Festival dei Popoli Italici
Edizione 2026 Teatro Narrazione Letteratura

Festival dei Popoli Italici

A Rieti, tre giorni alla scoperta delle genti che abitarono l'Italia prima di Roma

Rieti — Rieti (057) Dal 2026
Date 08 mag — 10 mag 2026
Località Rieti (057)
Prezzi
Stato Terminato

Presentazione di Popoli Italici

Il Festival dei Popoli Italici è la prima manifestazione nazionale dedicata alle civiltà che popolarono la penisola prima dell'affermazione di Roma: Sabini, Sanniti, Umbri, Marsi, Equi, Volsci, Piceni, Etruschi e genti della Magna Grecia. A Rieti, nel cuore della Sabina, il Museo Civico Archeologico e il Teatro Flavio Vespasiano ospitano lezioni d'autore gratuite, mostre, spettacoli, tavoli didattici e una fiera del libro, in un racconto che intreccia archeologia, mito e attualità.

Un festival che racconta l'Italia prima di Roma

Il Festival dei Popoli Italici nasce a Rieti, nel cuore della Sabina, come prima manifestazione nazionale interamente dedicata alle genti che abitarono la penisola prima dell'affermazione della civiltà romana. Sabini, Sanniti, Umbri, Marsi, Equi, Volsci, Ernici, Piceni, Latini, Etruschi e popoli della Magna Grecia tornano a essere protagonisti di un racconto corale che unisce ricerca archeologica, memoria mitica e riflessione contemporanea.

L'ideazione è di Federico Fioravanti, direttore del festival, con l'associazione Arché APS. La manifestazione si inserisce in un percorso di valorizzazione culturale della provincia di Rieti, nel Lazio settentrionale, finanziato dal Piano Nazionale Complementare – Next Appennino e sostenuto dalla Fondazione Varrone Cassa di Risparmio di Rieti, con la collaborazione del Comune di Rieti.

La Primavera Sacra, filo conduttore della prima edizione

Il tema scelto per l'edizione inaugurale è il Ver Sacrum, la « Primavera Sacra »: un rito ancestrale che vedeva intere generazioni di giovani lasciare la terra d'origine alla ricerca di nuovi territori, guidate da un animale sacro. È un mito di fondazione che spiega la nascita di molti popoli italici e che il festival rilegge come metafora di migrazione, appartenenza e radici condivise. Non a caso il territorio reatino, con il lago di Cotilia considerato dagli antichi Umbilicus Italiae, è uno dei luoghi simbolo di questa vicenda.

Lezioni d'autore, mostre e spettacoli

Il cuore del festival è la Sala Polivalente del Museo Civico Archeologico, dove si concentrano le lezioni di storia, gratuite e di taglio divulgativo, affidate ad archeologi e storici di primo piano. Le serate si spostano invece al Teatro Flavio Vespasiano, gioiello ottocentesco della città, per incontri rivolti a un pubblico più ampio.

  • Lezioni d'autore al Museo Archeologico, mattina e pomeriggio, con studiosi come Filippo Coarelli, Adriano La Regina, Andrea Carandini, Valentino Nizzo, Alessandro Guidi e Giovanni Brizzi
  • Serate al Teatro Flavio Vespasiano alle 21.15, con ospiti di richiamo nazionale
  • Mostra « Indossare la Storia. Prima di Roma: il segno della spada, il peso dello scudo », percorso immersivo tra le panoplie dei guerrieri antichi, allestita al Museo Archeologico
  • Tavoli didattici « Segreti e Invenzioni », curati dal gruppo di rievocazione Legio XXX, aperti tutto il giorno
  • Fiera del libro con editori nazionali specializzati in archeologia e storia antica
  • Narrazione con musica dedicata al mito di fondazione di Roma

Rieti, capitale della Sabina

Ospitare un festival sui popoli italici a Rieti non è una scelta casuale. Il capoluogo sabino conserva testimonianze di un popolamento millenario attorno ai laghi reatini e alla Valle del Velino, e il suo Museo Civico Archeologico custodisce reperti che documentano la lunga vicenda delle comunità pre-romane. La città, con il suo centro storico raccolto attorno a Piazza Vittorio Emanuele II, il Palazzo Vescovile e i ponti romani, offre al visitatore un contesto ideale per unire cultura, passeggiate e gastronomia locale.

