Il gelso nero di Zabatta in festa, ai piedi del Vesuvio
«Ceveze» è il nome che nel dialetto vesuviano indica le more di gelso, in particolare quelle del gelso nero che cresce sui terreni lavici di Ottaviano, in provincia di Napoli. È un frutto fragile, che si raccoglie a mano nei primi giorni di luglio e non sopporta lunghi trasporti: per questo è quasi sparito dai mercati e per questo, oggi, è diventato il simbolo di un piccolo riscatto contadino. Gli abitanti di Zabatta lo chiamano da sempre «l'oro nero del Vesuvio», e non solo per il colore: per decenni i contadini della contrada hanno portato le ceveze verso le località turistiche della costa per venderle ai villeggianti, e quel raccolto portava denaro vero nelle case della frazione, tanto che si racconta che bastasse a mettere insieme la dote delle figlie.
La sagra è nata nel 2023 per iniziativa dell'APS La Zabatta, associazione di promozione sociale fondata nel 2019 e presieduta da Bruno Capitano, radicata in quella striscia di campagna che si distende fra Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano. L'obiettivo dichiarato non è soltanto la festa: l'associazione lavora perché intorno al gelso nasca una filiera vera, con la cura dei gelseti della contrada e la trasformazione artigianale dei frutti, così che il valore di questa coltivazione resti sul territorio. La manifestazione si svolge lungo via Recupe, nello spazio antistante il plesso scolastico della frazione, e negli anni ha ottenuto il patrocinio del Comune di Ottaviano e del Parco Nazionale del Vesuvio.
Il gelso qui non è un dettaglio decorativo: è il filo conduttore di tutta la proposta gastronomica degli stand. Fra i piatti e i prodotti che si incontrano più spesso lungo il percorso della sagra:
La stagionalità è rigorosa: la sagra si tiene sempre nei primi giorni di luglio proprio perché è allora che le more di gelso raggiungono la piena maturazione e il massimo del sapore.
Le serate hanno un impianto collaudato, con direzione artistica affidata negli anni a Sasà Giordano e conduzione dal palco curata dai portavoce dell'associazione. Il programma alterna concerti di musica popolare napoletana, tammurriate e gruppi di danze tradizionali a momenti pensati per i più piccoli, con il teatro dei laboratori giovanili dell'associazione, e a spazi dedicati ai ragazzi del quartiere. Non mancano la lotteria di beneficenza e, in alcune edizioni, appuntamenti sportivi mattutini come la corsa podistica che attraversa la frazione. È una festa di paese nel senso più pieno: si balla in strada, ci si siede accanto a chi ha raccolto i frutti la mattina stessa e si resta fino a tardi.
Ottaviano è uno dei comuni del versante orientale del Vesuvio, in Campania, uno dei comuni compresi nel Parco Nazionale del Vesuvio, che ha concesso il proprio patrocinio alla manifestazione. Venire alla Sagra delle Ceveze può essere l'occasione per unire la festa a una giornata sul vulcano: i sentieri del Parco e i paesi agricoli intorno — San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Somma Vesuviana — compongono un itinerario in cui la lava, i frutti e la tavola raccontano la stessa storia.
L'appuntamento è fisso all'inizio di luglio, su due o tre serate, con inizio in genere nel tardo pomeriggio e attività che proseguono fino a notte. Trattandosi di una manifestazione di quartiere, il programma dettagliato viene pubblicato pochi giorni prima sui canali dell'APS La Zabatta: conviene verificare orari e ospiti prima di mettersi in viaggio.
Nel 2026 la Sagra delle Ceveze ha spostato l'appuntamento alla seconda settimana di luglio, con due serate consecutive — venerdì 10 e sabato 11 luglio — nella frazione Zabatta di Ottaviano, in provincia di Napoli. La formula è rimasta quella costruita dall'APS La Zabatta nelle edizioni precedenti: la strada che diventa piazza, i tavoli all'aperto, gli stand gestiti dai volontari e dalle famiglie della frazione.
Il protagonista annunciato è ancora una volta il gelso nero, l'«oro nero del Vesuvio» che dà il nome alla sagra e che negli anni ha imposto i suoi piatti simbolo: le ceveze fresche appena raccolte e i primi piatti al pesto di gelse, accanto a confetture, sciroppi e alla cucina popolare vesuviana.
Le cronache locali hanno segnalato per entrambe le sere l'abbinamento fra stand gastronomici, musica e folklore, la cifra con cui l'associazione costruisce il cartellone fin dal 2023. L'edizione 2026 si è svolta come sempre nel Comune di Ottaviano, in Campania, all'interno del perimetro del Parco Nazionale del Vesuvio.
In auto: autostrada A3 Napoli–Salerno, uscita Torre Annunziata Sud o Scafati, poi indicazioni per Ottaviano; in alternativa SS268 del Vesuvio, uscita Ottaviano. La località Zabatta si trova nella campagna fra Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano, lungo via Recupe, nello spazio davanti al plesso scolastico. In treno: linea Circumvesuviana EAV Napoli–Sarno, stazione di Ottaviano, poi breve tragitto in auto o taxi fino alla frazione. In aereo: aeroporto di Napoli-Capodichino, a circa 25 km.
Si parcheggia lungo le strade della frazione e nelle aree indicate dai volontari; nelle serate di maggiore affluenza conviene arrivare presto.
Le fonti consultate non segnalano un biglietto d'ingresso: come nella maggior parte delle sagre di paese si accede liberamente all'area e si paga solo quanto si consuma agli stand gastronomici.
Portare contanti (gli stand non sempre accettano carte), scarpe comode e, se si viaggia con bambini, considerare che gli spettacoli serali si protraggono fino a tarda ora. Per dormire, l'offerta più ampia è a Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano e lungo la costa vesuviana.
APS La Zabatta – via Recupe 27, 80044 Ottaviano (NA) – tel. +39 328 4874813 – www.apslazabatta.it
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Località Zabatta – Via Recupe
Via Recupe, località Zabatta, 80044 Ottaviano