A Rieti, tre giorni alla scoperta delle genti che abitarono l'Italia prima di Roma
Il Festival dei Popoli Italici nasce a Rieti, nel cuore della Sabina, come prima manifestazione nazionale interamente dedicata alle genti che abitarono la penisola prima dell'affermazione della civiltà romana. Sabini, Sanniti, Umbri, Marsi, Equi, Volsci, Ernici, Piceni, Latini, Etruschi e popoli della Magna Grecia tornano a essere protagonisti di un racconto corale che unisce ricerca archeologica, memoria mitica e riflessione contemporanea.
L'ideazione è di Federico Fioravanti, direttore del festival, con l'associazione Arché APS. La manifestazione si inserisce in un percorso di valorizzazione culturale della provincia di Rieti, nel Lazio settentrionale, finanziato dal Piano Nazionale Complementare – Next Appennino e sostenuto dalla Fondazione Varrone Cassa di Risparmio di Rieti, con la collaborazione del Comune di Rieti.
Il tema scelto per l'edizione inaugurale è il Ver Sacrum, la « Primavera Sacra »: un rito ancestrale che vedeva intere generazioni di giovani lasciare la terra d'origine alla ricerca di nuovi territori, guidate da un animale sacro. È un mito di fondazione che spiega la nascita di molti popoli italici e che il festival rilegge come metafora di migrazione, appartenenza e radici condivise. Non a caso il territorio reatino, con il lago di Cotilia considerato dagli antichi Umbilicus Italiae, è uno dei luoghi simbolo di questa vicenda.
Il cuore del festival è la Sala Polivalente del Museo Civico Archeologico, dove si concentrano le lezioni di storia, gratuite e di taglio divulgativo, affidate ad archeologi e storici di primo piano. Le serate si spostano invece al Teatro Flavio Vespasiano, gioiello ottocentesco della città, per incontri rivolti a un pubblico più ampio.
Ospitare un festival sui popoli italici a Rieti non è una scelta casuale. Il capoluogo sabino conserva testimonianze di un popolamento millenario attorno ai laghi reatini e alla Valle del Velino, e il suo Museo Civico Archeologico custodisce reperti che documentano la lunga vicenda delle comunità pre-romane. La città, con il suo centro storico raccolto attorno a Piazza Vittorio Emanuele II, il Palazzo Vescovile e i ponti romani, offre al visitatore un contesto ideale per unire cultura, passeggiate e gastronomia locale.
Il festival si rivolge sia agli appassionati di archeologia sia alle famiglie e alle scuole: le lezioni sono pensate per essere accessibili anche a chi non ha una formazione specialistica, mentre i tavoli didattici e i laboratori permettono ai più giovani di toccare con mano armi, tessuti e oggetti della vita quotidiana antica. La manifestazione si propone come appuntamento annuale, con l'ambizione di diventare un punto di riferimento nazionale per la divulgazione della storia italica.
In un panorama di festival culturali sempre più affollato, il Festival dei Popoli Italici occupa uno spazio davvero originale: quello di un'Italia plurale e antichissima, spesso schiacciata nel racconto scolastico dalla sola vicenda di Roma. Tre giorni di maggio, in una città a un'ora dalla capitale, bastano per cambiare prospettiva sulle origini della penisola.
Dall'8 al 10 maggio 2026 Rieti ha ospitato la prima edizione del Festival dei Popoli Italici, dedicata al Ver Sacrum, il rito della « Primavera Sacra » con cui intere generazioni di giovani italici partivano alla ricerca di nuove terre. Tre giorni di lezioni, spettacoli e incontri hanno attraversato l'intero mosaico delle genti pre-romane, dai Sabini agli Etruschi.
La Sala Polivalente del Museo Civico Archeologico ha accolto un programma serrato di lezioni gratuite. Venerdì 8, dopo l'inaugurazione con il sindaco Daniele Sinibaldi e il direttore Federico Fioravanti, si sono susseguiti Filippo Coarelli con « Il lago di Cotilia, Umbilicus Italiae », Roberto Marinelli con « L'Atlantide sabina », Alessandro Jaia e Carlo Virili sui millenni di vita attorno ai laghi reatini e Augusto Ancillotti sugli Umbri.
Sabato 9 è stata la giornata più densa: Francesca Lezzi sugli Equi, Nicola Mastronardi sul Ver Sacrum, Domenico Germano con « Il Cammino dei Padri », Adriano La Regina sui Sanniti, Paola Santoro sui Sabini del Tevere, Gioal Canestrelli sui Marsi, Sandra Gatti su Volsci ed Ernici e Alessandro Naso sull'origine dei Piceni. Domenica 10 il racconto si è chiuso con Simone Nardelli, Alessandro Guidi, Valentino Nizzo, Loredana Cappelletti, Giovanni Brizzi, Giusto Traina e il dialogo finale tra Andrea Carandini e Nicolò Squartini sulla Valle dei Flavi.
Al Teatro Flavio Vespasiano, alle 21.15, sono saliti sul palco Stefano Mancuso con « La tribù degli alberi » (8 maggio) e Dario Fabbri con « Popoli e imperi, dal mondo antico all'età contemporanea » (9 maggio). L'8 maggio ha debuttato anche « Il racconto di Romolo », narrazione con musica di Natalia Magni, ed è stata inaugurata la mostra « Indossare la Storia. Prima di Roma: il segno della spada, il peso dello scudo », visitabile fino al 6 gennaio 2027. Per tutta la durata del festival, i tavoli didattici « Segreti e Invenzioni » della Legio XXX e la fiera del libro hanno accompagnato il pubblico dalle 10.00 alle 19.30.
Rieti si raggiunge in auto dalla Salaria (SS4), a circa un'ora e mezza da Roma e da Terni. Il Museo Civico Archeologico e il Teatro Flavio Vespasiano si trovano entrambi nel centro storico, a pochi minuti a piedi l'uno dall'altro. La stazione ferroviaria di Rieti è servita dalla linea Terni–L'Aquila–Sulmona; numerosi autobus collegano quotidianamente Rieti a Roma Tiburtina.
Le lezioni d'autore al Museo Civico Archeologico sono a ingresso gratuito. Per le serate al Teatro Flavio Vespasiano è previsto un biglietto, acquistabile online su Liveticket.it e presso le rivendite autorizzate. La fiera del libro è aperta ogni giorno dalle 10.00 alle 19.30 con accesso libero.
Le lezioni più attese riempiono rapidamente la Sala Polivalente: conviene presentarsi con un certo anticipo. Per le serate a teatro è consigliato l'acquisto anticipato del biglietto. Il centro storico di Rieti offre numerose trattorie dove assaggiare i piatti della tradizione sabina, dall'olio DOP agli stringozzi.
Programma aggiornato e biglietteria sul sito ufficiale festivalpopolitalici.it.
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Museo Civico Archeologico di Rieti e Teatro Flavio Vespasiano
Via Sant'Anna 4, 02100 Rieti