L'antica processione della Sacra Famiglia e il rito del Salutu sui Nebrodi
Nel cuore del Parco dei Nebrodi, a oltre 400 metri di altitudine, il piccolo Comune di Militello Rosmarino, in provincia di Messina, custodisce una delle devozioni più radicate della Sicilia settentrionale: il culto di San Giuseppe. Ogni anno, nella seconda metà di marzo, il borgo si stringe attorno al suo Patriarca con una festa che intreccia fede popolare, storia e identità di paese.
Il pregevole gruppo ligneo raffigurante San Giuseppe con il Bambino risale al 1607 e si attribuisce alla bottega dei Li Volsi di Tusa, celebri scultori del territorio. La statua trovò sin dall'origine collocazione nella Chiesa Madre, in una nicchia del transetto sinistro impreziosita da un altare in marmi policromi del Seicento. Attorno a questo altare si svilupparono nei secoli usanze particolari: vi si celebravano i matrimoni del paese e, ogni mercoledì di marzo, una messa solenne in onore del Santo.
Nella seconda metà del Settecento al corteo si aggiunse il simulacro della Madonna del Soccorso, andando a completare la trilogia della Sacra Famiglia: Maria, Gesù e Giuseppe. Da allora, nel giorno della festa, i tre simulacri vengono portati a spalla dai falegnami del paese lungo l'antico percorso circolare che attraversa le vie di Militello Rosmarino, accompagnati dalla banda, dagli spari dei fuochi e dalla partecipazione corale della comunità .
Il momento più intenso e suggestivo è il rito del Salutu, che si svolge sul sagrato della Chiesa del Soccorso. Qui i portatori dei simulacri si inchinano per tre volte, dando vita al saluto tra la Madonna e San Giuseppe. Al termine dell'incontro, l'effigie della Madonna del Soccorso viene ricollocata nella sua nicchia all'interno della chiesa, mentre San Giuseppe con il Bambino prosegue verso la Chiesa Madre. La tradizione popolare interpreta questo gesto come l'incontro degli sposi che restano insieme soltanto nel giorno della festa, per poi rimanere divisi durante tutto il resto dell'anno: una lettura toccante che rende il Salutu un momento carico di emozione per l'intero paese.
La Festa di San Giuseppe è una delle ricorrenze identitarie di Militello Rosmarino e dei Comuni dei Nebrodi, dove il culto del Patriarca resta vivissimo. La data liturgica è il 19 marzo, ma la solenne processione si tiene tradizionalmente nei giorni immediatamente successivi. Per il visitatore, l'occasione è anche un invito a scoprire un borgo autentico della Sicilia interna, immerso nel verde del Parco dei Nebrodi.
Per l'edizione 2026, i festeggiamenti in onore di San Giuseppe a Militello Rosmarino si sono concentrati nella giornata di domenica 22 marzo. Il programma ha previsto la Santa Messa nella Chiesa Madre e, a seguire, l'antica processione della Sacra Famiglia per le vie del paese.
Cuore della giornata è stato il rito del Salutu, l'incontro tra la Madonna del Soccorso e San Giuseppe celebrato sul sagrato della Chiesa del Soccorso, tra gli spari dei fuochi e la partecipazione dell'intera comunità . Al termine, la Madonna è tornata nella sua nicchia mentre San Giuseppe con il Bambino ha proseguito verso la Chiesa Madre.
Militello Rosmarino si raggiunge in auto dall'autostrada A20 Messina-Palermo (uscita Sant'Agata di Militello), proseguendo poi lungo la strada provinciale che sale verso i Nebrodi. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Sant'Agata di Militello, sulla linea tirrenica.
La festa si celebra in marzo, attorno alla data liturgica del 19. La processione e il rito del Salutu si svolgono nel pomeriggio, tra la Chiesa Madre e la Chiesa del Soccorso.
L'ingresso ai festeggiamenti è libero. Si consiglia abbigliamento comodo e scarpe adatte alle vie in salita del centro storico.
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Chiesa Madre e Chiesa del Soccorso