La festa millenaria delle cavallerie e della benedizione degli animali nella Tuscia
A Sutri, borgo etrusco e medievale della provincia di Viterbo, nel Lazio settentrionale, la Festa di Sant'Antonio Abate è molto più di una ricorrenza religiosa: è l'appuntamento identitario per eccellenza, quello che l'intera popolazione attende per tutto l'anno. La devozione al santo protettore degli animali è radicata da secoli: uno statuto cittadino del 1300 considerava già festivo il 17 gennaio, giorno dedicato a Sant'Antonio Abate, e per questo la festa viene definita millenaria. Il legame tra l'uomo, la terra e gli animali, che il santo eremita egiziano incarna, trova qui una delle sue espressioni più autentiche di tutta l'Italia centrale.
Il tratto più spettacolare e originale della festa sutrina è la presenza di due congregazioni laicali rivali, di origine contadina, che da quasi un secolo si contendono il privilegio di onorare il Santo: la Cavalleria dei Soci dell'Antica Società, rappresentata dal colore amaranto, e la Cavalleria dei Soci e deputati della Nuova Società, il cui colore è il bianco. Ognuna sfila con il proprio stendardo raffigurante Sant'Antonio e con il proprio festarolo, estratto a sorte l'anno precedente tra i candidati volontari. Questa sana rivalità, fatta di eleganza delle bardature e di orgoglio di appartenenza, contribuisce a rendere la celebrazione una delle più importanti dell'intero territorio.
I festeggiamenti si aprono a metà gennaio e culminano in due giornate intense. La vigilia, il 16 gennaio, all'imbrunire, si celebra la Santa Messa seguita dalla solenne processione per le vie del centro storico con il trasporto della statua del Santo, tra centinaia di fedeli con le candele accese. La mattina del giorno della festa le vie del paese si affollano di grandi e piccini per le attesissime sfilate delle cavallerie: i cavalieri e le amazzoni, in coppia su cavalli riccamente infiocchettati, percorrono più volte un itinerario che tocca i punti più significativi del borgo, dalla chiesa di San Francesco a San Silvestro fino all'antico lavatoio.
In Piazza del Comune si compie il rito più antico e sentito: la benedizione degli animali. Accanto ai cavalli delle due società, i cittadini portano i propri animali domestici per ricevere la protezione di Sant'Antonio, in un gesto che rinnova il patto secolare tra la comunità agricola e il suo santo protettore.
Al termine delle sfilate gli stendardi vengono deposti nelle case dei festaroli, che rimangono aperte al pubblico per otto giorni: è l'Ottavario, durante il quale chiunque può entrare per un momento di preghiera davanti all'altare del Santo e per gustare biscotti, ciambelle, dolci, prodotti tipici e un immancabile bicchiere di vino. Sant'Antonio a Sutri è unione, condivisione e goliardia: devozione, fede e rispetto si intrecciano con l'ospitalità più genuina.
La festa, organizzata dall'Arciconfraternita di Sant'Antonio Abate con il patrocinio del Comune di Sutri, è anche l'occasione ideale per scoprire uno dei borghi più belli d'Italia: l'anfiteatro romano scavato nel tufo, il mitreo, la cattedrale di Santa Maria Assunta e il Museo di Palazzo Doebbing raccontano tremila anni di storia lungo la via Francigena, nel cuore verde della Tuscia laziale.
Dall'11 al 25 gennaio 2026 Sutri ha rinnovato la sua festa più identitaria, quella in onore di Sant'Antonio Abate, organizzata dall'Arciconfraternita del Santo con il patrocinio del Comune. Dopo la prima settimana dedicata alle celebrazioni religiose, venerdì 16 gennaio all'imbrunire la Santa Messa e la solenne processione con la statua del Santo hanno attraversato il centro storico. Sabato 17 gennaio, giorno della festa, le due cavallerie — l'Antica Società in amaranto e la Nuova Società in bianco — hanno sfilato più volte per le vie del borgo con cavalli riccamente bardati, fino alla benedizione degli animali in Piazza del Comune. L'edizione 2026 ha avuto anche un volto noto: l'attrice Matilde Gioli, protagonista della serie Doc, ha sfilato in sella allo stallone Nadador. La festa si è poi conclusa con l'Ottavario, gli otto giorni in cui le case dei festaroli sono rimaste aperte a tutti tra preghiere, dolci e vino.
Sutri si trova lungo la via Cassia (SR2), a circa 50 km a nord di Roma e 30 km a sud di Viterbo. In auto: uscita Sutri dalla superstrada Cassia Veientana. In autobus: linee Cotral da Roma Saxa Rubra e da Viterbo. Le stazioni ferroviarie più vicine sono Capranica-Sutri (linea FL3 Roma-Viterbo) e Anguillara.
Tutti gli appuntamenti della festa — processione, sfilate delle cavallerie, benedizione degli animali e Ottavario — sono gratuiti e si svolgono nel centro storico e in Piazza del Comune.
La mattina della benedizione arrivate presto: le vie del borgo si riempiono rapidamente. A gennaio le temperature sono rigide, vestitevi a strati. Approfittate della visita per l'anfiteatro romano e il Parco Naturale Regionale dell'Antichissima Città di Sutri.
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Centro storico e Piazza del Comune
Piazza del Comune 32, 01015 Sutri