Il grande falò della vigilia di Sant'Antonio Abate sulla collina di Sant'Antuono, tra benedizione del fuoco, banda e salsicciata
Il Fucarazzo di Sant'Antuono è la festa che ogni gennaio riaccende la collina di Sant'Antuono, il quartiere del Comune di Ischia — Città Metropolitana di Napoli, in Campania — che deve il proprio nome alla chiesa parrocchiale dedicata a Sant'Antonio Abate. Alla vigilia del 17 gennaio, giorno del santo, davanti alla parrocchia di via Acquedotto viene acceso un grande falò benedetto dal parroco: è il primo appuntamento del calendario delle feste invernali dell'isola d'Ischia.
Il fuoco è l'elemento centrale del culto di Sant'Antonio Abate in tutto il Sud Italia e a Ischia il fucarazzo mantiene intatto il proprio significato: le fiamme sono simbolo di purificazione e di buon auspicio per l'anno appena cominciato. La devozione al santo eremita è particolarmente radicata sull'isola, dove è legata alla memoria dell'eruzione dell'Arso del 1302 e al mondo contadino dei ciucciai, i mulattieri che trasportavano l'uva lungo le pendici dell'Epomeo e che affidavano al santo la protezione dei propri animali.
La giornata della vigilia segue uno schema ormai consolidato:
Intorno al fuoco si tiene la salsicciata, il momento conviviale che richiama ogni anno residenti e visitatori: panini, salsiccia alla brace e chiacchiere fino a sera inoltrata. È un rito semplice e popolare, che trasforma il sagrato e le strade della collina in una grande cucina all'aperto e che, insieme alla musica della banda, dà alla serata il carattere di una vera festa di quartiere.
Il 17 gennaio, festa liturgica di Sant'Antonio Abate, la parrocchia vive la seconda parte dei festeggiamenti. I bambini rompono i carusielli, i tradizionali salvadanai di terracotta il cui contenuto viene offerto per la festa, e il parroco don Giuseppe Nicolella impartisce la benedizione degli animali, il rito che più di ogni altro identifica Sant'Antuono: cani, gatti e uccellini, ma anche galline e cavalli, vengono portati dai fedeli per ricevere l'aspersione. Una processione lungo le strade della collina completa la giornata.
La chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate, in via Acquedotto, nasce da una cappella-eremo eretta nel XVI secolo; ampliata e più volte restaurata, è stata dedicata nella sua veste attuale nel 2003. Attorno a essa si è formato il quartiere che ne ha preso il nome, tra Ischia Porto e la campagna dell'entroterra: un angolo dell'isola lontano dai circuiti turistici estivi, che proprio a gennaio mostra il suo volto più autentico.
Il Fucarazzo è un appuntamento fisso della metà di gennaio, con l'accensione del falò la sera della vigilia del 17. Non serve alcun biglietto: si partecipa liberamente, arrivando in tempo per il giro della banda e restando poi intorno al fuoco. Nello stesso fine settimana altri falò di Sant'Antuono si accendono in diversi comuni dell'isola, da Casamicciola Terme al Piellero di Forio, così che la ricorrenza diventa un piccolo itinerario tra le tradizioni ischitane.
Per il 2026 la parrocchia di Sant'Antonio Abate di Ischia ha concentrato i festeggiamenti su due giornate, venerdì 16 e sabato 17 gennaio. La vigilia si è aperta alle ore 17:00 con il giro musicale della Banda Musicale «Città di Ischia» per le strade del territorio parrocchiale, un modo per annunciare la festa quartiere per quartiere.
Alle 18:30, nella chiesa parrocchiale di via Acquedotto, si è celebrata la Messa solenne dei primi Vespri, animata dalla Corale Polifonica «San Vito Martire» diretta dal maestro Gianvito Di Maio. Subito dopo è arrivato il momento più atteso: la benedizione del fuoco e l'accensione del grande falò in onore di Sant'Antuono, simbolo di purificazione e di buon auspicio per l'anno nuovo. Intorno alle fiamme si è svolta come sempre la salsicciata comunitaria, occasione di convivialità che ogni anno richiama residenti e turisti.
Sabato 17 gennaio, festa liturgica di Sant'Antonio Abate, i festeggiamenti sono proseguiti in parrocchia con la rottura dei carusielli da parte dei bambini, la benedizione degli animali impartita dal parroco don Giuseppe Nicolella e la processione per le strade della collina. Nello stesso fine settimana altri falò di Sant'Antuono si sono accesi sull'isola, in particolare a Casamicciola Terme e a Forio.
Ischia si raggiunge solo via mare: traghetti e aliscafi partono da Napoli (Calata Porta di Massa e Molo Beverello) e da Pozzuoli. Dallo scalo di Ischia Porto la collina di Sant'Antuono si raggiunge in pochi minuti di auto o con gli autobus urbani che risalgono via Acquedotto; la chiesa parrocchiale di Sant'Antonio Abate si trova al civico 63.
La partecipazione è libera e gratuita: il giro della banda, la Messa, la benedizione del fuoco e il falò si svolgono senza biglietto.
Parrocchia di Sant'Antonio Abate, via Acquedotto 63, 80077 Ischia (NA) — telefono +39 081 902753.
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