Santi, miracoli e devozione popolare negli ipogei dell'Acquedotto Augusteo del Serino
Santissima Sanità è la rassegna espositiva che ogni primavera trasforma gli spazi ipogei dell'Acquedotto Augusteo del Serino, in via Arena della Sanità 5, in un percorso dedicato alla fede popolare napoletana. Siamo nel Rione Sanità, quartiere Stella, uno dei luoghi più densi di memoria del Comune di Napoli: catacombe paleocristiane, palazzi barocchi, botteghe storiche e un tessuto sociale che ha fatto della devozione un linguaggio quotidiano. La mostra nasce proprio da questo intreccio fra sacro e vita di strada, e lo racconta con i documenti minuti — quelli che di solito finiscono in un cassetto — invece che con le grandi opere da museo.
Il percorso raccoglie un corpus di materiali antiquari e bibliografici provenienti interamente da collezioni private, in larga parte mai mostrati al pubblico. Le opere sono organizzate in quattro grandi famiglie:
Un filo rosso attraversa tutte le sezioni: la figura di San Vincenzo Ferrer, che a Napoli tutti chiamano 'o Munacone (il «Monacone»), santo simbolo della Sanità e destinatario di un culto popolarissimo, capace ancora oggi di riempire le strade del rione durante la sua festa.
La mostra è ideata e curata da Stefano Fusco e Gianmaria Lembo, promossa dall'associazione VerginiSanità APS insieme all'Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali della SS. Trinità dei Pellegrini e all'Archivio Lembo, con il patrocinio del Comune di Napoli e della Municipalità 3. Una parte del progetto è dedicata alla memoria del collezionista napoletano Giovanni Lembo, la cui raccolta costituisce uno dei nuclei documentari dell'esposizione. Ogni edizione è accompagnata da un volume che riproduce il materiale esposto e ne propone approfondimenti critici e contributi inediti: la mostra si presenta infatti come una ricerca aperta, destinata ad arricchirsi anno dopo anno di nuove testimonianze.
La scelta della sede non è casuale. L'Acquedotto Augusteo del Serino è un'infrastruttura idrica di età romana che portava l'acqua dalle sorgenti del Serino, in provincia di Avellino, fino al golfo; i suoi cunicoli sotto la Sanità sono oggi visitabili e offrono un contesto sotterraneo che amplifica il tono raccolto e quasi intimo della visita. Camminare fra santini ottocenteschi in un condotto scavato duemila anni fa è, di per sé, una delle esperienze più suggestive che Napoli possa offrire in questa stagione.
In una Campania ricca di grandi appuntamenti espositivi, Santissima Sanità occupa uno spazio diverso e prezioso: non racconta capolavori, ma il modo in cui la fede si è incarnata negli oggetti d'uso di intere generazioni. È una mostra breve, a numero chiuso, che si visita in turni contingentati e che restituisce al visitatore — napoletano o straniero — una chiave di lettura autentica di ciò che la devozione significa ancora in questa parte della città. Il periodo primaverile la rende inoltre un ottimo pretesto per esplorare il resto del rione: le Catacombe di San Gennaro e di San Gaudioso, la Basilica di Santa Maria della Sanità, il Palazzo dello Spagnolo, la Casa di Totò.
Dopo il debutto del 2025, la mostra ideata da Stefano Fusco e Gianmaria Lembo è tornata negli ipogei dell'Acquedotto Augusteo del Serino con un allestimento ampliato. L'inaugurazione si è tenuta giovedì 2 aprile 2026 alle ore 18:00; l'apertura al pubblico, inizialmente annunciata fino al 10 maggio, è stata poi estesa fino al 31 maggio 2026.
Il percorso ha continuato a lavorare sull'idea di una ricerca aperta: nuovi materiali antiquari e bibliografici, tutti da collezioni private e in gran parte mai esposti, distribuiti nelle quattro sezioni ormai caratteristiche della rassegna — cartoline storiche, santini e cromolitografie, litografie e incisioni, testi e documenti. Ampio spazio, come da tradizione, alla figura di San Vincenzo Ferrer, il «Monacone» del Rione Sanità.
L'edizione 2026 ha avuto il patrocinio del Comune di Napoli e della Municipalità 3 ed è stata realizzata da VerginiSanità APS con l'Augustissima Arciconfraternita ed Ospedali della SS. Trinità dei Pellegrini e con l'Archivio Lembo. Le visite si sono svolte nei fine settimana, in turni contingentati, per garantire un'esperienza raccolta negli stretti cunicoli dell'acquedotto romano.
Prenotazione consigliata al +39 328 1297472 o all'indirizzo [email protected].
Acquedotto Augusteo del Serino, via Arena della Sanità 5, 80137 Napoli (Rione Sanità, quartiere Stella).
Le aperture sono concentrate nei fine settimana, in orario 10:30-13:00, con turni di visita ogni mezz'ora e gruppi contingentati: la prenotazione è vivamente consigliata. Informazioni e prenotazioni: +39 328 1297472 oppure [email protected].
Gli ambienti sono sotterranei: portare una felpa anche in primavera e scarpe comode. La visita dura circa un'ora e si abbina bene alle Catacombe di San Gennaro o alla Basilica di Santa Maria della Sanità, tutte raggiungibili a piedi.
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Acquedotto Augusteo del Serino
Via Arena della Sanità 5, 80137 Napoli