Il festival della musica indipendente tra i falò di San Marco e le grotte di tufo di Genazzano
Fuochi nella Notte è uno dei più longevi festival di musica indipendente del Lazio: da oltre vent'anni anima il borgo di Genazzano, in Città metropolitana di Roma Capitale, nei giorni che circondano il 25 aprile. L'idea è semplice e potente: unire l'anniversario della Liberazione, una tradizione popolare secolare e una scena musicale emergente che difficilmente trova palchi altrettanto ospitali. L'organizzazione è affidata all'associazione APS Saltatempo insieme a Radio Underground, realtà storiche dell'associazionismo culturale del territorio prenestino.
Il cuore simbolico della manifestazione sono i Fuochi di San Marco, una consuetudine documentata a Genazzano fin dal 1467: le cataste di legna venivano accese lungo le vie del borgo per riscaldare e accogliere i pellegrini in cammino verso il santuario. Ancora oggi decine di falò si accendono al calare della sera nel centro storico, restituendo alle strade in salita un'atmosfera che è insieme rituale, conviviale e profondamente identitaria. Attorno ai fuochi si aprono le fraschette, le osterie temporanee dove si beve il vino dei Castelli e delle colline prenestine e si mangiano i piatti della tradizione laziale.
La programmazione live è la ragione per cui il festival è seguito ben oltre i confini comunali. Il palco di Piazza San Giovanni ospita una giornata fitta di concerti — spesso otto o nove progetti in cartellone dal primo pomeriggio fino a notte — con una linea artistica che va dal punk al cantautorato, dall'elettronica al rock-blues. Non ci sono grandi nomi da classifica: la scelta dichiarata è dare spazio a band e solisti emergenti della scena romana e nazionale, con una cura nella selezione che ha reso Fuochi nella Notte un piccolo osservatorio sull'indipendente italiano.
Dall'edizione 2026 il festival corre in parallelo con Rupestra, una mostra diffusa che porta i lavori di una trentina di studenti dell'Accademia di Belle Arti di Roma dentro le grotte di tufo scavate sotto il borgo. È un'operazione che riattiva un patrimonio ipogeo altrimenti invisibile e che si accompagna a incontri sulla rigenerazione di questi spazi. Genazzano, del resto, ha un rapporto antico con l'arte contemporanea: qui, tra gli anni Settanta e Ottanta, il critico Achille Bonito Oliva firmò alcune delle sue esperienze curatoriali più celebri, legando il paese alla stagione della Transavanguardia.
Genazzano vale la visita anche a festival spento. Il Castello Colonna domina l'abitato, il Santuario della Madonna del Buon Consiglio è meta di pellegrinaggio da secoli e il cosiddetto Ninfeo del Bramante, ai piedi del borgo, resta uno degli enigmi più affascinanti dell'architettura rinascimentale laziale. Durante il festival tutto questo si attraversa a piedi, tra un falò e un concerto, in una giornata che mescola turismo lento, memoria civile e divertimento.
È una di quelle manifestazioni che spiegano bene cosa può essere un festival di paese quando smette di essere solo sagra: musica seria, arte contemporanea, cibo buono e un fuoco acceso in mezzo alla strada.
Nel 2026 Fuochi nella Notte ha compiuto ventiquattro edizioni ampliando il proprio formato: non più un lungo weekend ma dieci giorni, dal 24 aprile al 3 maggio, con Genazzano trasformata in un percorso continuo tra piazze, fraschette e grotte.
Il venerdì 24 aprile si è aperto alle 18 con le fraschette e l'inaugurazione della mostra Rupestra; alle 21 si sono accesi i Fuochi di San Marco lungo le vie del centro storico.
Il sabato 25 aprile, giornata principale, è iniziato alle 13 con il Pranzo della Liberazione e ha proseguito dalle 15 fino a tarda sera con otto progetti dal vivo in Piazza San Giovanni.
Il 2 maggio una tavola rotonda sulla rigenerazione delle grotte, patrocinata da IN/Arch Lazio, e il dj set di finissage; il 3 maggio il conferimento della cittadinanza onoraria ad Achille Bonito Oliva, che negli anni Settanta e Ottanta legò il proprio nome a Genazzano.
In auto da Roma: autostrada A1 Roma-Napoli, uscita Valmontone, poi SP per Genazzano (circa 20 minuti). In alternativa via SS155 Fiuggi o via Palestrina.
In treno: stazione di Colleferro-Segni-Paliano sulla linea Roma Termini-Cassino, poi autobus Cotral. Collegamenti Cotral anche da Roma Anagnina (metro A).
Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito. I concerti si svolgono in Piazza San Giovanni, generalmente dal primo pomeriggio fino a tarda sera. I falò si accendono al calare del buio, intorno alle 21.
Il centro storico è in salita e con pavimentazione irregolare: scarpe comode indispensabili. Parcheggiare nelle aree esterne al borgo e salire a piedi. Le fraschette funzionano a consumazione, conviene avere contanti.
APS Saltatempo — tel. +39 339 6938428 — [email protected] — www.radiounderground.it
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Piazza San Giovanni e centro storico
Piazza San Giovanni, 00030 Genazzano