La comunità ecuadoriana della Capitale celebra il Primer Grito de la Independencia
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Il 10 agosto è per l'Ecuador la data fondativa: nel 1809 i cittadini di Quito diedero vita al Primer Grito de la Independencia, il primo grido di indipendenza dell'America Latina spagnola. Da quella data discende la Festa Nazionale della Repubblica dell'Ecuador, celebrata ogni anno anche fuori dai confini del Paese, ovunque esista una comunità ecuadoriana organizzata. A Roma, nel Lazio, quella comunità è tra le più radicate d'Italia e da anni si ritrova nel fine settimana più vicino al 10 agosto per le Fiestas Patrias: una giornata di musica, danza e cucina che è insieme celebrazione civica e grande riunione di famiglia allargata.
Il cuore della manifestazione è il palco, dove si alternano gruppi musicali e ballerini delle associazioni ecuadoriane attive nella Capitale. Il repertorio attraversa tutta la geografia sonora del Paese, dalle Ande alla costa del Pacifico: pasillo, sanjuanito, pasacalle, bomba del Chota, insieme alle sonorità più ballabili di cumbia, salsa e merengue che animano la parte serale. I gruppi di danza folkloristica sfilano in abiti tradizionali, con i ricami e i colori delle diverse province ecuadoriane, e il pubblico è chiamato a entrare in pista più che a restare seduto.
La parte gastronomica è una delle ragioni per cui la festa attira anche molti romani curiosi. Si trovano l'encebollado, zuppa di tonno e yuca considerata il piatto nazionale, il ceviche di gamberi in versione ecuadoriana, la fritada di maiale con mais tostato, le empanadas de viento, gli hornados, il bolón de verde a base di platano, e i dolci e le bibite tipiche come la colada morada o i succhi di frutta tropicale. Le postazioni sono gestite direttamente dalle associazioni e dai ristoratori della comunità, che ne fanno anche un'occasione di autofinanziamento.
Le Fiestas Patrias non sono soltanto una festa: sono il momento in cui la collettività ecuadoriana di Roma si rende visibile alla città. L'edizione 2025 è stata inaugurata dal Console Generale dell'Ecuador a Roma, Juan Carlos Apunte Franco, sotto il titolo Somos all'Ecuador, con la partecipazione di associazioni, artisti e gruppi di danza. Accanto al programma artistico trovano spazio banchetti informativi su servizi consolari, tutela dei diritti, scuola e lavoro: un servizio concreto per chi vive lontano dal proprio Paese.
La manifestazione non ha una sede fissa: negli anni si è spostata tra parchi, piazze e spazi polivalenti della periferia est e del quadrante nord-orientale del Comune di Roma, dove la presenza ecuadoriana è più forte. L'edizione più recente si è tenuta nella zona di Casal Bruciato, lungo via di Casal Bruciato. La sede definitiva viene comunicata dagli organizzatori nelle settimane precedenti attraverso i canali social della comunità: è quindi indispensabile verificare luogo e orari prima di mettersi in viaggio.
L'ingresso è pensato come libero e la festa è aperta a tutti, non solo ai connazionali: è una delle occasioni più semplici, a Roma e nel Lazio, per avvicinarsi alla cultura andina senza filtri turistici. Chi arriva da fuori troverà un evento popolare, rumoroso e accogliente, dove si mangia bene e si balla molto, e dove l'italiano e lo spagnolo si mescolano naturalmente.
Nel 2026 il 10 agosto cade di lunedì: come da consuetudine, la celebrazione comunitaria della Festa Nazionale dell'Ecuador a Roma è attesa a ridosso della data ufficiale, nel fine settimana più vicino, per permettere la partecipazione più ampia possibile della collettività ecuadoriana del Lazio.
La formula, consolidata negli anni, prevede una giornata all'aperto con palco per la musica dal vivo, esibizioni dei gruppi di danza folkloristica in abiti tradizionali, area gastronomica gestita dalle associazioni e un momento istituzionale con l'inno nazionale e il saluto delle autorità consolari. L'ultima edizione si è svolta nella zona di Casal Bruciato, ma la sede non è fissa e può cambiare.
Al momento gli organizzatori non hanno ancora diffuso il programma dettagliato né la conferma ufficiale della sede: le informazioni definitive vengono pubblicate sui canali social della comunità ecuadoriana romana e rilanciate dal Consolato Generale dell'Ecuador a Roma. Si consiglia di verificare data, luogo e orari prima di mettersi in viaggio.
La zona di Casal Bruciato, sede dell'edizione più recente, si raggiunge dalla stazione Roma Tiburtina (treni regionali e alta velocità, metro B) con pochi minuti di autobus urbano. In auto, uscita dalla Tangenziale Est verso via Tiburtina; il parcheggio in strada nei giorni di festa può essere difficile.
La sede cambia di anno in anno: controllare sempre l'annuncio degli organizzatori sui canali social della comunità ecuadoriana romana e le comunicazioni del Consolato Generale dell'Ecuador a Roma (via Nomentana 257) prima di spostarsi.
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