Il grande banchetto rituale e i fuochi delle Pupazze nel cuore della Marsica
Ogni gennaio il piccolo borgo di Villavallelonga, immerso nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise in provincia dell'Aquila, rivive una delle tradizioni più affascinanti e autentiche dell'intero Abruzzo: la Festa di Sant'Antonio Abate con la Panarda. Non si tratta di un evento costruito per i turisti, ma di un rito vivo, praticato con devozione da un'intera comunità che si stringe attorno al proprio santo protettore degli animali, dei contadini e del raccolto.
Cuore della festa è la Panarda, un imponente banchetto rituale che si consuma nella notte tra il 16 e il 17 gennaio in decine di case del paese. Preparata come voto e come elemosina offerta al Santo, la Panarda può contare oltre quaranta portate — alcune fonti parlano di più di cinquanta — servite fino all'alba tra tavole imbandite, corone di fave, mele, mandarini e ferratelle. La tradizione affonda le sue radici in un documento del 1657, quando Pietro Paolo Serafini distribuì una minestra di fave per rinnovare un voto degli antenati: ancora oggi solo le famiglie discendenti dei ceppi Serafini e Bianchi hanno il privilegio di allestire la Panarda.
Al mattino del 17 gennaio si svolge la Favata: la fava cotta con il pane viene distribuita di casa in casa e nelle vie del borgo, secondo un ordine che percorre zona per zona l'intero paese. Nelle sere della festa grandi fuochi ardono nelle piazze, punti di ritrovo per canti, balli e racconti, mentre le compagnie attraversano le strade al suono di fisarmoniche e organetti intonando i canti dedicati a Sant'Antonio.
Il momento più spettacolare arriva al tramonto del 17 gennaio, quando le Pupazze — grandi fantocci dai tratti femminili montati su intelaiature, mossi da una persona nascosta all'interno — vengono portate al centro della piazza e date alle fiamme mentre tutti intonano il canto del Santo. Le Pupazze rappresentano la tentazione che insidiò Sant'Antonio e il loro rogo è un gesto di purificazione, che scaccia le negatività dell'anno trascorso. La giornata è animata anche dalle sfilate in maschera che aprono il Carnevale, con i gruppi rivali dei brutti, vestiti di nero e carichi di campanacci, e dei belli, in bianco con cappelli fioriti.
La ricchezza antropologica di questa festa ha attirato studiosi di folklore e ha portato alla candidatura dei riti di Sant'Antonio Abate e della Panarda tra i beni immateriali dell'UNESCO. La storia della Panarda di Villavallelonga è arrivata perfino sul Washington Post, a testimonianza di quanto questa tradizione della Marsica e dell'Abruzzo sappia parlare a un pubblico internazionale senza perdere la propria autenticità.
La Festa di Sant'Antonio Abate 2026 a Villavallelonga (AQ) ha seguito il consueto calendario multisecolare. Nei giorni dal 12 al 15 gennaio si sono svolti i preparativi rituali e la benedizione delle cottore, mentre nella notte del 16 gennaio è tornata la Panarda, il grande banchetto devozionale di oltre quaranta portate allestito nelle case delle famiglie Serafini e Bianchi. Il 16 gennaio la sfilata in abiti tipici e il grande fuoco in Piazza IV Novembre hanno preceduto la rappresentazione dei miracoli del Santo. Il 17 gennaio la santa messa, la processione con la benedizione degli animali e, al tramonto, il rogo delle Pupazze hanno chiuso la festa aprendo la stagione del Carnevale.
Villavallelonga si raggiunge in auto dall'autostrada A25 (uscita Avezzano), proseguendo verso la Vallelonga nel Parco Nazionale d'Abruzzo. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Avezzano, collegata poi al borgo con la viabilità locale.
La festa si svolge ogni anno a metà gennaio, con i momenti principali il 16 e 17 gennaio. La partecipazione ai riti pubblici (fuochi, processione, rogo delle Pupazze) è gratuita. In inverno il clima è rigido: si consiglia abbigliamento caldo.
La Panarda si tiene nelle case private delle famiglie Serafini e Bianchi: per una visita è opportuno informarsi presso il Comune di Villavallelonga (tel. 0863 949117). Prenotare per tempo un alloggio in zona, nei borghi della Marsica o ad Avezzano.
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Centro storico e Piazza IV Novembre