I riti della Settimana Santa nel paese delle confraternite, tra lamentazioni, processioni e l'Annacata di li Santi
Nel cuore della Sicilia interna, arroccato a circa 650 metri di altitudine in provincia di Caltanissetta, il Comune di Mussomeli vive la Settimana Santa come il momento più sentito dell'anno. Conosciuto come «il paese delle confraternite», Mussomeli affida a cinque sodalizi storici la regia di riti tramandati di generazione in generazione, capaci di richiamare in paese tanti emigrati che tornano dall'America e da ogni parte del mondo per ritrovare le proprie radici.
Le processioni sono guidate dalle confraternite, riconoscibili dai colori dei loro mantelli:
I preparativi iniziano già il mercoledì, quando nelle chiese le statue vengono coperte da drappi violacei. Il Giovedì Santo, dopo l'allestimento dei Sepolcri e l'annuncio con le battole, la sera vede le confraternite muovere in processione di chiesa in chiesa portando «il Cristo alla colonna», mentre le donne vegliano al Santo Sepolcro.
Il Venerdì Santo è la giornata più intensa: al mattino la processione della Madonna Addolorata parte dalla chiesa di San Giovanni Battista; nel primo pomeriggio la processione della Crocifissione conduce il simulacro di Gesù al Calvario in Piazza Umberto I; in serata la Deposizione accompagna il Cristo deposto nell'Urna. Lungo le strade risuonano gli squilli di tromba che richiamano il grido di dolore della Madre, i tre colpi di tamburo che simboleggiano i chiodi della Croce e le celebri lamentazioni mussomelesi, antichi canti popolari in latino considerati di rara bellezza.
Il culmine arriva la Domenica di Pasqua: nel pomeriggio, in Piazza Umberto I, si svolge la tradizionale «Giunta» con la liberatoria Annacata di li Santi, l'incontro festoso fra i simulacri di Gesù Risorto, della Madonna di Pasqua e di San Michele, che celebra la vittoria della vita sulla morte. La folla accompagna poi i Santi in processione fino alla Chiesa Madre, insieme alle confraternite. Completano la liturgia popolare i «lavureddi», piatti di frumento germinato al buio collocati sugli altari, e le statue processionali realizzate nel 1875 dallo scultore Francesco Biancardi.
Inserita nel più ampio panorama dei riti della Settimana Santa siciliana, la celebrazione di Mussomeli rappresenta un patrimonio di fede e di identità che intreccia sacralità, musica popolare e senso di comunità, restituendo l'anima più autentica della provincia di Caltanissetta.
La Settimana Santa 2026 di Mussomeli ha seguito il calendario tradizionale: Giovedì Santo 2 aprile con l'allestimento dei Sepolcri e le processioni serali delle confraternite; Venerdì Santo 3 aprile con la processione della Madonna Addolorata, la Crocifissione al Calvario in Piazza Umberto I e la Deposizione serale, accompagnate dalle lamentazioni mussomelesi, dagli squilli di tromba e dai colpi di tamburo.
Il momento culminante è stato la Domenica di Pasqua 5 aprile, con la tradizionale «Giunta» e l'Annacata di li Santi in Piazza Umberto I (prevista verso le ore 20:00), l'incontro festoso fra i simulacri di Gesù Risorto, della Madonna di Pasqua e di San Michele, seguito dalla processione verso la Chiesa Madre.
Mussomeli si trova nella Sicilia centrale, in provincia di Caltanissetta, a circa 650 metri di altitudine. In auto è raggiungibile dalla SS 189 e dalle strade provinciali che collegano l'entroterra nisseno; gli aeroporti più vicini sono quelli di Palermo e di Catania.
I riti interessano l'intero centro storico, la Chiesa Madre, la chiesa di San Giovanni Battista e Piazza Umberto I, cuore delle processioni e dell'Annacata di li Santi.
L'ingresso ai riti è libero. Si consiglia di verificare orari e dettagli sui canali della Pro Loco di Mussomeli e delle confraternite, e di arrivare con anticipo nei momenti clou del Venerdì Santo e della Domenica di Pasqua, molto partecipati.
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Centro storico, Chiesa Madre e Piazza Umberto I