Cavalieri, contrade e cortei in costume nella città etrusca di Tarquinia
Il Palio dell'Anello di Tarquinia riporta in vita una delle tradizioni equestri più antiche della Tuscia: le prime testimonianze d'archivio di giostre a cavallo nell'antica Corneto — l'odierna Tarquinia — risalgono al XIII secolo, e la consuetudine si consolidò nel Quattrocento come momento centrale della vita cittadina, all'epoca in cui la potente famiglia Vitelleschi, con il cardinale Giovanni Vitelleschi, segnava le sorti della città. Dopo una lunga interruzione, la manifestazione è tornata a far sfidare i cavalieri come accadeva all'inizio degli anni Novanta, trasformandosi in una grande festa identitaria per tutta la comunità.
Protagoniste della manifestazione sono le contrade cittadine — tra cui San Martino, Santa Lucia, Santa Margherita, Sant'Antonio, Madonna dell'Ulivo, Santa Maria in Castello, Madonna di Valverde e San Pancrazio — che scendono in campo con dame, cavalieri, sbandieratori, tamburini e musici. Il cuore agonistico è la giostra dell'anello: i cavalieri, lanciati al galoppo, devono infilare in punta di lancia gli anelli e la stella sorretta dal fantoccio del saracino. Precisione, affiatamento tra cavallo e cavaliere e coordinazione di squadra decidono l'assegnazione del drappo.
L'edizione 2026 si è svolta dal 15 al 23 maggio. L'apertura, venerdì 15 maggio alle 21, ha visto il corteo da piazza Cavour a piazza Giacomo Matteotti con la benedizione e il giuramento dei cavalieri, la proclamazione ufficiale dei giochi e la presentazione del drappo firmato dalla pittrice fiorentina Paola Imposimato. Sabato 16 maggio la sfilata storica partita dalla chiesa di Santa Maria in Castello ha rievocato il matrimonio tra Sante Vitelleschi e Costanza dell'Anguillara, con centinaia di figuranti in abiti d'epoca lungo le vie del centro storico. Venerdì 22 maggio piazza Matteotti ha ospitato la gara di arco storico con la Compagnia Arceri Viterbiensis, valida per definire l'ordine di gara, mentre sabato 23 maggio lo stadio Giuseppe Cardoni ha accolto la sfida finale tra le contrade, con la premiazione della contrada vincitrice e del miglior cavaliere.
La manifestazione è accompagnata da un ciclo di conferenze di approfondimento presso la biblioteca comunale Vincenzo Cardarelli: dalle terzerie e contrade cornetane tra tardo Medioevo ed età moderna al benessere degli animali nelle rievocazioni storiche, fino al ruolo dei Vitelleschi nel contesto politico del XV secolo. Una commissione storico-tecnica cura la fedeltà di costumi e cerimoniali.
Il Palio è promosso dal Comune di Tarquinia insieme alla Società Tarquiniense d'Arte e Storia, alla Pro Loco Tarquinia, all'Associazione Pro Tarquinia e all'ASD Palio dell'Anello, con il patrocinio della Regione Lazio e della Provincia di Viterbo. Per chi visita Tarquinia, celebre nel mondo per la necropoli etrusca di Monterozzi, il Palio è l'occasione ideale per scoprire anche l'anima medievale della città: torri, chiese romaniche e vicoli che per una settimana si riempiono di stendardi, costumi e rulli di tamburo.
Dal 15 al 23 maggio 2026 Tarquinia ha celebrato una nuova edizione del Palio dell'Anello e della Rievocazione storica delle Contrade. La settimana si è aperta con la cerimonia di benedizione e il giuramento dei cavalieri in piazza Giacomo Matteotti, davanti al palazzo comunale, ed è culminata sabato 23 maggio con la giostra dell'anello allo stadio Giuseppe Cardoni, dove le contrade si sono contese il drappo realizzato da Paola Imposimato. Tra gli ospiti, i gruppi storici della contrada San Giorgio di Soriano nel Cimino e della contrada Santa Maria di Nepi, oltre agli arcieri della Compagnia Arceri Viterbiensis.
In auto: autostrada A12 Roma-Civitavecchia, uscita Tarquinia, poi SS1 Aurelia. In treno: stazione di Tarquinia sulla linea Roma-Pisa, collegata al centro storico con bus urbani. In aereo: aeroporto di Roma Fiumicino a circa 90 km.
Gli appuntamenti nelle piazze e nelle vie del centro storico sono ad accesso libero. La giostra finale si svolge allo stadio Giuseppe Cardoni.
Per il corteo storico del sabato conviene arrivare in anticipo lungo il percorso tra Santa Maria in Castello e piazza Cavour. Maggio è ideale anche per visitare la necropoli etrusca di Monterozzi e il Museo archeologico nazionale.
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Centro storico e stadio Giuseppe Cardoni
Piazza Giacomo Matteotti, 01016 Tarquinia