Il tappeto d'arte effimera del Corpus Domini, realizzato interamente con materiali di recupero
L'Infiorata di Gallicano nel Lazio è uno degli appuntamenti più identitari del calendario primaverile della Città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio. Nel fine settimana della solennità del Corpus Domini, le vie del centro storico del Comune di Gallicano nel Lazio si coprono di quadri figurativi che, tutti insieme, compongono un tappeto continuo di circa 250 metri, suddiviso in una venticinquina di composizioni realizzate a mano nella notte che precede la processione.
Ciò che distingue Gallicano dalle altre infiorate italiane è la scelta, ormai divenuta il suo marchio di fabbrica, di rinunciare completamente ai fiori. I quadri vengono composti con segatura e truciolato di legno, sabbie naturali, polveri di marmo, sale colorato, fondi di caffè e pigmenti minerali: materiali di scarto, recuperati e selezionati, che permettono di ottenere una tavolozza molto ampia di tonalità senza consumare risorse. È da qui che nasce la definizione, ripresa dalla stampa locale e regionale, di prima infiorata italiana interamente sostenibile.
La consuetudine dell'infiorata a Gallicano affonda le radici nella fine dell'Ottocento, dentro il solco più ampio delle infiorate del Corpus Domini diffuse fra Lazio, Umbria e Campania, la cui origine devozionale risale al Seicento. Il rito è rimasto sostanzialmente immutato nella sua struttura: si lavora la sera e la notte del sabato, si ammira il risultato la domenica mattina, e al passaggio della processione eucaristica il tappeto viene attraversato e infine, per tradizione, disfatto — spesso dai bambini del paese. È la bellezza effimera che dà senso all'intera manifestazione.
Ogni edizione è dedicata a un tema spirituale e coinvolge oltre cinquecento persone tra volontari, associazioni, parrocchia, artisti e studenti. Negli anni la manifestazione ha costruito collaborazioni con l'Accademia di Belle Arti di Roma e con l'università RUFA, e ha dato vita al progetto didattico Scuola dell'Infioratore, realizzato con l'Istituto Comprensivo di Gallicano nel Lazio: i bozzetti degli alunni vengono selezionati e riprodotti tra i quadri ufficiali, così che la tecnica venga trasmessa alle nuove generazioni.
Gallicano nel Lazio è un borgo dei Monti Prenestini a poca distanza da Palestrina e da Tivoli: la visita all'Infiorata si combina facilmente con una giornata tra i siti archeologici e i panorami della valle dell'Aniene. Nei giorni della manifestazione sono in genere proposte visite guidate al centro storico e mostre dei disegni preparatori, che permettono di capire il lavoro che sta dietro a ciascun quadro.
L'edizione 2026 ha confermato la formula che ha reso Gallicano un caso unico nel panorama delle infiorate italiane: nessun petalo, ma soltanto materiali di recupero. Il tema scelto, «Ama e fa' ciò che vuoi», è stato interpretato dagli artisti come un percorso interiore dalla fragilità alla luce, ed è stato declinato in ventisei composizioni distribuite tra Piazza della Rocca e le vie del borgo. Il manifesto dell'edizione porta la firma dell'artista Alessia Forconi.
Ampio spazio è stato dato al progetto Scuola dell'Infioratore, nato con l'Istituto Comprensivo di Gallicano nel Lazio: quattro disegni realizzati dagli studenti sono entrati tra i quadri ufficiali. La manifestazione è stata organizzata dal Comitato Gruppo di Volontari dell'Infiorata con il patrocinio del Comune e la collaborazione della Parrocchia Sant'Andrea Apostolo, dell'Accademia di Belle Arti di Roma e dell'università RUFA.
In auto: da Roma, via A24 uscita Tivoli oppure via Casilina/SS155 in direzione Palestrina; il borgo dista circa 35 km dal Grande Raccordo Anulare. In treno: stazione di Zagarolo o di Palestrina sulla linea Roma-Cassino, poi bus Cotral per Gallicano nel Lazio.
L'accesso all'Infiorata è gratuito. I quadri vengono realizzati nella serata e nella notte del sabato e sono visibili la domenica mattina, fino al passaggio della processione del Corpus Domini.
Le vie del centro storico sono chiuse al traffico: conviene parcheggiare all'esterno del borgo e proseguire a piedi. Scarpe comode consigliate per il selciato in salita.
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Centro storico di Gallicano nel Lazio