Canti, danze e memoria bengalese a Torpignattara
Nel quartiere di Torpignattara, nel Municipio V del Comune di Roma, la Giornata Internazionale della Lingua Madre non è soltanto una ricorrenza sul calendario dell'UNESCO: è una festa vera, fatta di voci, strumenti, piatti condivisi e bambini che cantano nella lingua dei genitori. Dal 2014 il centro interculturale Asinitas, in via Policastro 45, ospita ogni fine febbraio un appuntamento diventato uno dei momenti più attesi della vita associativa del quartiere e, più in generale, della Regione Lazio in materia di dialogo interculturale.
La data scelta dall'UNESCO ricorda il 21 febbraio 1952, quando a Dacca alcuni studenti universitari furono uccisi dalla polizia mentre manifestavano per il riconoscimento della lingua bengalese. Da quel movimento — il Bhasha Andolan — nacque una coscienza linguistica che il Bangladesh propose poi all'UNESCO come simbolo universale: nel 1999 il 21 febbraio è diventato la Giornata Internazionale della Lingua Madre. Ad Asinitas quella memoria è viva e concreta, perché Torpignattara ospita una delle comunità bangladesi più numerose d'Italia.
L'anima della festa è Sushmita Sultana, mediatrice interculturale e a sua volta ex allieva della scuola di italiano per donne di Asinitas. Da anni dirige Sanchary Sangeetayan, scuola di canto, arte e danza bengalese che coinvolge ogni anno decine di bambini e ragazzi di seconda generazione. Il suo lavoro è un ponte fra Italia e Bangladesh: insegnare la lingua bangla, l'armonium, la tabla e le danze tradizionali significa restituire ai più giovani una ricchezza culturale che la scuola italiana, da sola, non potrebbe custodire.
Il palco di Asinitas diventa un mosaico di voci. Accanto al coro bengalese si esibiscono formazioni nate nel quartiere e a Roma, come il Coro Multietnico Romano Balzani, cresciuto all'interno della scuola primaria Simonetta Salacone, e il coro femminile Le Coeur, che porta canti popolari italiani e dialetti regionali. Il repertorio passa dall'Ekusher Gaan, il canto commemorativo del movimento linguistico bengalese, alle letture di poesia, fino a Bella Ciao: un accostamento che dice bene lo spirito della giornata.
Quando la data cade nel mese di Ramadan, la festa si chiude al tramonto con l'iftar, la rottura del digiuno: si mangia seduti sui tappeti, tutti insieme, credenti e non credenti. È probabilmente il momento più bello, quello in cui la giornata smette di essere uno spettacolo e diventa semplicemente una comunità che sta a tavola.
La festa è la parte visibile di un lavoro che dura tutto l'anno. Asinitas porta avanti corsi di lingua madre — bengalese e arabo — rivolti ai bambini del quartiere, con percorsi di sostegno anche per gli esami riconosciuti dalle rappresentanze diplomatiche. Queste attività si inseriscono nei progetti di rete di Torpignattara, insieme agli istituti comprensivi, alle biblioteche di zona e alle associazioni che animano il territorio.
Non è un festival costruito per il pubblico turistico e non ha biglietteria: è una festa di quartiere aperta a chi vuole partecipare. Proprio per questo è una delle occasioni più autentiche per capire come si vive la Roma contemporanea al di fuori del centro storico, in un quartiere dove convivono decine di lingue e dove l'italiano si impara — e si insegna — ogni giorno.
Il 26 e 27 febbraio 2026 il centro interculturale Asinitas ha ospitato una delle edizioni più partecipate della festa. Il titolo scelto, Orgoglio della mia lingua, riassumeva bene l'intento: rivendicare senza timidezza il diritto di ciascuno a cantare, pregare e raccontarsi nella propria lingua madre.
La giornata è stata costruita attorno a tre cori. Il coro bengalese di Sanchary Sangeetayan, diretto da Sushmita Sultana insieme a Mitu, riuniva bambini, ragazzi e adulti; il Coro Multietnico Romano Balzani, nato nella scuola primaria Simonetta Salacone e diretto da Roxana Ene, ha portato il repertorio delle tante provenienze del quartiere; il coro femminile Le Coeur, diretto da Daniela De Angelis, ha proposto canti popolari italiani e brani in dialetto.
Fra un'esibizione e l'altra si sono alternate danze tradizionali bengalesi, letture di poesia, accompagnamenti di armonium e tabla e l'esecuzione dell'Ekusher Gaan, il canto che ricorda i martiri del movimento linguistico del 1952. Non è mancata Bella Ciao, cantata insieme.
Al tramonto la festa si è chiusa con l'iftar: la rottura del digiuno di Ramadan, consumata tutti insieme seduti sui tappeti, ha trasformato lo spettacolo in un pranzo di comunità.
Sede: centro interculturale Asinitas, via Policastro 45 (II piano), Torpignattara, Roma.
Il centro Asinitas si trova in via Policastro 45 (II piano), nel quartiere Torpignattara, Municipio V di Roma. Dalla stazione Termini si raggiunge con la metro A fino a Ponte Lungo o con i bus della linea 105 e 810 in direzione Casilina; le stazioni ferroviarie di Roma Casilina e Roma Prenestina sono a pochi minuti. In auto il quartiere è congestionato e i parcheggi sono scarsi: meglio i mezzi pubblici.
Partecipazione gratuita e aperta a tutti. Trattandosi di spazi associativi con capienza limitata, è consigliabile scrivere a [email protected] o seguire i canali social dell'associazione per conoscere orari e modalità di accesso.
Se la festa si chiude con l'iftar, si mangia seduti sui tappeti: abbigliamento comodo. Portare un dolce o un piatto da condividere è un gesto sempre gradito.
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Centro interculturale Asinitas
Via Policastro 45, II piano, 00177 Roma