Il patrono di Conca dei Marini tra tredicina, falò, gigli benedetti e la processione della statua miracolosa
Il 13 giugno Conca dei Marini, in provincia di Salerno, si ferma per il suo patrono: Sant'Antonio di Padova, eletto protettore del paese nel 1694 e da allora al centro della vita religiosa e civile della comunità. Il Santo è venerato nella chiesa madre di San Giovanni Battista, che proprio per questa devozione i conchesi chiamano più spesso, semplicemente, «chiesa di Sant'Antonio». Sulla facciata barocca campeggia l'immagine del patrono con l'iscrizione latina Protegam civitatem istam — «proteggerò questa città» — una promessa che qui viene presa alla lettera, di generazione in generazione.
La festa è considerata una delle più belle e partecipate dell'intera Costiera Amalfitana: in quei giorni il piccolo borgo si riempie di famiglie che arrivano da Agerola, da Amalfi e dai paesi vicini, molte delle quali raggiungono Conca via mare, come si faceva quando la strada costiera ancora non esisteva.
I festeggiamenti non si esauriscono in una sola giornata. Già alla fine di maggio prende avvio la solenne tredicina, il cammino di preghiera che accompagna la comunità fino al giorno del patrono: ogni sera una messa, spesso animata da corali ospiti provenienti dagli altri borghi della costiera, come la corale «Pina Elefante» di Atrani.
Due gesti in particolare segnano queste serate e sono attesi da tutti:
Tra le tradizioni più suggestive c'è l'accensione del focariello, il falò acceso in onore del Santo. Non è un fuoco qualsiasi: è un segno antico di devozione e di festa, attorno al quale il paese si raccoglie nella luce, tra chiacchiere, canti e attesa. È il momento in cui la dimensione liturgica e quella popolare si fondono, e in cui i più piccoli imparano la festa guardando i grandi.
Il 13 giugno la giornata è scandita da un programma tradizionale che si ripete con poche variazioni di anno in anno:
Nei giorni successivi una nuova messa solenne accompagna la reposizione della statua, che torna al suo altare e chiude ufficialmente i festeggiamenti.
Il cuore della festa è un edificio di origini antichissime: documenti del 1416 già ne citano il rettore, e un atto notarile del 1693 la definisce «la più antica» tra le parrocchie del luogo. Costruita su un alto costone di roccia a strapiombo sul mare — posizione che in passato la protesse dalle incursioni saracene — la chiesa si presenta oggi a tre navate, con volte a botte, decorazioni barocche a stucco e un campanile con cuspide rivestita di maioliche, uno degli scorci più fotografati di Conca. All'interno si conservano l'ambone marmoreo con un'urna funeraria romana, gli altari laterali con tele di scuola napoletana e un organo donato nel 1926.
Con poche centinaia di abitanti, Conca dei Marini è uno dei comuni più piccoli della provincia di Salerno e della Campania, incastonato tra Amalfi e Praiano. È il paese della Grotta dello Smeraldo, del monastero di Santa Rosa e della sfogliatella che da lì prende il nome. Vivere la festa di Sant'Antonio qui significa entrare in una comunità raccolta, dove la processione passa a un metro dalle porte di casa e dove la devozione si intreccia con la memoria di un paese di marinai. Chi arriva da fuori è accolto senza formalità: basta mettersi in fila per il pane benedetto.
Anche nel 2026 Conca dei Marini ha vissuto il suo appuntamento più atteso il 13 giugno, data fissa della festa di Sant'Antonio di Padova, celebrato lungo tutta la Costiera Amalfitana ma qui in modo particolare, perché è il patrono del paese dal 1694.
Il ritmo della giornata è quello consolidato dalla tradizione: le campane di tutte le chiese di Conca che suonano a festa già all'alba, le messe che si susseguono in mattinata nella chiesa madre di San Giovanni Battista, l'arrivo del premiato concerto bandistico «Città di Minori» con la matinée sul sagrato, e nel tardo pomeriggio la messa solenne animata dalla «Corale S. Antonio», seguita dalla processione della statua miracolosa del Santo lungo le stradine e le scalinate del borgo, con il mare sempre sullo sfondo.
Come ogni anno la festa ha richiamato i fedeli dei comuni vicini, da Agerola ad Amalfi, e si è chiusa nei giorni successivi con la messa solenne e la reposizione della statua sul suo altare.
Gli orari indicati corrispondono al programma tradizionale della festa, confermato di anno in anno dalla parrocchia; possono subire piccole variazioni. Il programma ufficiale viene affisso in paese e diffuso dalla parrocchia nei giorni precedenti.
La festa del patrono cade sempre il 13 giugno. La tredicina preparatoria inizia alla fine di maggio; la reposizione della statua avviene nei giorni immediatamente successivi al 13. Il programma dettagliato viene diffuso ogni anno dalla parrocchia e affisso in paese.
Chiesa di San Giovanni Battista (chiesa di Sant'Antonio), Via Sant'Antonio, 84010 Conca dei Marini (SA). La processione percorre le stradine e le scalinate del centro.
Celebrazioni, matinée della banda e processione sono gratuiti e aperti a tutti.
Le stradine sono strette e ripide: scarpe comode indispensabili. Per la processione serale è bene arrivare con un po' di anticipo. Abbigliamento decoroso per l'ingresso in chiesa. Da assaggiare in paese la sfogliatella Santa Rosa, dolce nato proprio a Conca.
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Chiesa di San Giovanni Battista (chiesa di Sant'Antonio)
Via Sant'Antonio, 84010 Conca dei Marini