Il grande fuoco di Sant'Antonio Abate che unisce Puglia e Molise a Carlantino
Ogni anno, alla vigilia di Sant'Antonio Abate, il piccolo borgo di Carlantino, in provincia di Foggia, si stringe attorno a un grande falò acceso sul sagrato della Cappella della Santissima Annunziata. Nel 2026 questo rito antico ha assunto un nuovo nome e un nuovo significato, diventando il Falò della Fratellanza: non più soltanto il fuoco propiziatorio del santo protettore degli animali, ma un abbraccio simbolico tra comunità che condividono le stesse radici sannite, a cavallo tra la Puglia e il Molise.
Il fuoco di Sant'Antonio, acceso a metà gennaio, segna da secoli il momento in cui l'inverno comincia a cedere e si affaccia la stagione del Carnevale. A Carlantino, borgo affacciato sul lago di Occhito nell'estremo nord dei Monti Dauni, la fiamma diventa il centro di una serata di convivialità, devozione popolare e spettacolo.
Il cuore della manifestazione è l'incontro con due tradizioni molisane di grande fascino. Dal vicino Molise arrivano gli ndocciatori di Agnone (provincia di Isernia), portatori delle celebri ndocce, enormi torce a ventaglio che, accese e sfilate lungo le vie del borgo, creano un vero e proprio «fiume di fuoco». La ndocciata di Agnone è stata riconosciuta nel 2011 dal Ministero del Turismo come Patrimonio d'Italia per la tradizione.
Ad accompagnare la festa ci sono i Maitunat di Gambatesa (provincia di Campobasso), cantori goliardici che improvvisano stornelli in rima, prendendo bonariamente in giro cittadini e personaggi pubblici in un'arte poetica e popolare tramandata di generazione in generazione. Attorno al grande falò comunitario si aggiungono degustazioni di prodotti tipici e musica, in un clima di allegria condivisa.
Sant'Antonio Abate, eremita egiziano considerato padre del monachesimo cristiano e venerato come protettore degli animali domestici, è al centro di una fitta rete di riti del fuoco che, ogni 16 e 17 gennaio, illuminano i borghi dei Monti Dauni: da Rocchetta Sant'Antonio a Pietramontecorvino, da Biccari a Roseto Valfortore e Alberona. I falò, alimentati con fascine e legna raccolta dalla comunità, hanno un valore insieme religioso, propiziatorio e di aggregazione sociale.
Con l'edizione 2026 Carlantino ha sottoscritto il protocollo d'intesa di adesione all'associazione degli antichi fuochi rituali, nata nel 2022 su iniziativa del sindaco di Agnone Daniele Saia. La rete riunisce oggi ventisette comuni italiani distribuiti tra Molise, Puglia, Abruzzo, Toscana e Umbria, accomunati dalla tradizione dei grandi fuochi. Per Carlantino l'ingresso nell'associazione ha rappresentato, nelle parole della delegata alla Cultura Daniela Cafano, «un grande onore e una grande emozione», un gesto dall'alto valore simbolico che sancisce una nuova amicizia tra due comunità figlie della stessa storia sannita.
Situato nel Subappennino Dauno, all'estremità settentrionale della provincia di Foggia e al confine con il Molise, Carlantino è un piccolo comune affacciato sull'invaso di Occhito, il grande lago artificiale del fiume Fortore. È un territorio di natura, silenzi e tradizioni contadine, dove il Falò della Fratellanza offre a residenti e visitatori un'occasione autentica per scoprire l'anima più profonda dei Monti Dauni.
L'edizione 2026 ha segnato il debutto del Falò della Fratellanza a Carlantino e l'ingresso del comune nell'associazione degli antichi fuochi rituali. Sul sagrato della Cappella della Santissima Annunziata il grande falò in onore di Sant'Antonio Abate è stato acceso insieme agli ndocciatori di Agnone, il cui fiume di fuoco ha illuminato le vie del borgo, e ai Maitunat di Gambatesa, con i loro stornelli goliardici. A rappresentare l'amministrazione comunale la delegata alla Cultura Daniela Cafano, che ha definito la serata «un grande onore e una grande emozione». Attorno al fuoco non sono mancate degustazioni di prodotti tipici e momenti di festa condivisa.
L'evento ha sancito l'adesione di Carlantino all'associazione degli antichi fuochi rituali, nata nel 2022 e oggi composta da ventisette comuni tra Molise, Puglia, Abruzzo, Toscana e Umbria.
La manifestazione si tiene a metà gennaio, in prossimità della festa di Sant'Antonio Abate (17 gennaio), a partire dalle ore 19:00.
Sul sagrato della Cappella della Santissima Annunziata, nel centro di Carlantino (FG), borgo dei Monti Dauni affacciato sul lago di Occhito.
In auto: Carlantino si raggiunge dalla SS17 e dalle strade provinciali del Subappennino Dauno; il borgo dista circa un'ora e mezza da Foggia e si trova al confine con il Molise, non lontano da Campobasso. La stazione ferroviaria più comoda è quella di Foggia, da cui proseguire in auto o con i collegamenti su gomma.
Evento a ingresso libero e gratuito. Sono previste degustazioni di prodotti tipici attorno al falò.
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Cappella della Santissima Annunziata
Sagrato della Cappella della Santissima Annunziata, 71030 Carlantino