Il Venerdì Santo nella città buia, tra fiaccole, battenti e canti della Passione
Nel calendario delle feste della Costiera Amalfitana esiste una serata in cui la città più famosa del litorale rinuncia alla propria luce. Il Venerdì Santo, al calare del sole, il Comune di Amalfi dispone lo spegnimento di tutte le luci che affacciano sulla pubblica via: le vetrine si oscurano, i lampioni si spengono e il centro storico resta illuminato soltanto dalle fiaccole, dai bracieri e dai lampioncini portati a mano. È in questa penombra che prende forma la Processione del Cristo Morto, uno dei riti più intensi della Settimana Santa in Campania.
Custode della tradizione è la Reale Arciconfraternita Maria Santissima Addolorata, nata ad Amalfi nella seconda metà del XVII secolo sulla scia dell'Oratorio dei Padri Filippini. L'arcivescovo Simposio Caravita ne promosse la nuova chiesa, inaugurata nel 1765, e il sodalizio ottenne il riconoscimento regio di Ferdinando IV nel 1777: da qui il titolo di «Reale» che ancora oggi lo accompagna. Accanto alla processione, la confraternita cura opere di carità e la valorizzazione del proprio patrimonio, come la Cripta-Oratorio di San Filippo Neri, restaurata nel 2013 e visitabile su richiesta.
Il corteo muove dalla sede dell'Arciconfraternita e attraversa i vicoli del centro. Ad aprirlo sono i battenti, confratelli incappucciati con la veste bianca e il lampioncino in mano, eredi delle antiche confraternite di disciplinati: il loro passo lento scandisce l'intera serata. Dietro di loro avanza la statua ottocentesca del Cristo Morto, portata a spalla, seguita dall'immagine della Madonna Addolorata. Il silenzio della città è rotto soltanto dalla voce del coro.
La parte musicale è uno dei tratti che rendono unica la processione amalfitana: un repertorio tramandato di generazione in generazione, che alterna testi latini e italiani.
Le voci si intrecciano in combinazioni polifoniche semplici e austere, alternando parti solistiche e corali: un canto che appartiene alla città intera più che a un singolo esecutore.
Dopo aver attraversato tutta la città, la statua del Cristo viene adagiata nella chiesa di Piazza Municipio; la Madonna Addolorata rientra invece sola nella Cattedrale di Sant'Andrea, e quel ritorno solitario è, per gli amalfitani, il momento più commovente della serata. Nel 2026 il Comune ha disposto il divieto di transito da Via Mansone I a Via Cardinale Marino del Giudice dalle 19.15 alle 22.30, insieme alla sospensione della somministrazione di cibi e bevande lungo il percorso.
La processione non è un episodio isolato. Ad Amalfi la Settimana Santa comincia con la benedizione dei rami d'olivo in Cattedrale la Domenica delle Palme, prosegue il Giovedì Santo con gli altari della reposizione e la Via Crucis che sale da Atrani, e si chiude la Domenica di Pasqua con il pontificale dell'arcivescovo. Riti analoghi, con i loro battenti e le loro confraternite, si ripetono lungo tutta la costa, da Minori a Praiano fino alle Via Crucis viventi di Ravello: un sistema di devozioni che, in Provincia di Salerno, resta fra i patrimoni immateriali più vivi della Campania. Non per questo è un rito garantito: nel 2024 il priore dell'Arciconfraternita segnalò pubblicamente le difficoltà organizzative — costi a carico del sodalizio, reperimento dei battenti, collaborazione degli esercenti per le fiaccole — ricordando che la processione vive del coinvolgimento della città.
L'accesso è libero e gratuito, ma la serata non è uno spettacolo: si partecipa in silenzio, evitando flash e conversazioni. Conviene arrivare con largo anticipo, perché già nel pomeriggio le strade del centro sono affollate, e mettere in conto che le attività commerciali sul percorso restano chiuse durante il passaggio del corteo. Chi vuole seguire l'intero rito può posizionarsi lungo la salita verso il Duomo o nei pressi di Piazza Municipio, dove la processione si conclude.
