Il patrono di Marano tra canto della Passio Castrensis, processione e fuochi dell'ottava
L'11 febbraio è la data più sentita dell'anno a Marano di Napoli, comune della città metropolitana di Napoli, in Campania. In quel giorno la comunità celebra la Solennità di San Castrese, patrono cittadino, con una festa che intreccia liturgia solenne, devozione popolare e tradizioni tramandate di generazione in generazione. Non è una manifestazione turistica costruita a tavolino: è il momento in cui la città si riconosce, con le famiglie che tornano al paese e i rioni che si preparano per settimane.
Secondo la tradizione, Castrese fu un vescovo africano vissuto tra la fine del IV e la prima metà del V secolo, ai tempi delle persecuzioni ariane. Imprigionato insieme ad altri cristiani e ad altri vescovi, sarebbe stato abbandonato in mare su un'imbarcazione fatiscente: la barca approdò invece sulle coste della Campania con tutto l'equipaggio salvo. Castrese si stabilì a Sinuessa, nell'area dell'odierna Castel Volturno, dove esercitò il suo ministero fino alla morte, avvenuta appunto l'11 febbraio. Il suo culto si diffuse poi in tutta la regione, da Sessa Aurunca a Quarto, e a Marano è vivo da secoli.
Nel 1176 l'arcivescovo Alfano donò il corpo del santo, privo del capo, al re normanno Guglielmo II come dono nuziale: da allora le spoglie riposano nel Duomo di Monreale, in Sicilia. La parrocchia di Marano custodisce un frammento osseo, una tibia, conservato in un reliquiario d'argento. Il ritorno temporaneo dell'urna con le reliquie in Campania, dopo circa 850 anni di assenza, ha segnato uno dei momenti più intensi della devozione castrense recente: Marano è stata la prima tappa della Peregrinatio Sancti Castrensis.
Nelle settimane che precedono e seguono la festa, la Sacra Immagine di San Castrese visita a turno le comunità parrocchiali del territorio comunale: è la Peregrinatio Castrensis, che nel 2026 è partita l'11 gennaio, esattamente un mese prima della solennità. Ogni tappa è accompagnata da accoglienze, veglie e celebrazioni che coinvolgono i diversi quartieri di Marano, dal Convento a Vallesana, da San Rocco all'Immacolata, dallo Spirito Santo alla SS. Annunziata.
La giornata dell'11 febbraio segue uno schema consolidato. Al mattino, alle 9.00, risuona il canto della Passio Castrensis, seguito dalla Santa Messa; alle 10.00 prende il via la processione del Santo per le vie della città, il momento più partecipato, con un percorso concordato di anno in anno con la Polizia Municipale. Nel pomeriggio, alle 17.00, la recita del Santo Rosario completo prepara la comunità alla solenne Celebrazione Eucaristica delle 19.00, concelebrata da tutti i sacerdoti di Marano e presieduta da un vescovo invitato.
La festa non si esaurisce in un solo giorno. L'ottava, celebrata la domenica successiva, prevede la Messa del mattino, un secondo tratto di processione, la celebrazione serale con i riti dell'ottava e l'accensione della lampada votiva, con cui la città viene affidata al suo patrono. A chiudere i festeggiamenti è la parte più spettacolare: il tradizionale incendio del campanile e lo spettacolo pirotecnico, che illumina il cielo sopra la piazza e richiama pubblico anche dai comuni vicini dell'area a nord di Napoli.
L'edizione 2026 della festa patronale di San Castrese a Marano di Napoli si è sviluppata lungo un arco insolitamente ampio. L'11 gennaio, un mese esatto prima della solennità, è partita la Peregrinatio Castrensis: la Sacra Immagine del patrono ha visitato una dopo l'altra le comunità parrocchiali del territorio comunale, portando la devozione nei quartieri prima ancora che la città si radunasse in centro.
Dal 2 al 10 febbraio la novena preparatoria ha scandito le giornate con il Santo Rosario e la Santa Messa alle 9.30 e alle 18.00. Mercoledì 11 febbraio la giornata è iniziata alle 9.00 con il canto della Passio Castrensis e la Santa Messa, seguiti alle 10.00 dalla processione del Santo per le vie di Marano. Alle 17.00 la recita del Santo Rosario completo ha preparato la solenne Celebrazione Eucaristica delle 19.00, presieduta da S.E. Mons. Massimiliano Palinuro, vicario apostolico, e concelebrata dai sacerdoti della città.
Domenica 22 febbraio l'ottava ha chiuso il ciclo: Messa e processione alle 10.00, celebrazione serale alle 19.00 presieduta da don Castrese Marra con i riti dell'ottava, la reposizione della Sacra Immagine accompagnata dal Te Deum e l'accensione della lampada votiva per l'affidamento della città al patrono. Alle 20.30 il tradizionale incendio del campanile e lo spettacolo pirotecnico hanno concluso i festeggiamenti.
Marano di Napoli si trova pochi chilometri a nord del capoluogo. In auto si esce dalla Tangenziale di Napoli (uscite Camaldoli o Arenella) e si prosegue verso Marano. In treno la stazione di riferimento è Napoli Centrale, da cui si raggiunge la città con i collegamenti su gomma ANM/EAV. L'aeroporto più vicino è Napoli-Capodichino, a circa 15 km.
Il centro delle celebrazioni è la Chiesa Parrocchiale di San Castrese, in Via Parrocchia 46; la processione attraversa le vie del centro cittadino secondo il percorso stabilito ogni anno con la Polizia Municipale.
Tutte le celebrazioni, la processione e lo spettacolo pirotecnico sono ad accesso libero e gratuito.
Durante la processione diverse strade del centro vengono chiuse al traffico: conviene arrivare in anticipo e parcheggiare nelle zone periferiche. Febbraio può essere freddo e piovoso, meglio un abbigliamento adeguato. Per gli orari aggiornati e le eventuali variazioni di percorso si consiglia di consultare il sito della parrocchia o i suoi canali social.
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Chiesa Parrocchiale di San Castrese e vie del centro cittadino
Via Parrocchia, 46, 80016 Marano di Napoli