Tre giorni tra fede, falò e convivialità alla chiesetta di San Vito, a Caposele
Ogni anno, intorno al 13 e al 15 giugno, Caposele — comune della provincia di Avellino, in alta Irpinia, nel cuore della Campania — celebra insieme Sant'Antonio e San Vito. Il palcoscenico è la piccola chiesetta di San Vito, un edificio di origine seicentesca che sorge isolato nell'omonima contrada, circondato dai prati e dai boschi che segnano il confine con il Parco regionale dei Monti Picentini. È uno di quei luoghi che i caposelesi considerano "di casa": ci si arriva a piedi o in auto lungo strade di campagna, si stende una coperta sull'erba e si resta fino a sera.
La manifestazione, promossa dalla Parrocchia San Gerardo Maiella, non è una sagra costruita a tavolino ma la naturale prosecuzione di una devozione contadina antichissima, quella verso il santo protettore degli animali e delle greggi. Fede, musica leggera, giochi per i bambini e stand gastronomici convivono senza forzature nell'arco di tre giornate.
L'edizione 2026 si è svolta da sabato 13 a lunedì 15 giugno. La sera di sabato, dedicata a Sant'Antonio, si è aperta con la celebrazione eucaristica solenne delle 20:00 e con la tradizionale benedizione del falò; a seguire, alle 21:30, il concerto della band Silvano e gli Elettroni. Domenica 14, dalle 17:00, spazio all'"Aperitivo sotto la Chiesetta", un pomeriggio di socialità accompagnato da atmosfere revival anni '70, '80 e '90.
Lunedì 15, giorno di San Vito, la giornata è cominciata alle 8:30 con il raduno davanti al Santuario e la processione con la statua del Santo fino alla chiesetta; alle 11:00 la messa con la benedizione dei panini; dalle 14:00 balli e giochi per i più piccoli curati da Hakuna Matata; alle 19:00 la celebrazione eucaristica solenne, seguita in serata dal concerto del gruppo Fantasy. Per tutte e tre le giornate hanno funzionato stand gastronomici e un servizio navetta da tre punti di raccolta del paese.
È il momento che nessuno a Caposele si perde. Al termine della messa del 15 giugno il sacerdote benedice piccoli panini, che vengono poi distribuiti ai fedeli. La tradizione, diffusa in tutta l'area irpina e lucana, affonda le radici nel culto pastorale di San Vito, invocato come protettore delle greggi, degli armenti e di chi lavora con gli animali: il pane benedetto veniva conservato in casa o dato ai cani come rimedio propiziatorio contro il morso degli animali rabbiosi. Oggi il gesto ha perso la sua funzione magica ma non il suo valore identitario, e resta uno dei segni più riconoscibili della religiosità popolare dell'alta valle del Sele.
La sera del 13 giugno, in paese, la festa ha un secondo volto: quello dei falò di Sant'Antonio accesi nelle piazzette dei diversi rioni, attorno ai quali si mangia, si beve, si suona e si balla fino a notte. Nel 2026 la Pro Loco Caposele, con il suo nuovo direttivo, ha riportato in vita la sfida tra quartieri denominata "Quartiere di Fuoco", interrotta dalla pandemia e non più ripresa negli anni successivi per ragioni organizzative. Una giuria comincia il giro dei falò alle 21:30 e assegna a ciascun rione un punteggio da 5 a 10 su cinque macro-aree: coinvolgimento del quartiere, scenografia generale, menu tipico, accompagnamento musicale ed elementi che vanno oltre la tradizione. La proclamazione del vincitore arriva entro la mezzanotte.
Chi sale a Caposele per la festa trova molto più di una serata. Il paese, poco più di tremila abitanti a 405 metri di quota, custodisce le sorgenti del fiume Sele, che alimentano l'Acquedotto Pugliese, e ospita nella frazione di Materdomini il Santuario di San Gerardo Maiella, uno dei poli di pellegrinaggio più frequentati del Mezzogiorno. In tavola si incontrano le matasse fatte a mano, il muffletto — il pane di patate locale — e gli amaretti. Una combinazione di acqua, spiritualità e natura che fa della festa di giugno un ottimo pretesto per scoprire l'alta Irpinia.
L'edizione 2026 della Festa di Sant'Antonio e San Vito si è tenuta a Caposele, in provincia di Avellino, da sabato 13 a lunedì 15 giugno 2026, con la chiesetta di San Vito e la contrada che la circonda come scenario naturale. Le celebrazioni sono state promosse dalla Parrocchia San Gerardo Maiella con la collaborazione delle associazioni STAFFSFATT e Wake Up 2.0.
Il tratto distintivo del 2026 è stato il ritorno, nei rioni del centro abitato, del "Quartiere di Fuoco": la gara dei falò di Sant'Antonio, interrotta durante la pandemia e mai più ripresa, è stata rilanciata dal nuovo direttivo della Pro Loco Caposele con una giuria che dalle 21:30 ha visitato i falò dei quartieri, assegnando punteggi da 5 a 10 su coinvolgimento del rione, scenografia, menu tipico, accompagnamento musicale ed elementi oltre la tradizione, fino alla proclamazione del vincitore entro la mezzanotte.
Accanto alla dimensione religiosa, le tre giornate hanno offerto musica dal vivo, un pomeriggio revival, giochi per bambini, stand gastronomici e un servizio navetta da tre punti di raccolta del paese.
Per tutta la durata della manifestazione: stand gastronomici e servizio navetta da tre punti di raccolta.
Caposele si raggiunge in auto dall'autostrada A16 Napoli-Canosa (uscita Lacedonia o Grottaminarda) proseguendo lungo la SS 7 Ofantina e la SP per l'alta valle del Sele; da Salerno si risale la SS 91 attraverso Contursi Terme e Calabritto. La stazione ferroviaria più comoda è Salerno, distante circa 70 km. La chiesetta di San Vito si trova in contrada omonima, fuori dal centro abitato: durante la festa è attivo un servizio navetta gratuito con partenze da tre punti di raccolta del paese, soluzione consigliata perché i parcheggi in loco sono limitati.
L'accesso alle celebrazioni e agli spettacoli è libero e gratuito. A pagamento solo le consumazioni agli stand gastronomici, con prezzi da festa di paese.
Pro Loco Caposele, Piazza Dante, 83040 Caposele (AV) — tel. +39 342 6053380 — [email protected]
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Chiesetta di San Vito
Contrada San Vito, 83040 Caposele