitato Loredana Iacelli, Elena Mingione e Sofia Di Nuzzo. La serata, a ingresso gratuito, si è chiusa come vuole la tradizione con il rogo del fantoccio, sotto la direzione artistica di Germano Iacelli e con il patrocinio della Pro Loco Calatia.

Programma La morte di Carnevale 2026

  • Ore 16.00 — Partenza del corteo funebre goliardico dalla sede dell'associazione La barca di Teseo, via Appia 102, con il feretro di Vicienzo 'e Carnavale scortato da Polizia Locale e Protezione Civile.
  • A seguire — Attraversamento delle vie cittadine fino al cortile dell'Associazione Nostra Signora di Lourdes, via Appia 133.
  • Cortile di via Appia 133 — Cantata «I Rurece Mise»: i dodici mesi dell'anno interpretati in dialetto campano dai bambini di San Nicola la Strada.
  • A seguire — Rappresentazione «La morte di Carnevale»: veglia e compianto delle prefiche, duetto comico fra il Signor Capitone e Pulcinella, lettura dell'eredità con l'avvocatessa.
  • Finale — Rogo del fantoccio di Vicienzo 'e Carnavale.

In evidenza La morte di Carnevale 2026

Il corteo funebre in maschera per le strade del centro; la cantata dialettale «I Rurece Mise» affidata ai bambini, custodi della memoria comunitaria; il duetto comico fra il Signor Capitone e Pulcinella; la lettura dell'eredità; il rogo finale del fantoccio di Vicienzo 'e Carnavale.

Prezzi La morte di Carnevale 2026

Ingresso libero e gratuito, sia per il corteo lungo le vie cittadine sia per la rappresentazione nel cortile di via Appia 133.

Informazioni pratiche — La morte di Carnevale

Dove si svolge

Il corteo parte dalla sede associativa di via Appia e si conclude nel cortile dell'Associazione Nostra Signora di Lourdes, in via Appia 133, a San Nicola la Strada (CE). Tutte le fasi si svolgono all'aperto, lungo le strade cittadine e nel cortile.

Come arrivare

  • In treno: stazione di Caserta, servita dai collegamenti regionali da Napoli e da Roma; San Nicola la Strada confina con il capoluogo ed è raggiungibile in pochi minuti con gli autobus urbani o in taxi.
  • In auto: autostrada A1 Milano-Napoli, uscita Caserta Sud, poi indicazioni per San Nicola la Strada; la via Appia attraversa il centro abitato.
  • In aereo: aeroporto di Napoli-Capodichino, a circa 30 km.

Ingresso e consigli

  • Ingresso gratuito, sia al corteo sia alla rappresentazione.
  • Lo spettacolo è recitato in dialetto campano: una parte della comicità sfugge a chi non lo conosce, ma la gestualità resta comprensibile a tutti.
  • Manifestazione adatta alle famiglie; conviene arrivare con un po' di anticipo per seguire la partenza del corteo.
  • Presentarsi in maschera è benvenuto, soprattutto per chi vuole unirsi al corteo.

Parcheggio

Si parcheggia nelle vie limitrofe: durante il passaggio del corteo alcune strade possono subire chiusure temporanee gestite dalla Polizia Locale.

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Dove si svolge — La morte di Carnevale

Cortile dell'Associazione Nostra Signora di Lourdes

Via Appia 133, 81020 San Nicola la Strada

La morte di Carnevale in breve

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