Arte partecipativa, design e cultura del vino tra Montefusco, Santa Paolina e Torrioni
Il 2VITE Festival è la manifestazione che unisce Montefusco, Comune capofila del progetto, ai vicini Santa Paolina e Torrioni: tre piccoli centri della provincia di Avellino, in Campania, affacciati sulle colline dove nasce il Greco di Tufo. Montefusco, arroccato a oltre settecento metri e per secoli capoluogo del Principato Ultra, mette a disposizione i suoi luoghi più identitari — il Carcere Borbonico, la Chiesa di San Francesco, Palazzo Giordano, l'Oratorio di San Giacomo, la Villa Comunale — e li trasforma per qualche giorno in aule, gallerie e sale di degustazione.
Il festival non è un evento isolato: è il momento pubblico del progetto «2 V.I.TE.», dedicato alla valorizzazione strategica e alla rigenerazione culturale e sociale del territorio di Montefusco e dei suoi casali, finanziato nell'ambito del bando PNRR «Attrattività dei Borghi» promosso dal Ministero della Cultura. Il coordinamento scientifico è dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, con il Dipartimento di Architettura (DiARC), il centro di ricerca L.U.P.T., il gruppo ADART e il CRISP, insieme al MAVV Wine Art Museum e a partner locali. L'obiettivo dichiarato è contrastare lo spopolamento delle aree interne mettendo in rete artigianato, viticoltura, paesaggio e innovazione.
Il cuore visibile della manifestazione è la mostra «2VITE – Costellazione di Futuri», allestita negli ambienti del Carcere Borbonico, il castello-prigione che nell'Ottocento ospitò i patrioti risorgimentali e che oggi è monumento nazionale. La curatela è di Carla Langella e Adelina Picone: oltre venticinque tra artisti, designer e artigiani irpini mettono in dialogo ceramica, grafica, product design e arte contemporanea, in un percorso che legge il territorio come materia di progetto e non come semplice sfondo.
Un capitolo intero è dedicato al pizzillo, l'antico merletto a tombolo tramandato di generazione in generazione a Montefusco. I laboratori partecipativi — come «Legati a Te», condotto da Rita Fischer con la consulenza di Emilia Dente — fanno lavorare fianco a fianco giovani e artigiane, trasformando fili, nodi e racconti in un'opera tessile collettiva. Il gruppo «Trine di Memoria» custodisce questa tradizione e la porta nelle sale espositive accanto ai progetti di design contemporaneo, perché il saper fare non resti confinato alla memoria.
La seconda anima del festival è enologica. Montefusco, Santa Paolina e Torrioni rientrano nell'areale del Greco di Tufo DOCG, uno dei bianchi più identitari del Sud Italia. Il programma prevede living lab internazionali, panel con economisti agrari e studiosi di diritto agroalimentare, visite guidate nelle cantine e banchi d'assaggio con i produttori: il vino non come semplice prodotto, ma come chiave di lettura del paesaggio e leva per nuove forme di accoglienza.
Convegni e living lab portano nei borghi docenti e ricercatori italiani e stranieri — dalla Federico II alla Universidade Federal de Campina Grande, in Brasile — insieme ai sindaci dei tre Comuni e a rappresentanti del CNR. È una delle caratteristiche più riconoscibili del 2VITE Festival: la ricerca accademica esce dalle aule e si confronta con chi il territorio lo abita tutti i giorni, restituendo pubblicazioni, mappe e visioni condivise.
Il 2VITE Festival 2026 ha concentrato a Montefusco, in provincia di Avellino, i risultati del percorso di ricerca condotto insieme a Santa Paolina e Torrioni. Sabato 13 giugno la Chiesa di San Francesco ha ospitato prima il laboratorio tessile partecipativo e poi il convegno internazionale, mentre in serata il Carcere Borbonico si è aperto al pubblico con la mostra «2VITE – Costellazione di Futuri», curata da Carla Langella e Adelina Picone.
Domenica 14 giugno la giornata è stata dedicata all'International Living Lab sul paesaggio del Greco di Tufo, con la presentazione del volume conclusivo del progetto 2 V.I.TE., gli interventi dei sindaci dei tre Comuni e il contributo di ricercatori universitari e del CNR. Il finale, all'Oratorio di San Giacomo, è stato affidato alle cantine del territorio con un banco d'assaggio aperto a pubblico e addetti ai lavori.
Il progetto ha poi avuto la sua coda ufficiale a fine luglio 2026, con il finissage della mostra e la serata di bilancio a Palazzo Giordano.
In auto: dall'autostrada A16 Napoli-Canosa si esce ad Avellino Est o a Grottaminarda, poi si prosegue sulla SS 88 in direzione Benevento; Montefusco dista circa 20 km da Avellino e 25 km da Benevento. In treno: stazioni di Avellino o Benevento, poi autolinee locali o taxi. In aereo: Napoli-Capodichino, a poco più di un'ora di auto.
Gli appuntamenti si distribuiscono tra il Carcere Borbonico, la Chiesa di San Francesco, Palazzo Giordano, l'Oratorio di San Giacomo e la Villa Comunale di Montefusco, con tappe a Santa Paolina (Cantina Bambinuto, Museo del Tombolo, Villa Comunale) e a Torrioni.
Le fonti locali non segnalano biglietti a pagamento per convegni, laboratori e mostra. Per degustazioni, visite in cantina ed escursioni conviene verificare eventuali quote di partecipazione o la necessità di prenotare, contattando il Comune di Montefusco (tel. +39 0825 964003) o la Pro Loco di Montefusco.
Scarpe comode: il borgo è in salita e in gran parte acciottolato. Conviene prenotare per tempo l'alloggio tra agriturismi e cantine dell'areale del Greco di Tufo, e abbinare alla visita del festival una sosta al Carcere Borbonico, monumento nazionale, e un giro tra le cantine di Santa Paolina e Torrioni.
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Carcere Borbonico, Chiesa di San Francesco e centro storico di Montefusco