La Pasqua bizantina degli Arbëreshë di Sicilia, tra riti greco-bizantini, costumi del '400 e uova rosse
A pochi chilometri da Palermo, adagiata su un altopiano affacciato sull'omonimo lago, Piana degli Albanesi (Hora e Arbëreshëvet) è il più importante centro arbëreshë della Sicilia. Fondata alla fine del XV secolo dai profughi albanesi in fuga dall'avanzata ottomana, la comunità ha conservato per oltre cinque secoli la propria lingua, le proprie tradizioni e soprattutto il rito greco-bizantino. È durante la Settimana Santa — la Java e Madhe, che culmina nella Pashkët, la Pasqua — che questa identità si manifesta in tutta la sua forza, attirando ogni anno migliaia di fedeli e visitatori nel Comune della Città Metropolitana di Palermo, in Sicilia.
Le celebrazioni si aprono il venerdì che precede la Domenica delle Palme con la festa di Lazzaro (Lazëri), quando dalla Cattedrale di San Demetrio Megalomartire prende il via la Divina Liturgia dei Presantificati e, per le vie del paese, risuona il canto della Resurrezione. La Domenica delle Palme (Rromollidhet) offre una delle immagini più suggestive: dopo la benedizione delle palme e degli ulivi nella Chiesa di San Nicola, l'Eparca a dorso di un asinello, avvolto nel manto (mandìas), attraversa il corso principale per raggiungere la Cattedrale e celebrare la Divina Liturgia pontificale in rito greco.
Il Giovedì Santo (E Enjtja e Madhe) si rinnova il rito della lavanda dei piedi e le chiese del paese — San Nicola, San Giorgio, Madonna dell'Odigitria, San Vito, Annunziata — restano aperte alla visita dei sepolcri. Il Venerdì Santo (E Premtja e Madhe) è il giorno più intenso: dopo le Grandi Ore e il Mattutino dei Lamenti, si snoda per le vie del borgo la processione del Cristo Defunto (l'Epitafios), accompagnata dagli antichi canti funebri (i vajtimet) e dal suono cupo degli strumenti lignei tradizionali, la cokë e la çikarrë. Le campane tacciono dal Giovedì fino al mezzogiorno del Sabato Santo, quando la Cattedrale si riempie di foglie di alloro per i battesimi e risuona l'annuncio pasquale Christós Anésti.
Il momento più atteso è la Domenica di Pasqua (Pashkët). Al termine della solenne Liturgia pontificale, circa trecento donne indossano i preziosi costumi tradizionali arbëreshë, abiti ispirati alla moda del Quattrocento — dominati dal rosso, dal verde e dal viola, ricchi di ricami, fiocchi, veli e gioielli — e sfilano lungo il corso Giorgio Kastriota fino a Piazza Vittorio Emanuele. L'abito storico di Piana degli Albanesi è iscritto dal 2016 al Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia. In piazza viene impartita la benedizione (bekimi) e si distribuiscono le uova rosse (vetë të kuqe), preparate dalle famiglie il Sabato Santo: il loro colore richiama il sangue di Cristo e simboleggia la ciclicità della vita, la fertilità e la Resurrezione.
La Settimana Santa di Piana degli Albanesi non è una semplice rievocazione folkloristica, ma una liturgia vissuta, in cui sacro e tradizione popolare si fondono in un raro esempio di continuità identitaria. Tra spettacoli di narrazione, concerti pasquali al Teatro del Seminario e i sapori della cucina arbëreshe, la Pashkët resta uno degli appuntamenti più autentici e affascinanti della primavera siciliana.
La Pashkët 2026 di Piana degli Albanesi ha seguito il calendario completo del rito greco-bizantino, dal 27 marzo al 5 aprile. Le celebrazioni si sono aperte venerdì 27 marzo con la festa di Lazzaro (Divina Liturgia dei Presantificati in Cattedrale e canto della Resurrezione per le vie del paese) e sono proseguite con la Via Crucis Vivente del 28 marzo e la Domenica delle Palme del 29 marzo, con la benedizione delle palme nella Chiesa di San Nicola e l'Eparca a dorso d'asino in processione fino alla Cattedrale di San Demetrio.
Il Triduo pasquale ha visto il Giovedì Santo (2 aprile) con la lavanda dei piedi e l'apertura dei sepolcri nelle chiese del paese, il Venerdì Santo (3 aprile) con il Mattutino dei Lamenti e la processione del Cristo Defunto, e il Sabato Santo (4 aprile) con i battesimi e il Mattutino della Resurrezione a mezzanotte. La Domenica di Pasqua (5 aprile) si è conclusa con la Liturgia pontificale, la sfilata in abito tradizionale lungo il corso Giorgio Kastriota, la benedizione e la distribuzione delle uova rosse, e il concerto pasquale al Teatro del Seminario.
Piana degli Albanesi dista circa 30 km da Palermo. In auto si raggiunge dall'autostrada A99 (uscita Palermo) proseguendo lungo la SS624 e la SP5. In assenza di stazione ferroviaria, il collegamento con i mezzi pubblici avviene tramite autobus dal capoluogo.
Le celebrazioni si svolgono lungo tutta la Settimana Santa, con apice la Domenica di Pasqua. Nel 2026 i riti si tengono dal 27 marzo al 5 aprile.
La Domenica delle Palme e la Domenica di Pasqua il paese si affolla: conviene arrivare con anticipo per assistere alla sfilata dei costumi lungo il corso Giorgio Kastriota. Le funzioni si svolgono nelle chiese del centro e nella Cattedrale di San Demetrio. Da non perdere la degustazione dei dolci pasquali locali e dei cannoli, di cui Piana degli Albanesi è celebre produttrice.
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Cattedrale San Demetrio Megalomartire