Un pubblico ampio, un taglio divulgativo

Il festival si rivolge sia agli appassionati di archeologia sia alle famiglie e alle scuole: le lezioni sono pensate per essere accessibili anche a chi non ha una formazione specialistica, mentre i tavoli didattici e i laboratori permettono ai più giovani di toccare con mano armi, tessuti e oggetti della vita quotidiana antica. La manifestazione si propone come appuntamento annuale, con l'ambizione di diventare un punto di riferimento nazionale per la divulgazione della storia italica.

Perché vale la pena venire

In un panorama di festival culturali sempre più affollato, il Festival dei Popoli Italici occupa uno spazio davvero originale: quello di un'Italia plurale e antichissima, spesso schiacciata nel racconto scolastico dalla sola vicenda di Roma. Tre giorni di maggio, in una città a un'ora dalla capitale, bastano per cambiare prospettiva sulle origini della penisola.

Popoli Italici — edizione 2026

L'edizione inaugurale del Festival dei Popoli Italici si è svolta a Rieti dall'8 al 10 maggio 2026 con il tema della « Primavera Sacra » (Ver Sacrum). Tre giornate fittissime tra lezioni d'autore gratuite nella Sala Polivalente del Museo Civico Archeologico, serate al Teatro Flavio Vespasiano, l'apertura della mostra « Indossare la Storia », tavoli didattici della Legio XXX e una fiera del libro con editori nazionali.

La prima edizione: la Primavera Sacra

Dall'8 al 10 maggio 2026 Rieti ha ospitato la prima edizione del Festival dei Popoli Italici, dedicata al Ver Sacrum, il rito della « Primavera Sacra » con cui intere generazioni di giovani italici partivano alla ricerca di nuove terre. Tre giorni di lezioni, spettacoli e incontri hanno attraversato l'intero mosaico delle genti pre-romane, dai Sabini agli Etruschi.

Le lezioni al Museo Archeologico

La Sala Polivalente del Museo Civico Archeologico ha accolto un programma serrato di lezioni gratuite. Venerdì 8, dopo l'inaugurazione con il sindaco Daniele Sinibaldi e il direttore Federico Fioravanti, si sono susseguiti Filippo Coarelli con « Il lago di Cotilia, Umbilicus Italiae », Roberto Marinelli con « L'Atlantide sabina », Alessandro Jaia e Carlo Virili sui millenni di vita attorno ai laghi reatini e Augusto Ancillotti sugli Umbri.

Sabato 9 è stata la giornata più densa: Francesca Lezzi sugli Equi, Nicola Mastronardi sul Ver Sacrum, Domenico Germano con « Il Cammino dei Padri », Adriano La Regina sui Sanniti, Paola Santoro sui Sabini del Tevere, Gioal Canestrelli sui Marsi, Sandra Gatti su Volsci ed Ernici e Alessandro Naso sull'origine dei Piceni. Domenica 10 il racconto si è chiuso con Simone Nardelli, Alessandro Guidi, Valentino Nizzo, Loredana Cappelletti, Giovanni Brizzi, Giusto Traina e il dialogo finale tra Andrea Carandini e Nicolò Squartini sulla Valle dei Flavi.

Serate, mostra e attività

Al Teatro Flavio Vespasiano, alle 21.15, sono saliti sul palco Stefano Mancuso con « La tribù degli alberi » (8 maggio) e Dario Fabbri con « Popoli e imperi, dal mondo antico all'età contemporanea » (9 maggio). L'8 maggio ha debuttato anche « Il racconto di Romolo », narrazione con musica di Natalia Magni, ed è stata inaugurata la mostra « Indossare la Storia. Prima di Roma: il segno della spada, il peso dello scudo », visitabile fino al 6 gennaio 2027. Per tutta la durata del festival, i tavoli didattici « Segreti e Invenzioni » della Legio XXX e la fiera del libro hanno accompagnato il pubblico dalle 10.00 alle 19.30.

