La festa invernale del santo patrono di Botrugno, tra fede, memoria e tradizione salentina
A Botrugno, borgo del basso Salento in Provincia di Lecce, Sant'Oronzo si festeggia due volte l'anno: il 20 febbraio con la Festa piccinna (o Festa del Patrocinio) e il 26 agosto con la grande festa patronale estiva. La ricorrenza invernale, che i botrugnesi chiamano affettuosamente "Santu Ronzu piccinnu" o "la capu te Santu Ronzu", è più raccolta ma non meno sentita: è il momento in cui la comunità si stringe attorno al proprio protettore nel cuore dell'inverno salentino.
La festa del 20 febbraio non è una data casuale. Commemora lo scampato terremoto che il 20 febbraio 1743 colpì l'intera Terra d'Otranto: la tradizione attribuisce a Sant'Oronzo la protezione della popolazione, e da allora il paese rinnova ogni anno il ringraziamento al santo. È una celebrazione che intreccia fede, storia locale e identità comunitaria, tratti tipici delle feste patronali pugliesi.
L'elemento più caratteristico è la processione: per le vie del paese non viene portata la statua intera del santo, ma la sola testa in cartapesta, in ricordo del martirio di Oronzo, decapitato secondo la tradizione insieme ai compagni presso Lecce. Da qui il nome popolare "la capu te Santu Ronzu". La processione parte dalla Chiesa Madre e attraversa il centro storico, accompagnata dalla comunità parrocchiale.
Accanto al momento religioso vive un rito popolare molto amato: la macinula di Sant'Oronzo. Si tratta di una ruota di legno esposta in piazza, addobbata con i prodotti della terra salentina offerti dalla comunità — pomodori, melagrane, peperoni, vino, olio, formaggi — e affiancata dall'estrazione a sorte di un maialino. I biglietti della lotteria alimentano una tradizione di condivisione e solidarietà che accompagna la festa da generazioni.
Botrugno fa parte della rete delle Città Oronziane, l'associazione dei comuni pugliesi legati al culto di Sant'Oronzo, che periodicamente si ritrovano per iniziative comuni. Negli anni recenti la Festa piccinna è diventata anche occasione di incontro istituzionale e culturale tra questi comuni del Salento e della Puglia, con appuntamenti al Palazzo Marchesale del paese.
Vivere la Festa piccinna significa scoprire l'anima autentica di un piccolo comune della Puglia meridionale, lontano dai grandi circuiti turistici: una giornata di devozione, tradizioni popolari e accoglienza salentina.
Nel 2026 la Festa piccinna di Sant'Oronzo a Botrugno ha assunto un rilievo particolare, diventando anche momento di incontro della rete delle Città Oronziane pugliesi. La giornata del 20 febbraio ha unito l'appuntamento istituzionale al Palazzo Marchesale, il momento liturgico nella Chiesa Madre e la storica processione popolare, confermando la vitalità di una tradizione che il piccolo comune della Provincia di Lecce custodisce con orgoglio.
Mattina — Palazzo Marchesale
Pomeriggio — Chiesa Madre e centro storico
Ogni anno il 20 febbraio, giorno del Patrocinio di Sant'Oronzo.
Centro storico di Botrugno (LE), con la Chiesa Madre e il Palazzo Marchesale come luoghi principali. Botrugno si trova nel basso Salento, a breve distanza da Maglie e dalla costa adriatica.
Gli appuntamenti religiosi e civili sono gratuiti e aperti a tutti. La macinula prevede l'acquisto di biglietti della lotteria a offerta libera.
In auto dalla SS275 in direzione basso Salento; la stazione ferroviaria più vicina è servita dalle Ferrovie del Sud Est nella zona di Maglie.
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Chiesa Madre e Palazzo Marchesale