La Svelata del Simulacro e l'ottavario di devozione nella Basilica di Melilli
Nel Comune di Melilli, in provincia di Siracusa, San Sebastiano è venerato come santo patrono con una devozione che attraversa i secoli. Accanto alla grande festa di maggio, il calendario melillese conosce una seconda ricorrenza, più raccolta e profondamente spirituale: la Festa di San Sebastiano del 20 gennaio, che ricorda il dies natalis del martire, ovvero il giorno della sua nascita al cielo. È la celebrazione invernale, vissuta soprattutto dalla comunità locale e dai devoti, lontana dalla folla dei pellegrinaggi primaverili.
Cuore della giornata è la Svelata del Simulacro, momento atteso da tutta la comunità. All'alba, dopo il canto dell'Ufficio delle Letture nella Basilica di San Sebastiano, il simulacro del santo viene svelato sull'altare maggiore al canto del Te Deum, tra la commozione dei fedeli. La statua rimane poi esposta alla venerazione per l'intero ottavario, gli otto giorni che seguono la festa, durante i quali la Basilica accoglie un flusso costante di devoti.
La tradizione melillese fa risalire il culto al 1414, quando una nave naufragò presso l'isola Magnisi e i superstiti attribuirono la salvezza a una statua di San Sebastiano custodita a bordo. Secondo la leggenda, il simulacro divenne miracolosamente pesante per chiunque tentasse di sollevarlo, tranne che per gli abitanti di Melilli: un segno interpretato come la volontà del santo di restare presso la comunità. La statua fu inizialmente collocata nella grotta detta Carcarella, dove già si venerava l'immagine del martire, prima di trovare dimora nella Basilica a lui dedicata.
La Basilica di San Sebastiano, ricostruita dopo il terremoto del 1693 che devastò il Val di Noto, custodisce un notevole patrimonio artistico, tra cui la grande tela di Olivio Sozzi raffigurante la gloria del santo. Durante l'ottavario, dal 21 al 26 gennaio, la Basilica ospita una mostra degli ex voto donati negli anni dai fedeli per devozione o per grazie ricevute, testimonianza viva di un legame popolare mai interrotto.
Le celebrazioni si concludono il 27 gennaio con la Cunsarbata, antico rito di chiusura accompagnato dalla preghiera e dal canto dell'inno a San Sebastiano, da una processione e, secondo gli anni, da spettacolo pirotecnico. La Festa di San Sebastiano di Melilli è iscritta nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia, riconoscimento che ne sottolinea il valore identitario per l'intera Regione.
Per l'edizione 2026 le celebrazioni del 20 gennaio sono iniziate al mattino. A causa delle avverse condizioni meteorologiche, la tradizionale Svelata prevista alle 5:30 non si è potuta tenere: la Basilica di San Sebastiano è stata aperta alle 8:00 e i fedeli hanno trovato il Simulacro già esposto nella nicchia dell'abside.
Le Sante Messe sono state celebrate alle 8:30, alle 10:00 e alle 18:30. Il solenne pontificale serale è stato presieduto dall'Arcivescovo di Siracusa, concelebrato dai sacerdoti di Melilli, con la partecipazione delle autorità civili e militari: durante la celebrazione il Sindaco e l'amministrazione comunale hanno offerto la cera a San Sebastiano a nome dell'intera cittadinanza.
Dal 21 al 26 gennaio la Basilica ha ospitato la mostra degli ex voto, mentre il 27 gennaio le celebrazioni si sono chiuse con la Santa Messa, la processione e la tradizionale Cunsarbata.
Le celebrazioni si svolgono nella Basilica di San Sebastiano, in piazza San Sebastiano a Melilli (SR), nel cuore del centro storico.
In auto: dall'autostrada A18/A19 e dalla SS114, uscita per Melilli; il paese dista circa 25 km da Siracusa e 30 km da Catania. In treno: stazione di Augusta o Siracusa, poi collegamenti su gomma. Aeroporto più vicino: Catania-Fontanarossa.
L'ingresso alle celebrazioni religiose è libero e gratuito. La Svelata si tiene all'alba: chi vuole assistervi deve raggiungere la Basilica nelle prime ore del mattino. Si raccomanda un abbigliamento adeguato al luogo di culto e al clima invernale siciliano.
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Basilica di San Sebastiano
Piazza San Sebastiano, 96010 Melilli