Venerdì 3 aprile 2026 Amalfi ha rinnovato il suo rito più sentito. Al calare del sole la città si è spenta e il corteo è partito dalla sede della Reale Arciconfraternita dell'Addolorata: prima i battenti con i lampioncini, poi la statua del Cristo Morto e infine la Madonna Addolorata, tra i canti tradizionali del Venerdì Santo amalfitano. Alla fine del percorso la statua del Cristo è stata adagiata nella chiesa di Piazza Municipio, mentre l'Addolorata è rientrata sola nella Cattedrale di Sant'Andrea.
L'ordinanza comunale ha previsto il divieto di transito da Via Mansone I a Via Cardinale Marino del Giudice dalle 19.15 alle 22.30, lo spegnimento di tutte le luci prospicienti la pubblica via nella stessa fascia oraria e la sospensione della somministrazione di cibi e bevande lungo il percorso dalle 18.00 alle 23.00.
Il calendario della Settimana Santa 2026 si è aperto domenica 29 marzo con la benedizione dei rami d'olivo in Cattedrale alle 10.00 e si è chiuso la Domenica di Pasqua, 5 aprile, con il pontificale dell'arcivescovo mons. Orazio Soricelli alle 11.00. Il Sabato Santo, 4 aprile, l'Arsenale della Repubblica ha ospitato alle 18.30 lo Stabat Mater di Pergolesi con l'Orchestra a Plettro della Penisola Sorrentina e l'introduzione teatrale dell'associazione Kaleidos, a ingresso libero; in mattinata, alle 11.30, Piazza della Bussola ha accolto il laboratorio per bambini «Art Children Party — Special Easter Edition».
Ore 10.00, Cattedrale di Sant'Andrea: benedizione dei rami d'olivo e celebrazione solenne.
Al calare del sole: Processione del Cristo Morto, a cura della Reale Arciconfraternita dell'Addolorata. Partenza dalla sede dell'Arciconfraternita, attraversamento del centro storico con i battenti e i lampioncini, deposizione della statua ottocentesca del Cristo nella chiesa di Piazza Municipio e rientro solitario della Madonna Addolorata nella Cattedrale di Sant'Andrea.
Ore 11.30, Piazza della Bussola: «Art Children Party — Special Easter Edition», laboratorio creativo per bambini dedicato alle decorazioni della tavola di Pasqua.
Ore 18.30, Arsenale della Repubblica: Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi con l'Orchestra a Plettro della Penisola Sorrentina e introduzione teatrale dell'associazione culturale Kaleidos. Ingresso libero.
Ore 11.00, Cattedrale di Sant'Andrea: pontificale di Pasqua presieduto dall'arcivescovo mons. Orazio Soricelli, con processione al fonte battesimale.
Amalfi non ha stazione ferroviaria: si arriva in treno fino a Salerno o Vietri sul Mare e si prosegue con gli autobus SITA Sud lungo la Statale 163 Amalfitana, oppure in autobus da Sorrento. Nella stagione turistica funzionano anche i collegamenti marittimi da Salerno, Positano, Minori e Sorrento, con approdo al molo di Amalfi.
Il traffico in costiera è intenso e la sera del Venerdì Santo il centro è chiuso al transito: meglio lasciare l'auto nei parcheggi coperti di Amalfi e muoversi a piedi. Il Comune mette a disposizione l'app «InfoParking Amalfi» per verificare in tempo reale la disponibilità dei posti.
La partecipazione è gratuita. La processione parte al calare del sole; nel 2026 i divieti di transito e lo spegnimento delle luci sulla pubblica via sono stati fissati dalle 19.15 alle 22.30, con sospensione della somministrazione di cibi e bevande sul percorso dalle 18.00 alle 23.00.
Amalfi offre alberghi e B&B nel centro storico, ma nel periodo pasquale la richiesta è altissima: conviene prenotare con mesi di anticipo oppure valutare Atrani, Minori, Maiori e Vietri sul Mare, tutte collegate dagli autobus di linea.
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Centro storico di Amalfi, Cattedrale di Sant'Andrea e Piazza Municipio
Piazza Municipio, 84011 Amalfi