La festa patronale della città vesuviana e la storica processione delle statue di San Giorgio e dell'Immacolata
A San Giorgio a Cremano, comune della provincia di Napoli affacciato sul golfo e stretto tra Portici, Ercolano e le pendici del Vesuvio, la festa del santo patrono non è soltanto una ricorrenza religiosa: è il momento in cui la città si riconosce nella propria storia. San Giorgio Martire, che dà il nome al paese, si celebra il 23 aprile, giorno di festa cittadina in cui uffici e sedi scolastiche del territorio restano chiusi. Alla ricorrenza liturgica si affianca, in una domenica vicina, la grande processione che i sangiorgesi chiamano da sempre Festa della Lava.
La tradizione nasce da un evento preciso. Durante l'eruzione del Vesuvio del 1855, mentre il fronte lavico avanzava verso l'abitato, il parroco e i cittadini invocarono insieme San Giorgio e la Madonna dell'Immacolata, promettendo che, se la città fosse stata risparmiata, avrebbero portato in processione le due statue fino al punto in cui la lava si fosse arrestata. La colata si fermò, e il 20 maggio dello stesso anno dalla parrocchia di Santa Maria del Principio partì la prima processione. Da allora il voto non è più stato sciolto.
Il nome popolare della festa richiama proprio quel patto tra la comunità e il suo patrono. La devozione si è rinnovata a ogni risveglio del vulcano: la memoria locale lega al santo anche l'eruzione del 1872 e soprattutto quella del 1944, l'ultima del Vesuvio, di cui nel 2024 si sono celebrati gli ottant'anni. La ricorrenza storica della Festa della Lava è tradizionalmente fissata al 19 maggio, ma nei decenni la data della processione cittadina è stata spostata di anno in anno, tra la fine di aprile e la seconda metà di maggio, secondo il calendario stabilito dal Comune e dalle parrocchie.
Il cuore della giornata sono i portancuolli, i portatori che sostengono a spalla le statue e che si considerano i custodi della tradizione. Sfilano insieme il simulacro di San Giorgio Martire, il santo cavaliere raffigurato nell'atto di trafiggere il drago, e quello della Madonna dell'Immacolata, invocata nel 1855 insieme al patrono. Dietro di loro si dispongono le autorità cittadine e poi la folla dei fedeli, in un corteo che può durare l'intera giornata.
Lo schema della processione, consolidato negli anni, prevede l'apertura delle celebrazioni con i vespri nella chiesa di San Giorgio Martire e la partenza del corteo da Santa Maria del Principio, in piazza Carlo di Borbone. Il percorso attraversa le arterie principali della città (tra cui piazza Cautela, via De Gasperi, piazza Tanucci, piazza Massimo Troisi e corso Roma) e nelle edizioni più lunghe si spinge oltre i confini comunali, verso Ercolano e San Sebastiano al Vesuvio, con soste nelle chiese incontrate lungo il cammino. Il tracciato è stato modificato nel 1990, quando raggiungere il punto esatto in cui si fermò la lava divenne troppo complesso. Al rientro le statue tornano nelle chiese di Santa Maria del Principio e di San Giorgio Martire.
Nei giorni della festa il centro si veste a nuovo: si accendono le luminarie, si allestiscono gli addobbi lungo le strade del corteo e, secondo un uso antico riproposto negli ultimi anni, molte famiglie espongono coperte e drappi dai balconi al passaggio delle statue. È una festa di popolo, gratuita e aperta a tutti, che nel giro di poche ore mette in fila generazioni diverse di sangiorgesi.
Chi vuole vivere la festa nella sua forma più completa deve puntare sulla domenica della processione, che è il momento clou; il 23 aprile, invece, la città vive la dimensione più raccolta e liturgica della ricorrenza patronale. Trattandosi di un evento che occupa a lungo le strade principali, conviene raggiungere il centro a piedi o con i mezzi pubblici.
L'edizione 2026 si è articolata su due momenti distinti. Il primo è la ricorrenza liturgica del patrono, giovedì 23 aprile 2026: la festa di San Giorgio Martire è giorno di festa cittadina a San Giorgio a Cremano, con la chiusura delle sedi scolastiche del territorio e la ripresa delle attività il giorno successivo, venerdì 24 aprile.
Il secondo momento, quello più partecipato, è la Processione di San Giorgio e dell'Immacolata, annunciata per domenica 26 aprile 2026. È la giornata che i sangiorgesi chiamano Festa della Lava, in cui i portancuolli portano a spalla i simulacri del santo patrono e della Madonna dell'Immacolata lungo le arterie principali del centro, seguiti dalle autorità e dalla cittadinanza.
La festa si inserisce nel calendario primaverile della provincia di Napoli e resta uno degli appuntamenti identitari più forti dell'area vesuviana, insieme alle ricorrenze dei comuni vicini di Ercolano, Portici e San Sebastiano al Vesuvio.
Le due date confermate per il 2026 sono:
Il dettaglio degli orari, del percorso e delle ordinanze sulla viabilità dell'edizione 2026 non risulta pubblicato nelle fonti consultate. Nelle edizioni precedenti la giornata della processione si è aperta con i vespri nella chiesa di San Giorgio Martire e il corteo è partito da Santa Maria del Principio, in piazza Carlo di Borbone, nel pomeriggio oppure già in mattinata quando era previsto il percorso lungo verso Ercolano e San Sebastiano al Vesuvio.
In treno: la stazione San Giorgio a Cremano della Circumvesuviana (EAV), in piazza Trieste e Trento, è servita dalle linee Napoli–Sorrento e Napoli–Poggiomarino; da Napoli si parte da Porta Nolana o da Napoli Piazza Garibaldi, sotto la stazione centrale.
In auto: la città è collegata all'autostrada A3 Napoli–Salerno; nei giorni della processione sono in vigore ordinanze comunali con divieti di sosta e chiusure lungo tutto il percorso del corteo, per cui è consigliabile lasciare l'auto lontano dal centro.
Le celebrazioni religiose e la processione sono gratuite e a partecipazione libera.
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Chiesa di San Giorgio Martire e vie del centro cittadino
Piazza Carlo di Borbone, 80046 San Giorgio a Cremano