Il patrono di Palma Campania tra benedizione della gola, Ottava e fuochi
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
A Palma Campania, comune di poco più di sedicimila abitanti nella città metropolitana di Napoli, tra l'agro nolano e l'area vesuviana, il 3 febbraio non è una data qualsiasi. È il giorno di San Biagio, vescovo e martire vissuto tra il III e il IV secolo, patrono e protettore del paese, venerato nella chiesa madre di San Michele Arcangelo, in largo Parrocchia. La devozione dei palmesi verso il santo è documentata da secoli e coinvolge ancora oggi l'intera comunità, dal centro storico alle contrade.
Il cuore liturgico della festa è il gesto che rende San Biagio popolarissimo in tutta la Campania: la benedizione della gola. Il sacerdote incrocia due candele benedette sotto il mento dei fedeli e recita la preghiera di protezione, richiamando l'episodio agiografico del bambino salvato dal santo mentre soffocava per una lisca di pesce. A Palma Campania, come in tante parrocchie della regione, il rito si ripete lungo tutta la giornata del 3 febbraio, tra una messa e l'altra, e richiama anche chi ormai vive fuori paese e torna per l'occasione.
La festa non si esaurisce nel giorno del santo. La domenica successiva al 3 febbraio si celebra l'Ottava di San Biagio, momento più solenne e partecipato: nella parrocchia San Michele la celebrazione eucaristica è tradizionalmente presieduta dal vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, alla presenza delle confraternite e delle autorità civili. Alla domenica dell'Ottava è legato anche lo spettacolo pirotecnico, appuntamento atteso che chiude i festeggiamenti e richiama in strada tutto il paese.
La festa patronale palmese conserva la memoria di una tradizione civile oggi scomparsa ma molto significativa. Ogni 3 febbraio, nella chiesa del SS. Rosario e Corpo di Cristo, si teneva l'estrazione a sorte con cui una giovane di famiglia povera riceveva dieci ducati come dote di maritaggio. I fondi provenivano dal Monte di Pietà (o Monte dei Poveri) di Palma, istituzione benefica voluta alla fine del Cinquecento da donna Vittoria della Tolfa, moglie del marchese Scipione Pignatelli di Lauro. Il documento di pagamento più antico conservato risale al 17 settembre 1699 e riguarda la dote assegnata ad Angela Cassese; le estrazioni proseguirono almeno fino alla metà dell'Ottocento. Un dettaglio che spiega perché, qui, San Biagio non sia soltanto una devozione religiosa ma un pezzo di identità civile.
Il luogo della festa è la chiesa madre di San Michele Arcangelo, di origine medievale, affacciata su largo Parrocchia e inserita in un complesso monumentale che è uno dei principali punti di riferimento urbani di Palma Campania. Qui si venera l'immagine del santo protettore, da qui muovono i momenti processionali e qui convergono i fedeli nei giorni della festa.
La festa patronale apre di fatto la stagione festiva palmese. Poche settimane dopo, la cittadina vive il suo appuntamento più celebre, il Carnevale di Palma Campania con le storiche Quadriglie e le centinaia di musicanti; a gennaio si accende invece il Focarone 'e Sant'Antuono. Un calendario denso che racconta bene l'intreccio tipicamente campano fra fede, musica popolare e vita di comunità.
Per chi visita l'area nolana e vesuviana in inverno, la festa di San Biagio è l'occasione per conoscere una Campania meno turistica e più autentica, fatta di riti domestici, pane benedetto e piazze che si riempiono al calare della sera.
L'edizione 2026 della Festa Patronale di San Biagio a Palma Campania ha seguito il calendario di sempre: il 3 febbraio, giorno liturgico del santo protettore, con celebrazioni nella chiesa madre di San Michele Arcangelo e il rito della benedizione della gola ripetuto durante tutta la giornata per i fedeli che si sono succeduti in parrocchia.
La domenica successiva, l'8 febbraio 2026, era attesa come di consueto l'Ottava di San Biagio, il momento più solenne dei festeggiamenti, con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Nola e i tradizionali fuochi pirotecnici che chiudono la festa. Non abbiamo però reperito un programma ufficiale pubblicato o una cronaca dedicata all'edizione 2026 palmese: gli orari e i dettagli vanno verificati presso la parrocchia San Michele Arcangelo o sui canali della Diocesi di Nola.
Da segnalare che nel 2026 la festa patronale si è intrecciata con il calendario del Carnevale di Palma Campania, in programma nello stesso mese di febbraio, in un periodo particolarmente intenso per la vita del paese.
Chiesa madre di San Michele Arcangelo, largo Parrocchia, 80036 Palma Campania (NA), città metropolitana di Napoli, Campania.
In auto: Palma Campania è raggiungibile dall'autostrada A16 Napoli-Canosa e dalle strade che collegano Nola, San Giuseppe Vesuviano e Sarno. In treno: la località è servita dalla rete EAV, sulla direttrice Circumvesuviana Napoli-Ottaviano-Sarno; da Napoli Porta Nolana o Napoli Piazza Garibaldi il viaggio richiede circa un'ora. Il centro storico e largo Parrocchia si raggiungono comodamente a piedi.
Tutte le celebrazioni e lo spettacolo pirotecnico sono a ingresso libero e gratuito.
Le date variano leggermente di anno in anno perché l'Ottava cade la domenica successiva al 3 febbraio: conviene verificare gli orari delle messe presso la parrocchia San Michele Arcangelo (tel. +39 081 8241145) o sui canali della Diocesi di Nola. A febbraio le serate sono fredde e l'attesa dei fuochi si fa all'aperto: abbigliamento adeguato consigliato. Nei giorni della festa il traffico nel centro può essere deviato: meglio parcheggiare nelle aree periferiche e proseguire a piedi.
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Chiesa madre di San Michele Arcangelo
Largo Parrocchia, 80036 Palma Campania