Il voto di Comiso al suo patrono, ogni 11 gennaio, in memoria del grande terremoto del Val di Noto
Nel cuore dell'inverno ibleo, ogni 11 gennaio, la città di Comiso, in provincia di Ragusa, si raccoglie attorno al suo patrono San Biagio Martire per ricordare le vittime del grande terremoto del 1693, una delle catastrofi più drammatiche della storia della Sicilia orientale. La popolazione comisana attribuisce all'intercessione del santo la salvezza di gran parte della comunità da quel disastro che colpì duramente il Val di Noto e il Val Demone: da allora la città scioglie ogni anno il proprio voto, in un appuntamento che intreccia fede, memoria e identità collettiva.
La commemorazione ruota attorno alla Chiesa Madre e alla Chiesa di San Biagio, edificio ricostruito agli inizi del Settecento sulle rovine dell'antica chiesa danneggiata proprio dal sisma del 1693. Pochi giorni prima, il simulacro del patrono viene traslato nella Chiesa Madre, dove resta esposto alla devozione dei fedeli. Il momento più intenso è quello dei Vespri solenni del pomeriggio: secondo una tradizione molto sentita, l'organo della chiesa simula il tremore della scossa sismica, seguito dal canto del Te Deum di ringraziamento. È un istante di forte impatto emotivo, in cui la comunità rivive simbolicamente la paura e poi la gratitudine dei propri avi.
Al calare della sera il simulacro di San Biagio viene portato in processione lungo le strade del centro storico, accompagnato dal Corpo bandistico Diana di Comiso e seguito dalle confraternite, dai fedeli e dai numerosi devoti. Il corteo attraversa via Mons. Rimmaudo, piazza Fonte Diana, via Di Vita, via Umberto, via Casmene, via Veneto, via Puglie, viale della Resistenza e via San Biagio, per concludersi nella chiesa del santo, dove il simulacro viene ricollocato sull'altare maggiore.
Questa ricorrenza invernale non va confusa con la festa patronale estiva, che si celebra la seconda domenica di luglio con i caratteristici fioretti dei devoti, gli 'ntocci (ceri votivi) e una grande partecipazione popolare. La commemorazione di gennaio ha invece un carattere più intimo e raccolto, tutto incentrato sulla memoria del terremoto e sul ringraziamento. Per chi visita la Sicilia sud-orientale e la zona iblea, è un'occasione preziosa per cogliere l'anima più autentica e devozionale di Comiso, città barocca patria di Salvatore Fiume e Gesualdo Bufalino.
L'edizione 2026, celebrata l'11 gennaio, ha segnato il 333° anniversario del terremoto del 1693. La comunità comisana si è ritrovata attorno al patrono San Biagio per un'intensa giornata di memoria e devozione, guidata da don Fabio Stracquadaini, parroco di Santa Maria delle Stelle, con la partecipazione delle confraternite e di numerosi fedeli.
Al termine il simulacro è stato ricollocato sull'altare maggiore della Chiesa di San Biagio. La processione è stata accompagnata dal Corpo bandistico Diana di Comiso. La consueta messa serale delle 18:30 non è stata celebrata a motivo degli eventi commemorativi.
Ogni anno l'11 gennaio. Le celebrazioni nella Chiesa Madre si svolgono al mattino, i Vespri nel primo pomeriggio e la processione serale lungo il centro storico.
Comiso si trova in provincia di Ragusa, in Sicilia. In auto si raggiunge tramite la SS115. La città è servita dall'aeroporto di Comiso (Pio La Torre), a pochi chilometri. La stazione ferroviaria collega Comiso alla linea Ragusa-Siracusa.
Evento religioso a partecipazione libera e gratuita. Le celebrazioni si tengono nella Chiesa Madre e nella Chiesa di San Biagio.
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Chiesa di San Biagio e Chiesa Madre
Via San Biagio, 97013 Comiso