Il carnevale più antico della Ciociaria, tra foglie di agave, carri allegorici e il rogo del generale Championnet
Nel panorama dei carnevali italiani, quello di Frosinone occupa un posto a sé. Non è soltanto una festa di maschere e coriandoli: è una rievocazione popolare in cui la città intera si riconosce, tanto da essere stata insignita dal Ministero della Cultura del titolo di «Carnevale storico». Il capoluogo della provincia di Frosinone, cuore della Ciociaria nel Lazio meridionale, dedica alla manifestazione dieci giorni di programmazione che coinvolgono scuole, famiglie, associazioni e commercianti del centro.
Il vero protagonista è la ràdeca, la foglia carnosa dell'agave che ogni partecipante deve portare con sé. Gli studiosi vi riconoscono un antico simbolo di fertilità, probabilmente giunto in Ciociaria in epoca spagnola, erede lontano dei riti che a febbraio si celebravano già in età romana. Chi si presenta in centro senza la propria ràdeca rischia le celebri «radecate», colpi bonari assestati con la foglia: un battesimo scherzoso riservato a chi partecipa per la prima volta. L'antropologo scozzese James Frazer citò questa tradizione nel suo Ramo d'oro, riconoscendone il carattere ancestrale.
La leggenda che dà forma alla festa risale al 1799. I frusinati, provati dalle devastazioni delle truppe francesi, decisero comunque di celebrare il carnevale e mandarono un messo a invitare il generale Jean Antoine Étienne Championnet. Il militare, invece di reagire con durezza allo sberleffo, si mescolò alla folla bevendo vino rosso e assaggiando i piatti locali. Da allora è diventato la maschera-simbolo della città: ogni anno il suo fantoccio viene processato sul palco di Piazza Turriziani, dove una magistratura popolare e i radecari ne invocano la condanna, si dà lettura del suo testamento satirico e si celebra il rogo conclusivo, gesto purificatorio che segna la fine dell'inverno.
Il martedì grasso è la giornata clou. I carri allegorici, costruiti nei mesi precedenti anche con il contributo dell'Accademia di Belle Arti di Frosinone, si radunano al mattino a Piazzale Vienna, nel quartiere Cavoni, e sfilano prima nella parte bassa della città, poi nel centro storico. Chiude sempre il corteo il carro del generale Championnet, trainato per tradizione da quattro cavalli bianchi. Accanto ai carri sfilano le tre figure simboliche del Radecaro, del Pantanaro e del Ciociaro, che ricevono le chiavi della città all'apertura della festa e le restituiscono alla chiusura.
La colonna sonora della giornata è il saltarello, danza popolare ciociara che accompagna il corteo insieme alle bande e ai canti carnascialeschi. Immancabile la parte gastronomica: in Piazza VI Dicembre si distribuiscono i fini fini, le fettuccine sottilissime della tradizione ciociara, insieme ai maccheroni e ai dolci di carnevale. Nel calendario trovano spazio anche il Gran Ballo del Generale, gala mascherato di beneficenza alla Villa Comunale, l'Aperitivo a Palazzo, mostre, spettacoli teatrali e musicali e il concorso per la migliore vetrina addobbata.
Chi arriva a Frosinone in questi giorni non assiste a uno spettacolo per turisti, ma entra in una festa che i frusinati considerano parte della propria identità. È l'occasione per scoprire il centro storico del capoluogo ciociaro, la sua cucina e un patrimonio immateriale che pochi carnevali italiani possono vantare con la stessa continuità.
Dall'8 al 17 febbraio 2026 il Carnevale Storico Frusinate ha abbracciato l'intera città di Frosinone con un calendario particolarmente ricco, costruito dal Comune insieme all'Associazione Rione Giardino, alla Pro Loco e all'Accademia di Belle Arti. La conduzione dell'edizione è stata affidata a Mary Segneri.
Il 17 febbraio i carri allegorici si sono radunati intorno alle 10 a Piazzale Vienna, nel quartiere Cavoni, per partire verso le 11.30 con la scorta della Polizia locale e sfilare nella parte bassa della città. Alle 14 il corteo ha raggiunto il centro storico per la Festa della Ràdeca. In Piazza Turriziani si sono svolti il processo al generale Championnet, con la magistratura popolare e i radecari a invocare la condanna, la lettura del testamento e il rogo del fantoccio, atto conclusivo della festa, riportato dopo il confronto con la Regione Lazio sulle norme antismog.
Il programma ha compreso il Gran Ballo del Generale alla Villa Comunale, gala mascherato di beneficenza con ricavato devoluto all'AIL, animazione per bambini, musica dal vivo della Giuseppe Magliocchetti Jazz Band e buffet di carnevale. Spazio anche all'Aperitivo a Palazzo, alla Festa del Carnevale in Famiglia con le visite itineranti del generale Championnet nelle case dei frusinati, alla premiazione del concorso per la migliore vetrina e alla lettura dei giornali satirici carnascialeschi.
In auto: autostrada A1 Milano-Napoli, uscita Frosinone, poi superstrada verso il centro. In treno: stazione di Frosinone sulla linea Roma-Cassino-Napoli, collegata al centro storico dagli autobus urbani. Da Roma il viaggio richiede circa un'ora e mezza.
Le sfilate, la Festa della Ràdeca e gli eventi in piazza sono a ingresso libero e gratuito. Alcuni appuntamenti serali, come il Gran Ballo del Generale, prevedono una quota di partecipazione a scopo benefico.
Nel giorno del martedì grasso il centro storico è chiuso al traffico e molte strade sono interdette: conviene lasciare l'auto nei parcheggi della parte bassa della città e salire a piedi o con i mezzi pubblici. Portate con voi una ràdeca, o preparatevi a riceverne qualche colpo scherzoso.
Comune di Frosinone, Piazza VI Dicembre — telefono +39 0775 2651.
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Centro storico di Frosinone
Piazza VI Dicembre, 03100 Frosinone