Il borgo dei Monti Prenestini onora il papa Gregorio I tra processione, reliquie, banda e sagne co'j'aju pistatu
Il 12 marzo è la data più sentita dell'anno a San Gregorio da Sassola, piccolo comune della Città Metropolitana di Roma Capitale adagiato sui Monti Prenestini, nel Lazio. Il paese porta nel nome il proprio patrono: San Gregorio I, detto Magno, il monaco benedettino salito al soglio pontificio nel 590 e passato alla storia come uno dei più grandi papi del primo millennio, dottore della Chiesa e riformatore della liturgia a cui si lega il canto gregoriano. La comunità gli tributa da secoli una devozione profonda, che richiama in paese anche i sangregoriani costretti a vivere altrove per lavoro: il 12 marzo è il giorno del ritorno a casa.
La festa patronale segue un cerimoniale consolidato che coinvolge l'intero borgo. All'alba i colpi di mortaio annunciano l'inizio delle celebrazioni, poi la Banda Musicale Città di San Gregorio da Sassola sfila per le vie del centro storico con le sue marce festose. A metà mattina la chiesa parrocchiale si riempie per la messa solenne, al termine della quale prende avvio il momento più atteso: la processione con la statua di San Gregorio Magno, portata a spalla sulla tradizionale macchina processionale lungo le strade del paese, accompagnata dalla banda, dalle confraternite e da una folla di fedeli.
Nel pomeriggio la devozione si fa ancora più intima con l'esposizione delle reliquie del santo nella chiesa parrocchiale, custodite e venerate dalla Confraternita del Santissimo Salvatore, sodalizio che da generazioni anima la vita religiosa sangregoriana. La giornata si chiude in musica con il concerto della banda davanti alla chiesa, momento conviviale che trasforma il sagrato in un salotto a cielo aperto.
Come in molte feste patronali del Lazio, anche a San Gregorio la fede si sposa con la tavola. Alla ricorrenza del 12 marzo è tradizionalmente legata la Sagra delle sagne co'j'aju pistatu: le sagne sono una pasta fresca povera della tradizione contadina locale, condita con l'aglio pestato — «j'aju pistatu» nel dialetto del posto — secondo una ricetta tramandata di famiglia in famiglia. Un piatto semplice e identitario che racconta la cucina dei Monti Prenestini meglio di qualsiasi menù.
La festa è anche l'occasione per visitare uno dei borghi più singolari della provincia di Roma. San Gregorio da Sassola conserva il Castello Brancaccio, imponente maniero medievale trasformato in residenza signorile, e il borgo esagonale di Pio VI, raro esempio di urbanistica settecentesca a pianta geometrica. Il Comune, la Parrocchia e la Confraternita del Santissimo Salvatore organizzano insieme la festa patronale, confermando anno dopo anno un appuntamento che tiene viva l'identità di questa comunità del Lazio.
La comunità di San Gregorio da Sassola si è ritrovata giovedì 12 marzo 2026 per la tradizionale festa in onore del patrono San Gregorio Magno, organizzata dall'amministrazione comunale insieme alla Parrocchia e alla Confraternita del Santissimo Salvatore. La giornata si è aperta alle 8:00 con i tradizionali colpi di mortaio ed è proseguita alle 9:00 con la sfilata della Banda Musicale Città di San Gregorio da Sassola per le vie del paese. Alle 10:30 la messa solenne nella chiesa parrocchiale ha preceduto la processione con la statua del santo patrono per il centro storico. Nel pomeriggio, alle 17:00, l'esposizione delle reliquie del santo nella chiesa parrocchiale e alle 18:00 il concerto della banda davanti alla chiesa hanno chiuso le celebrazioni, richiamando come ogni anno anche i sangregoriani emigrati che tornano in paese per la ricorrenza.
San Gregorio da Sassola si trova a circa 40 km a est di Roma, sui Monti Prenestini. In auto: autostrada A24 Roma-L'Aquila, uscita Tivoli, poi indicazioni per Casape e San Gregorio da Sassola; in alternativa via Prenestina fino a Poli e proseguire per il paese. In autobus: collegamenti Cotral da Roma (Ponte Mammolo) via Tivoli.
La festa patronale è a ingresso libero: messa, processione, esposizione delle reliquie e concerto bandistico sono aperti a tutti.
La processione attraversa il centro storico: comode scarpe e arrivo in anticipo per parcheggiare fuori dal borgo. Marzo in collina può essere fresco: consigliato un abbigliamento a strati.
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Chiesa parrocchiale e centro storico
Piazza Marconi, 00010 San Gregorio da Sassola