La festa patronale del borgo dell'Alto Vastese, tra devozione e tradizione
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Arroccato a 714 metri di quota su un colle dell'Alto Vastese, il borgo medievale di Carunchio, in provincia di Chieti, dedica ogni anno a metà agosto la sua festa patronale ai due santi protettori: Sant'Antonio Abate, festeggiato il 18 agosto, e San Vincenzo Ferreri, celebrato il giorno successivo. È uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità, che nei giorni centrali dell'estate ritrova le proprie radici in una manifestazione dove la religiosità popolare si fonde con la convivialità e l'accoglienza.
Il cuore della festa è rappresentato dalle processioni che accompagnano le statue dei santi lungo le strette vie del centro storico. Le celebrazioni liturgiche escono dalle chiese e diventano riti collettivi fatti di preghiere, canti e momenti di raccoglimento, permettendo ai fedeli di vivere la propria fede nello spazio pubblico del paese. La tradizione devozionale a Carunchio è custodita da secoli, in particolare dalla Confraternita del Santissimo Sacramento, che affianca la comunità nell'organizzazione delle solennità patronali.
Documentato per la prima volta nel 1173 in una bolla papale, Carunchio conserva un tessuto urbano di grande fascino. Tra i monumenti più significativi spiccano la chiesa di San Giovanni Battista, con il suo portale barocco in pietra e un organo di fine Seicento, la chiesa di Sant'Antonio detta "del Purgatorio", che custodisce tracce di affreschi medievali, e la piccola chiesa di Santa Lucia, legata a un'antica leggenda locale. Passeggiare tra i vicoli durante i giorni di festa significa immergersi nell'anima autentica dell'Abruzzo interno.
La festa dei santi patroni si inserisce in un agosto carunchiese particolarmente vivace, che nei giorni precedenti vede protagonista anche la celebre Ventricina del Vastese, il salame tradizionale di cui Carunchio è considerato uno dei migliori produttori artigianali, tanto da ospitare l'Accademia della Ventricina. Devozione, folklore e gastronomia disegnano così un ritratto completo di questo borgo del Comune di Carunchio, nel cuore dell'Abruzzo appenninico.
Chi partecipa alla festa patronale di Carunchio scopre una dimensione di viaggio esperienziale lontana dal turismo di massa: comunità accoglienti, riti tramandati di generazione in generazione e un paesaggio montano che rende ancora più suggestive le serate di mezza estate nell'entroterra della provincia di Chieti.
Le date e il programma dell'edizione 2026 della festa patronale di Carunchio non sono ancora stati resi noti. Come da tradizione consolidata, la comunità carunchiese celebra Sant'Antonio Abate il 18 agosto e San Vincenzo Ferreri il 19 agosto, con processioni e riti devozionali nel centro storico del borgo, in provincia di Chieti. Si consiglia di verificare le informazioni aggiornate presso il Comune di Carunchio e il comitato organizzatore in prossimità dell'estate.
Carunchio si raggiunge in auto dall'uscita autostradale di Vasto Sud (A14), risalendo verso l'entroterra dell'Alto Vastese lungo la SS86 e le strade provinciali. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Vasto-San Salvo, da cui proseguire con autobus locali o auto a noleggio.
La festa si svolge tradizionalmente il 18 agosto (Sant'Antonio Abate) e il 19 agosto (San Vincenzo Ferreri). Le date dell'edizione 2026 non sono ancora state annunciate ufficialmente.
Il borgo è a 714 metri di altitudine: nelle serate estive può essere utile un capo più coperto. Da abbinare alla festa, l'assaggio della Ventricina del Vastese presso i produttori locali.
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Centro storico di Carunchio