L'8 maggio Rocca d'Evandro celebra il suo patrono, tra devozione secolare e memoria del prodigio del 1707
La Festa Patronale di San Rocco è l'appuntamento più sentito dell'anno a Rocca d'Evandro, comune di poco più di tremila abitanti in provincia di Caserta, all'estremo nord della Campania, là dove il territorio regionale incontra il Lazio e il Molise. Ogni 8 maggio la comunità si ritrova attorno al proprio patrono e protettore in una giornata che, come ricorda il Comune di Rocca d'Evandro, non è soltanto religiosa ma anche sociale e culturale: una ricorrenza «profondamente radicata nella nostra storia, che ogni anno rinnova il senso di appartenenza alla nostra comunità».
La data non è casuale. Le cronache locali raccontano che l'8 maggio 1707, mentre la statua di San Rocco veniva traslata dalla chiesa di Santa Margherita alla chiesa principale del paese, un fedele si accorse che dalla cicatrice del ginocchio della statua sgorgava un liquido. Il fenomeno sarebbe durato circa mezz'ora; un sacerdote lo raccolse con del cotone, poi custodito in un'ampolla di vetro nel reliquiario. La tradizione vuole che in quell'occasione un uomo paralizzato riacquistasse l'uso delle gambe.
Già il giorno successivo, il 9 maggio 1707, il notaio Nicola Camposelli redasse un atto che raccoglieva le testimonianze, descrivendo il liquido «come se fosse manna». L'ampolla veniva poi esposta sull'altare nel giorno della festa del Santo, poiché l'abate Nicola Ruggi non autorizzò l'apertura di un'inchiesta canonica, l'ostensione pubblica cessò, ma la documentazione dell'episodio è rimasta negli archivi diocesani ed è tuttora alla base della devozione roccana.
Chi arriva da fuori resta talvolta sorpreso: a Rocca d'Evandro San Rocco è ricordato due volte l'anno. L'8 maggio è la data della festa patronale, legata al prodigio del 1707 e confermata anche dal calendario ufficiale del Comune; il 16 agosto ricorre invece la memoria liturgica universale del Santo, anch'essa celebrata nel centro storico secondo il calendario delle feste religiose del paese. Non si tratta quindi di una contraddizione, ma di due momenti celebrativi distinti di uno stesso culto, radicatissimo in tutta l'Italia meridionale.
La festa mantiene un impianto tradizionale e raccolto, molto lontano dalle grandi kermesse: la messa solenne in onore del patrono e la processione con la statua di San Rocco lungo i vicoli in salita del centro storico sono il cuore della giornata, accompagnati dal suono delle campane e dalla partecipazione delle famiglie del paese e delle frazioni. Attorno alle celebrazioni religiose si sviluppano i momenti conviviali tipici delle feste patronali campane, con le vie del borgo animate fino a sera.
Il programma dettagliato non viene diffuso con largo anticipo: orari delle messe e percorso della processione sono in genere comunicati dalla parrocchia e dall'amministrazione comunale nei giorni immediatamente precedenti la ricorrenza.
Rocca d'Evandro è un comune sparso, articolato in numerose frazioni — Centro Storico, Bivio Mortola, Camino, Campolongo, Casamarina, Cocuruzzo, Mortola, Vallevona — distribuite tra la piana del Garigliano e le pendici del Monte Camino, che sfiora i 960 metri. Il borgo antico, dominato dai resti del castello medievale, conserva l'impianto a gradoni tipico degli insediamenti d'altura dell'Appennino campano-laziale. È un territorio segnato anche dalla memoria della Seconda guerra mondiale: qui passava la linea Gustav.
Il calendario delle feste locali è particolarmente ricco: alla ricorrenza di San Rocco si affiancano, tra la primavera e l'estate, la Madonna del Farneto a Bivio Mortola, Santa Maria La Nova a Camino, il SS. Salvatore a Cocuruzzo, la SS. Assunta il 15 agosto nel centro storico e Santa Maria di Piedigrotta a Mortola, oltre alle sagre estive dedicate ai prodotti del territorio, dal prosciutto di Mortola agli gnocchi del centro storico.
La Festa Patronale di San Rocco non è un evento costruito per il turismo: è una devozione viva, che un piccolo comune della Campania interna porta avanti da oltre tre secoli. Per chi visita l'Alto Casertano o si trova nella vicina area di Cassino, l'8 maggio è l'occasione migliore per entrare in contatto con l'identità autentica di questo angolo di Campania, tra fede popolare, memoria storica e ospitalità di paese.
Venerdì 8 maggio 2026 Rocca d'Evandro ha celebrato San Rocco, patrono e protettore del comune casertano. La data compare nel calendario delle notizie ufficiali del Comune ed è stata rilanciata nello stesso giorno dalla stampa locale del basso Lazio e dell'Alto Casertano, che ha ricordato come si tratti di «una ricorrenza profondamente radicata nella nostra storia, che ogni anno rinnova il senso di appartenenza alla nostra comunità».
Come da tradizione, il fulcro della giornata è stato costituito dai riti religiosi nel centro storico, con la messa solenne e la processione in onore del Santo. L'amministrazione comunale ha sottolineato il valore non solo devozionale ma anche sociale e culturale dell'appuntamento, che riunisce ogni anno gli abitanti del capoluogo e delle numerose frazioni sparse tra la piana del Garigliano e il Monte Camino.
Un dettaglio orario e programmatico completo dell'edizione 2026 non è stato diffuso online: come accade spesso nelle feste patronali dei piccoli comuni della Campania interna, gli avvisi vengono affissi in paese e comunicati dalla parrocchia nei giorni immediatamente precedenti.
In auto: autostrada A1 Roma-Napoli, uscita San Vittore del Lazio, poi indicazioni per Rocca d'Evandro (pochi chilometri). In treno: la stazione di Rocca d'Evandro-San Vittore, sulla linea Roma-Cassino-Napoli e origine della diramazione per Venafro, serve il paese ed è raggiungibile in pochi minuti da Cassino.
Le celebrazioni religiose e la processione sono gratuite e aperte a tutti.
L'offerta ricettiva del comune è limitata: le soluzioni più comode si trovano a Cassino, Mignano Monte Lungo e Venafro, tutte entro una ventina di chilometri.
Il centro storico è in salita e con vicoli stretti: meglio scarpe comode e parcheggio all'ingresso del paese. Per gli orari di messa e processione conviene verificare gli avvisi della parrocchia e le comunicazioni del Comune nei giorni precedenti.
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Centro storico di Rocca d'Evandro