Il ciclo invernale del patrono di Pollutri, tra la Sfilata delle Some, il fuoco sacro e le fave miracolose
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel borgo di Pollutri, in provincia di Chieti, il culto di San Nicola affonda le radici in una devozione plurisecolare. La comunità celebra il proprio patrono in due cicli distinti dell'anno: quello primaverile (1-7 maggio), che ricorda la traslazione delle reliquie del santo in Italia, e quello invernale (fine novembre - 6 dicembre), legato alla morte del vescovo di Myra. È proprio il ciclo invernale a custodire i riti più arcaici e spettacolari, tra i più caratteristici di tutto l'Abruzzo.
I festeggiamenti si aprono con la Sfilata delle Some, che si tiene la cosiddetta "domenica delle some". Un tempo erano gli asini, carichi di farina appena macinata al mulino, a percorrere le vie del paese; oggi il corteo è animato da decine di trattori — nell'edizione 2025 se ne sono contati una trentina — che rievocano quel viaggio rituale. La sfilata parte dal Centro Polifunzionale "Paolo Pepe" e si conclude con la "tavolata delle some", un pranzo conviviale della tradizione presso la Casa di San Nicola. Nei giorni precedenti la vigilia, gli uomini raccolgono le offerte con la questua mentre le donne preparano i pani sacri — le "pupatte", le "cavalle" e le pagnotte impresse con il sigillo del santo.
Il cuore della festa è la notte del fuoco del 5 dicembre. Al suono delle campane vengono accese le fascine sul sagrato della chiesa del Santissimo Salvatore, dove nove grandi caldaie di rame — una per ogni rione — cuociono le celebri fave di San Nicola. Attorno ai calderoni si accende la sfida tra gli "attizzatori": la caldaia che raggiunge per prima l'ebollizione riceve il premio, tra l'incitamento della folla. Al termine, le fave appena cotte vengono distribuite ai presenti insieme al pane e al vino. Il rito rievoca il miracolo con cui, secondo la leggenda, San Nicola moltiplicò un pugno di fave per sfamare l'intera popolazione durante una grave carestia del Seicento. Nell'edizione 2025 sono stati cotti sei quintali di fave e preparate oltre duemila pagnotte.
Il 6 dicembre, giorno del patrono, la Messa solenne è seguita dalla processione del busto argenteo del santo, opera di scuola napoletana, portato per le vie del borgo. La giornata si chiude con i fuochi pirotecnici e la riposizione del busto d'argento. La festa unisce così fede, memoria collettiva e convivialità, mantenendo viva l'identità del paese.
Le origini del culto sono antichissime: una chiesa dedicata a San Nicola sorgeva a Pollutri già prima che Bari avviasse la costruzione della sua celebre basilica. Il 2025 ha segnato un traguardo speciale, il IV Centenario del Patrocinio (1625-2025), quattro secoli di devozione ufficiale del paese verso il suo protettore.
Al momento il comitato non ha ancora diffuso il programma ufficiale dell'edizione 2026 delle Feste di San Nicola a Pollutri. In base al calendario consolidato negli anni, il ciclo invernale prevede la Sfilata delle Some nell'ultima domenica di novembre, la novena, la notte del fuoco con la cottura delle fave nelle caldaie di rame il 5 dicembre e la processione del busto argenteo il 6 dicembre. Le date e gli orari precisi saranno comunicati più avanti.
Il ciclo invernale si svolge tra la fine di novembre (Sfilata delle Some) e il 6 dicembre, giorno del patrono. La cottura delle fave si tiene la sera del 5 dicembre sul sagrato della chiesa del Santissimo Salvatore.
Pollutri si trova nell'entroterra della costa dei trabocchi, in provincia di Chieti. In auto si raggiunge dall'uscita autostradale A14 di Vasto Nord, proseguendo verso l'interno. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Vasto-San Salvo, sulla linea adriatica.
La partecipazione ai riti e alla distribuzione delle fave è gratuita. Si consiglia abbigliamento invernale per assistere alla notte del fuoco all'aperto.
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Sagrato della Chiesa del Santissimo Salvatore