La festa patronale invernale di Ascoli Satriano nei Monti Dauni
Ogni anno, il 13 e 14 gennaio, Ascoli Satriano rinnova la devozione al suo patrono San Potito Martire con una delle celebrazioni religiose e popolari più sentite dell'intera provincia di Foggia. È la ricorrenza invernale del Santo, distinta e per certi versi più intima rispetto alla grande festa estiva di agosto: qui la comunità dei Monti Dauni si raccoglie nel cuore dell'inverno attorno alla figura del giovane martire, protettore della città e della Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano.
I festeggiamenti sono preceduti dalla novena, che scandisce i giorni precedenti con la recita del Rosario e la Santa Messa con i Vespri cantati nella Concattedrale. Nella vigilia del 13 gennaio si celebrano i Primi Vespri solenni, spesso presieduti dal Vescovo diocesano, che introducono la solennità del giorno successivo.
Il 14 gennaio, giorno della festa, prende avvio di prima mattina con lo sparo dei mortaretti. Il busto argenteo del Santo viene portato in solenne processione per le vie del centro storico, accompagnato dalla banda musicale cittadina che intona le marce tradizionali. In Concattedrale si celebra la solenne Messa Pontificale, con il suggestivo bacio della reliquia del braccio del Martire, venerata ad Ascoli Satriano da secoli.
Il momento più atteso e caratteristico arriva in serata: l'accensione del "ciuccio di San Potito", una grande sagoma di asino in cartapesta riempita di mortaretti e fuochi d'artificio, che dà il via allo spettacolo pirotecnico in piazza. È il segno più riconoscibile della festa, capace di richiamare grandi e piccoli in un tripudio di luci che chiude la giornata di devozione.
La festa conserva usanze antiche legate alla cultura contadina dei Monti Dauni. La vigilia prevedeva tradizionalmente l'astensione dalla carne, compensata da piatti poveri e gustosi come frittelle, baccalà, anguille e capitone. Un tempo, nella notte, si accendevano falò nei diversi rioni della città, mentre la statua del Santo veniva assegnata per la processione dopo un'asta tra i fedeli.
Situata su tre colli nel subappennino dauno, in provincia di Foggia, Ascoli Satriano è un borgo ricco di storia, dai celebri Grifoni di marmo di età dauna al patrimonio archeologico dell'antica Ausculum. La festa di San Potito è l'occasione per scoprire il Comune di Ascoli Satriano e il territorio dei Monti Dauni, tra fede, cultura e paesaggi autentici della Puglia interna.
I Festeggiamenti in onore di San Potito Martire del gennaio 2026 hanno riproposto ad Ascoli Satriano il rito della festa patronale invernale nelle date tradizionali del 13 e 14 gennaio. La novena ha preparato la solennità con la recita del Rosario e la Santa Messa con Vespri cantati; il 14 gennaio la giornata ha visto la processione del busto argenteo del Santo per le vie del centro, la solenne Messa Pontificale in Concattedrale e, in serata, l'accensione del "ciuccio di San Potito" con lo spettacolo pirotecnico in piazza.
In auto: uscita autostradale sulla A16 Napoli-Canosa (direzione Candela) o dalla SS655 Bradanica; Ascoli Satriano si raggiunge dalle strade provinciali dei Monti Dauni. In treno: stazioni di riferimento Foggia e Cerignola, poi collegamenti su gomma. In aereo: aeroporto di Bari-Karol Wojtyła o Foggia-Gino Lisa.
Tutti gli appuntamenti religiosi e civili sono a ingresso libero e gratuito. Il clou è la sera del 14 gennaio con lo spettacolo pirotecnico e l'accensione del "ciuccio".
Strutture ricettive, agriturismi e B&B nel borgo e nei comuni vicini dei Monti Dauni.
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Concattedrale di Ascoli Satriano