I grandi falò rionali della sera del 24 novembre a Santa Caterina Villarmosa, in onore della patrona Santa Caterina d'Alessandria
Le "Vampe di Santa Caterina" sono una delle tradizioni popolari più antiche e suggestive di Santa Caterina Villarmosa, comune della Provincia di Caltanissetta immerso nelle colline della Sicilia interna. La sera del 24 novembre, vigilia della ricorrenza liturgica di Santa Caterina d'Alessandria — la vergine e martire alessandrina che dà il nome stesso al paese e ne è patrona — i quartieri del Comune si illuminano con grandi falò accesi in onore della santa.
Protagonisti assoluti del rito sono i giovani del paese, divisi per quartiere e per rione. Nei giorni e nelle settimane che precedono la festa, i ragazzi raccolgono legna, paglia, canne e ogni altro materiale utile per costruire i loro falò. La sera del 24 novembre i diversi gruppi si sfidano a chi riesce ad accendere il fuoco più grande e spettacolare, animando le varie zone del paese con una gara di entusiasmo e di campanilismo bonario che coinvolge intere famiglie.
Il momento più emozionante della serata è il salto rituale sopra le fiamme. I ragazzi "organizzatori" del falò saltano sopra il fuoco al grido di "Viva Santa Caterina!": un gesto carico di significato simbolico, perché compiere il salto equivale a emulare la santa: così come le fiamme non bruciarono la martire alessandrina, allo stesso modo non bruceranno i giovani. Attorno ai fuochi, gli abitanti del quartiere si radunano con le torce accese e inneggiano alla patrona, ripetendo l'antico grido "Viva li vampi di Santa Caterina!".
La tradizione affonda le radici nella civiltà contadina di un tempo. Secondo i racconti degli anziani, al centro dei falò venivano posti attrezzi agricoli in disuso e, mentre si recitava l'orazione di Santa Caterina d'Alessandria, si faceva passare il bestiame attraverso le fiamme per purificarlo dalle malattie e preservarlo dalle epidemie. Con il passare degli anni il numero dei fuochi si è ridotto e, per ragioni di sicurezza, i falò vengono oggi accesi soprattutto nelle aree più periferiche del paese, lontano dalle abitazioni.
Le Vampe di Santa Caterina rappresentano oggi un appuntamento identitario che precede di poco la festa liturgica del 25 novembre e si distingue dai grandi festeggiamenti patronali estivi del paese. Tra fuoco, devozione e memoria contadina, il rito racconta l'anima di un borgo della Sicilia interna fedele alle proprie radici. Per chi visita la Provincia di Caltanissetta a fine novembre, le Vampe sono l'occasione ideale per scoprire una delle tradizioni del fuoco più autentiche della Sicilia nissena.
Le Vampe di Santa Caterina 2026 si rinnoveranno, secondo tradizione, la sera di martedì 24 novembre 2026 a Santa Caterina Villarmosa, in provincia di Caltanissetta. Come ogni anno, i giovani del paese divisi per quartiere accenderanno i grandi falò in onore della patrona Santa Caterina d'Alessandria, dopo settimane dedicate alla raccolta di legna, paglia e canne. La serata sarà animata dalla sfida fra i rioni a chi accende il fuoco più grande e dal tradizionale salto sulle fiamme. Essendo un rito popolare spontaneo, non è previsto un programma ufficiale con orari prestabiliti; le accensioni avvengono in genere dopo il tramonto nei vari quartieri del paese.
Santa Caterina Villarmosa si trova in provincia di Caltanissetta, nella Sicilia centrale. In auto si raggiunge dalla SS 122 e dalla SS 117 bis, a pochi chilometri dal capoluogo Caltanissetta. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Caltanissetta, da cui si prosegue su gomma.
Le Vampe di Santa Caterina si accendono la sera del 24 novembre, vigilia della ricorrenza di Santa Caterina d'Alessandria.
I falò vengono accesi nei vari quartieri e rioni del paese, oggi soprattutto nelle aree più periferiche per ragioni di sicurezza.
Si tratta di un rito popolare di strada a partecipazione libera e gratuita.
Si consiglia di mantenere la distanza di sicurezza dai falò e di seguire i canali della comunità locale per conoscere i quartieri coinvolti e gli orari di accensione.
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