Il festival storico dell'elettronica romana all'Auditorium Parco della Musica
Dissonanze non è un festival come gli altri: quando nel 2000 la prima edizione aprì i battenti a Roma, l'Italia non aveva ancora un vero festival internazionale dedicato alla musica elettronica e alle arti digitali. Per un decennio, fino al 2010, la rassegna fondata da Giorgio Mortari ha portato nella capitale i nomi che stavano riscrivendo la club culture europea, liberando Roma da un certo complesso di inferiorità nei confronti di Berlino, Londra o Barcellona. Poi il silenzio, e una lunga attesa durata anni.
Il festival è rinato nel cuore del quartiere Flaminio, all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il complesso firmato da Renzo Piano che è oggi il principale polo musicale del Comune di Roma e dell'intera Città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio. La celebrazione dei venticinque anni ha riaperto la strada; l'edizione successiva, intitolata New Chapter, ha confermato il progetto con una struttura più ambiziosa e una promozione finalmente distesa su mesi, accolta con favore dalla stampa specializzata italiana.
La formula attuale distribuisce il pubblico su tre aree distinte, ciascuna con una propria fisionomia artistica e un allestimento sonoro e visivo dedicato:
La programmazione è pensata come un percorso: si entra a mezzogiorno con la luce piena e si esce a notte fonda, attraversando linguaggi che vanno dalla techno di ricerca alla house classica di Detroit e Chicago, dal dub inglese alle derive elettroacustiche più radicali.
Fin dalle origini Dissonanze si è definito come un progetto dedicato alla musica contemporanea e alla sperimentazione sonora, in cui l'elettronica dialoga con le arti digitali e la performance. Le installazioni, i visual e il video mapping non sono un contorno decorativo ma parte integrante della drammaturgia della giornata, in continuità con l'identità originaria del festival, che già negli anni Duemila affiancava alla programmazione musicale una sezione di digital art.
Il festival si è inserito nel calendario di Roma Summer Fest, la grande rassegna estiva della Fondazione Musica per Roma, di cui rappresenta di fatto l'appuntamento conclusivo: settembre, quando il caldo si allenta e la Cavea torna vivibile fino a notte, è la finestra ideale per due giornate all'aperto. Per la città è anche un'occasione di richiamo turistico, con un pubblico che arriva da tutta Italia e dall'estero.
Chi frequenta i grandi festival elettronici europei ritrova qui una scala umana che altrove si è persa: un'unica sede, tre palchi raggiungibili a piedi, un contesto architettonico di primo livello e una curatela che privilegia la coerenza artistica sui numeri. Chi invece si avvicina per la prima volta a questo mondo trova un ambiente accogliente, diurno per buona parte della giornata, immerso nel verde del Parco della Musica. In entrambi i casi, Dissonanze è oggi uno degli appuntamenti più identitari della scena elettronica italiana.
Dopo la celebrazione dei venticinque anni, Dissonanze si presenta nel 2026 con un'edizione costruita con largo anticipo e accolta con entusiasmo dalla stampa specializzata, che ne ha sottolineato la qualità delle scelte artistiche. Il festival occupa l'intero complesso dell'Auditorium nel quartiere Flaminio, articolandosi su tre aree dalle identità sonore complementari.
Si comincia a mezzogiorno e si prosegue fino a notte fonda, sabato 12 e domenica 13 settembre. La Cavea ospita i nomi di maggiore richiamo, il Park è dedicato ai set più lunghi e alle sonorità house, mentre l'Hide raccoglie la parte più sperimentale del cartellone, fra live elettronici e ricerca sonora.
L'appuntamento chiude di fatto il cartellone estivo della Fondazione Musica per Roma, portando nella capitale un pubblico che arriva da tutta Italia e dall'estero.
Completano il cartellone delle due giornate, distribuiti fra Cavea, Park e Hide, artisti come Job Jobse, Raresh, Ron Trent e Sama' Abdulhadi. Gli orari dettagliati per palco vengono pubblicati sul sito ufficiale nei giorni precedenti l'evento.
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si trova in Viale Pietro de Coubertin 30, nel quartiere Flaminio. In metropolitana: linea A fino a Flaminio, poi tram 2 fino alla fermata Apollodoro. In autobus: linee 53, 217, 910, 982. In auto: uscita dalla Tangenziale Est verso Viale Tiziano; parcheggio interno a pagamento, ma nei giorni di festival è consigliato il mezzo pubblico.
Ingressi giornalieri e abbonamento full pass per entrambe le giornate, con tariffe che partono da circa 60 euro. Prevendite su xceed.me e ticketone.it. Sono disponibili biglietti a ingresso anticipato e formule per gruppi da cinque persone.
Ingresso riservato ai maggiori di 18 anni. Una volta entrati non è consentito il rientro. L'accesso ai singoli palchi può essere limitato al raggiungimento della capienza.
Il quartiere Flaminio offre hotel e bed and breakfast a pochi minuti a piedi; in alternativa, la zona Prati e il centro storico sono collegati in metropolitana in un quarto d'ora.
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Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma