I grandi falò, la benedizione degli animali e la sfilata di maschere a cavallo nel borgo dell'Alto Sangro
Nel Comune di Ateleta, borgo dell'Alto Sangro incastonato tra i monti al confine tra la provincia dell'Aquila e il Molise, la Festa di Sant'Antonio Abate è uno degli appuntamenti identitari della comunità. Ricorre ogni anno il 17 gennaio, giorno della festa liturgica del santo protettore degli animali e del fuoco, e affonda le radici nella cultura pastorale e contadina dell'entroterra abruzzese.
Il segno più spettacolare della festa sono i due grandi fuochi rituali che ardono nelle piazze del paese: uno in Piazza XX Settembre, nella parte bassa, e uno in Piazza Carolina, nella parte alta. Le cataste, costruite in forma troncoconica, possono raggiungere i dieci metri di altezza: sono composte prevalentemente di legna di quercia e di faggio, disposta in strati concentrici attorno a un'apertura centrale che favorisce la combustione. Un tempo la raccolta della legna era affidata ai giovani dei diversi quartieri, che si sfidavano nella costruzione del fuoco più imponente; oggi l'organizzazione è curata dal Comune insieme al Comitato della Festa e alla Pro Loco.
Nel pomeriggio la comunità si raccoglie in Piazza XX Settembre, punto di partenza del corteo di maschere a cavallo. Qui il sacerdote impartisce la prima benedizione al fuoco e agli animali: un tempo riservata al bestiame delle stalle, oggi la benedizione riguarda soprattutto gli animali domestici, testimoniando la trasformazione del mondo agricolo. Il corteo, preceduto dal parroco e accompagnato da una banda di ottoni e da altre maschere, si snoda quindi fino a Piazza Carolina, dove viene benedetto il secondo fuoco. Le maschere a cavallo appartengono alla tradizione carnevalesca locale: la festa di Sant'Antonio coincide infatti con l'apertura del Carnevale, e i due momenti si intrecciano in un unico rito collettivo.
Ateleta è un comune di fondazione relativamente recente, nato nel 1811 per volontà borbonica, e la festa accompagna la vita del borgo da generazioni. Riconosciuta come patrimonio immateriale e documentata nel Catalogo dei Beni Culturali tra le "feste dei fuochi" d'Abruzzo, la manifestazione è un esempio vivo di come fede, cultura contadina e teatro popolare si fondano nell'inverno abruzzese. Attorno ai falò non mancano il cibo della tradizione e la musica in piazza, che scaldano i partecipanti nelle rigide serate di gennaio.
La Festa di Sant'Antonio Abate di Ateleta si inserisce nel più ampio panorama dei riti del fuoco che, ogni 17 gennaio, animano numerosi paesi dell'Abruzzo. A differenza di altre celebrazioni, qui la presenza dei due falò e della sfilata equestre conferisce all'evento una fisionomia particolare, molto sentita dagli abitanti del borgo e apprezzata da chi visita l'Alto Sangro nel cuore dell'inverno.
Ad Ateleta la Festa di Sant'Antonio Abate 2026 si è tenuta il 17 gennaio. Nel pomeriggio la comunità si è riunita in Piazza XX Settembre per la benedizione del primo falò e degli animali, seguita dal corteo di maschere a cavallo accompagnato dalla banda di ottoni fino a Piazza Carolina, dove è stato benedetto e acceso il secondo fuoco. La serata è proseguita nelle piazze del paese tra cibo e musica, rinnovando uno dei riti del fuoco più caratteristici dell'Abruzzo interno.
Ateleta si trova nell'Alto Sangro, in provincia dell'Aquila, vicino al confine con il Molise. In auto si raggiunge dall'uscita autostradale di Roccaraso/Rivisondoli (A25) o da Castel di Sangro, proseguendo lungo le strade provinciali interne. La stazione ferroviaria di riferimento è quella di Castel di Sangro sulla linea Sulmona-Isernia.
La festa si svolge il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate. Le celebrazioni principali (corteo, benedizione e accensione dei falò) si concentrano nel pomeriggio e in serata.
L'evento si svolge all'aperto, in un borgo di montagna: si consiglia abbigliamento invernale pesante. L'ingresso alle piazze e alle celebrazioni è libero e gratuito.
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Piazza XX Settembre e Piazza Carolina