Programma Popoli Italici 2026

VENERDÌ 8 MAGGIO — Museo Civico Archeologico, Sala Polivalente: ore 10.00 inaugurazione con il sindaco Daniele Sinibaldi e il direttore Federico Fioravanti; 10.40 Filippo Coarelli, « Il lago di Cotilia, Umbilicus Italiae »; 11.30 Roberto Marinelli, « L'Atlantide sabina »; 16.00 « Il racconto di Romolo », narrazione con musica di e con Natalia Magni, al flauto Serine Khoudirate; 17.30 inaugurazione della mostra « Indossare la Storia. Prima di Roma: il segno della spada, il peso dello scudo » (visitabile fino al 6 gennaio 2027); 17.45 Alessandro Jaia e Carlo Virili, « Prima dei Sabini: un millennio di vita intorno ai laghi reatini »; 18.30 Augusto Ancillotti, « Gli Umbri, la più antica gente d'Italia ». Teatro Flavio Vespasiano, ore 21.15: Stefano Mancuso, « La tribù degli alberi ». SABATO 9 MAGGIO — Museo Civico Archeologico: ore 10.00 Francesca Lezzi, « Gli Equi »; 10.40 Nicola Mastronardi, « Ver Sacrum »; 11.20 Domenico Germano, « Il Cammino dei Padri »; 12.00 Adriano La Regina, « I Sanniti »; 16.00 Paola Santoro, « I Sabini del Tevere »; 16.40 Gioal Canestrelli, « I Marsi, guerrieri e incantatori di serpenti »; 17.20 Sandra Gatti, « Volsci ed Ernici »; 18.00 Alessandro Naso, « L'origine dei Piceni ». Dalle 10.00 alle 18.00 tavoli didattici « Segreti e Invenzioni » a cura della Legio XXX. Teatro Flavio Vespasiano, ore 21.15: Dario Fabbri, « Popoli e imperi, dal mondo antico all'età contemporanea ». DOMENICA 10 MAGGIO — Museo Civico Archeologico: ore 10.00 Simone Nardelli, « Viaggio archeologico nella Valle del Velino »; 10.40 Alessandro Guidi, « I Latini e la nascita di Roma »; 11.20 Valentino Nizzo, « Il mondo degli Etruschi »; 12.00 Loredana Cappelletti, « Le genti della Magna Grecia »; 16.00 Giovanni Brizzi, « I popoli delle transumanze »; 16.40 Giusto Traina, « La guerra sociale e le sue conseguenze »; 17.20 Andrea Carandini e Nicolò Squartini, « La valle dei Flavi ». Dalle 10.00 alle 18.00 tavoli didattici della Legio XXX. TUTTI I GIORNI — Fiera del libro con editori nazionali, dalle 10.00 alle 19.30.

In evidenza Popoli Italici 2026

Le due serate al Teatro Flavio Vespasiano con Stefano Mancuso e Dario Fabbri; il dialogo conclusivo tra Andrea Carandini e Nicolò Squartini sulla Valle dei Flavi; il debutto di « Il racconto di Romolo » con Natalia Magni; l'apertura della mostra « Indossare la Storia », percorso immersivo tra le panoplie dei guerrieri italici, aperta fino al 6 gennaio 2027; i tavoli didattici « Segreti e Invenzioni » della Legio XXX per famiglie e ragazzi.

Prezzi Popoli Italici 2026

Lezioni d'autore al Museo Civico Archeologico a ingresso gratuito. Fiera del libro ad accesso libero (10.00-19.30). Serate al Teatro Flavio Vespasiano a pagamento, con biglietti in vendita su Liveticket.it e presso le rivendite autorizzate.

Informazioni pratiche — Popoli Italici

Come arrivare

Rieti si raggiunge in auto dalla Salaria (SS4), a circa un'ora e mezza da Roma e da Terni. Il Museo Civico Archeologico e il Teatro Flavio Vespasiano si trovano entrambi nel centro storico, a pochi minuti a piedi l'uno dall'altro. La stazione ferroviaria di Rieti è servita dalla linea Terni–L'Aquila–Sulmona; numerosi autobus collegano quotidianamente Rieti a Roma Tiburtina.

Ingressi e biglietti

Le lezioni d'autore al Museo Civico Archeologico sono a ingresso gratuito. Per le serate al Teatro Flavio Vespasiano è previsto un biglietto, acquistabile online su Liveticket.it e presso le rivendite autorizzate. La fiera del libro è aperta ogni giorno dalle 10.00 alle 19.30 con accesso libero.

Consigli

Le lezioni più attese riempiono rapidamente la Sala Polivalente: conviene presentarsi con un certo anticipo. Per le serate a teatro è consigliato l'acquisto anticipato del biglietto. Il centro storico di Rieti offre numerose trattorie dove assaggiare i piatti della tradizione sabina, dall'olio DOP agli stringozzi.

Informazioni

Programma aggiornato e biglietteria sul sito ufficiale festivalpopolitalici.it.

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Dove si svolge — Popoli Italici

Museo Civico Archeologico di Rieti e Teatro Flavio Vespasiano

Via Sant'Anna 4, 02100 Rieti

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