La processione del patrono e la sagra solidale alle pendici del Vesuvio
Pochi luoghi in Italia sono legati al proprio santo quanto San Sebastiano al Vesuvio, Comune della Città metropolitana di Napoli, in Campania, adagiato sulle pendici occidentali del Vesuvio, all'interno del territorio del Parco Nazionale. Qui il patrono non è soltanto una devozione: dà il nome al paese stesso. La solennità di San Sebastiano Martire cade il 20 gennaio e, come ricorda il Comune, la domenica successiva l'effigie del Santo viene portata in processione per le vie dell'abitato, accompagnata dalle principali autorità civili e religiose.
Il centro di tutto è il Santuario diocesano di San Sebastiano Martire, guidato dal parroco don Enzo Cozzolino. Nelle settimane che precedono la festa il Santuario ospita un calendario fitto di celebrazioni: la novena, le confessioni, le messe con i diversi gruppi parrocchiali e le concelebrazioni solenni presiedute dai vescovi della Chiesa di Napoli. Nel 2026 i riti legati alla solennità sono cominciati già domenica 11 gennaio, per culminare due settimane più tardi.
Il momento più atteso resta la processione del simulacro del Santo, che nel pomeriggio della domenica esce dal Santuario portato a spalla e attraversa il paese con otto soste nei diversi rioni, così che ogni zona possa accogliere il patrono davanti alla propria strada. Il rientro serale della statua in Santuario, tra fedeli, luminarie e applausi, è il vero epilogo emotivo della giornata: la benedizione conclusiva viene impartita dal vescovo che presiede la celebrazione finale.
Accanto ai riti religiosi c'è da quasi trent'anni un appuntamento diventato altrettanto identitario: la Sagra do' zuffritte, sasicc' e friariell', che si tiene il sabato che precede la processione, dalle ore 19, alle cosiddette bottegucce di Piazza Belvedere. Si degustano i piatti più popolari della tradizione napoletana — il soffritto (o zuppa forte), le salsicce e i friarielli — preparati dai volontari della comunità parrocchiale e dell'Oratorio Don Bosco, con momenti musicali affidati ai giovani della parrocchia. L'ingresso è libero e l'intero ricavato è devoluto alla Caritas parrocchiale, a sostegno delle famiglie del territorio in difficoltà: è questo che ha fatto guadagnare all'evento il soprannome di «sagra della solidarietà». L'iniziativa gode del patrocinio dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio e del Comune di San Sebastiano al Vesuvio.
Il 2026 ha riservato al paese un evento fuori dall'ordinario: dal 23 al 31 maggio le reliquie di San Sebastiano, provenienti dalla Basilica di San Sebastiano fuori le Mura sull'Appia Antica a Roma, sono state accolte nel Santuario diocesano, rimasto aperto ventiquattro ore su ventiquattro per consentire la venerazione dei fedeli, giunti a migliaia anche dai comuni vicini. Domenica 31 maggio una processione straordinaria ha attraversato le vie del paese. Resta comunque quella di gennaio la festa patronale ricorrente, l'appuntamento annuale della comunità.
A San Sebastiano al Vesuvio i riti della solennità del patrono sono iniziati domenica 11 gennaio 2026 nel Santuario diocesano, con il calendario di celebrazioni pubblicato dal Comune e dalla comunità parrocchiale guidata da don Enzo Cozzolino.
Domenica 18 gennaio la concelebrazione solenne delle 11.30 è stata presieduta dal cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli. Martedì 20 gennaio è ricorsa la solennità liturgica di San Sebastiano Martire, giorno del patrono.
Sabato 24 gennaio, dalle ore 19, le bottegucce di Piazza Belvedere hanno ospitato la XXIX Sagra do' zuffritte, sasicc' e friariell', promossa dalla comunità del Santuario e dall'Oratorio Don Bosco con il patrocinio dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio e del Comune: soffritto, salsicce e friarielli serviti dai volontari, musica affidata ai giovani della parrocchia e ricavato interamente devoluto alla Caritas parrocchiale per le famiglie in difficoltà.
Il culmine è arrivato domenica 25 gennaio: alle 11.30 la concelebrazione solenne presieduta da monsignor Beniamino Depalma, arcivescovo emerito di Nola; alle 14.30 l'uscita del simulacro per la processione con otto soste nei rioni del paese; alle 20 il rientro della statua in Santuario con la benedizione di monsignor Gaetano Castello, vescovo ausiliare di Napoli, che ha poi presieduto la concelebrazione conclusiva delle 20.30.
Il 2026 ha riservato al Comune anche un evento straordinario fuori calendario: dal 23 al 31 maggio le reliquie di San Sebastiano, giunte dalla Basilica di San Sebastiano fuori le Mura di Roma, sono state accolte nel Santuario diocesano — rimasto aperto ventiquattro ore su ventiquattro — con una processione straordinaria domenica 31 maggio dalle ore 15.
Santuario diocesano di San Sebastiano Martire e vie del centro di San Sebastiano al Vesuvio (NA), Campania. La sagra si svolge alle bottegucce di Piazza Belvedere.
In auto: dall'A3 Napoli-Salerno uscita Ponticelli o Torre del Greco, poi direzione Massa di Somma / San Sebastiano al Vesuvio. Nei giorni della processione diverse strade del centro sono chiuse al traffico: conviene parcheggiare in periferia e proseguire a piedi.
Con i mezzi: da Napoli si raggiunge il paese con gli autobus di linea per l'area vesuviana; la stazione della Circumvesuviana più comoda è quella di San Giorgio a Cremano, poi collegamento su gomma.
Tutte le celebrazioni e la processione sono a ingresso libero. Anche la sagra è gratuita: si contribuisce con un'offerta destinata alla Caritas parrocchiale.
A gennaio le serate sono fredde e umide: vestirsi a strati. Per la processione conviene arrivare in anticipo nei pressi del Santuario. Informazioni aggiornate sul calendario dei riti vengono pubblicate ogni anno dal Santuario e dal Comune di San Sebastiano al Vesuvio.
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