Quattro giorni di fede, musica e tradizione nel borgo della ceramica
Ogni anno, nei giorni intorno al 13 giugno, Cerreto Sannita — comune di poco più di tremila abitanti in provincia di Benevento, nel cuore della Valle Telesina, in Campania — vive la sua festa più sentita. Sant'Antonio di Padova non è soltanto il patrono della città: è anche patrono dell'intera Diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti, e questo dà alla ricorrenza una dimensione che va ben oltre i confini del paese, richiamando fedeli da tutta la valle e dal Sannio beneventano.
Il culto antoniano a Cerreto è antichissimo. Già nel 1244, appena tredici anni dopo la morte del Santo a Padova, i frati francescani fondarono nell'antico abitato un convento con una chiesa dedicata a Sant'Antonio; la devozione popolare è documentata almeno dal 1616. Il passaggio decisivo arriva però nel 1731, quando il vescovo Francesco Baccari proclamò ufficialmente Sant'Antonio di Padova patronus principalis della città. Nel frattempo il terremoto del 5 giugno 1688 aveva raso al suolo il borgo antico: Cerreto fu ricostruita più in basso secondo il piano regolare di Giovanni Battista Manni, e con essa la chiesa e il convento del Santo, che ancora oggi conservano pavimenti in ceramica cerretese del Settecento.
Il cuore della festa è la statua d'argento del patrono, realizzata nel 1656 dallo scultore napoletano Antonio Perillo grazie al lascito di una ricca famiglia cerretese. All'altezza del petto, dietro un vetro, è custodito un frammento di stoffa appartenuto al Santo. È proprio a questa reliquia che la tradizione locale lega il miracolo del 1721: il giovane Giovan Camillo Rosati, che una febbre violenta aveva reso muto per più di un mese, riacquistò la parola dopo averla baciata. L'episodio, verbalizzato da un notaio, rafforzò a tal punto la devozione cittadina da condurre, dieci anni dopo, alla proclamazione del patronato.
La festa non si esaurisce in una giornata. Tutto comincia con la Tredicina, tredici giorni di preghiera con Santa Messa quotidiana nella Chiesa di Sant'Antonio, e culmina nella vigilia e nella solennità del 13 giugno. Sono giorni scanditi da gesti che i cerretesi conoscono a memoria:
Accanto al programma religioso corre quello civile, che ha il suo palcoscenico naturale in Piazza Luigi Sodo, intitolata al vescovo cerretese dell'Ottocento. Ogni sera si alternano concerti bandistici — vera specialità delle feste patronali del Sud, con bande invitate da altre regioni — spettacoli musicali, tributi e formazioni giovanili del territorio, come l'orchestra inclusiva della cooperativa sociale iCare e il Liceo Musicale Carafa-Giustiniani. Il centro storico si accende di luminarie già alcuni giorni prima, e i festeggiamenti si chiudono con lo spettacolo piromusicale che illumina il cielo della Valle Telesina.
Alla festa è legata anche una piccola tradizione golosa e solidale: il Dolce di Sant'Antonio, ispirato all'usanza padovana del pane offerto ai poveri dai frati, viene preparato dal laboratorio di pasticceria sociale DolceMente e offerto durante le messe della vigilia e della solennità.
Chi arriva per la festa scopre uno dei borghi più particolari della Campania interna. Ricostruita dopo il 1688 con un impianto urbanistico a scacchiera raro nel Mezzogiorno, Cerreto Sannita è celebre per la sua ceramica artistica: fu il maestro Nicolò Russo, giunto in paese con la ricostruzione, a essere considerato il padre della ceramica cerretese, e da allora generazioni di artigiani ne hanno tramandato smalti e decori. Le botteghe del centro sono aperte anche nei giorni della festa.
La festa è l'occasione migliore per vedere Cerreto Sannita nella sua veste più autentica: un paese piccolo che per quattro giorni si riempie di musica, di luci e di gente, fra le colline del Matese e del Titerno. Tutti gli appuntamenti, religiosi e civili, sono a ingresso libero.
Quattro giorni di fede, musica e tradizione, dal 10 al 13 giugno 2026, per il patrono della città e della Diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti. Le celebrazioni sono state presiedute dal vescovo Mons. Giuseppe Mazzafaro, con la Tredicina iniziata già il 1° giugno nella Chiesa di Sant'Antonio.
Il 12 giugno la benedizione dei gigli al mattino e, alle 18.30, la processione con la storica statua d'argento verso la Chiesa di Sant'Antonio, seguita dai Vespri. Sabato 13, giorno della solennità, la statua è stata traslata nella Chiesa di San Martino Vescovo per la concelebrazione eucaristica delle 11.00; in serata la Messa delle 19.00 e la processione per le vie del centro storico, chiusa dalla benedizione e dalla venerazione delle reliquie in Piazza Luigi Sodo.
Sul versante civile, la piazza ha ospitato ogni sera un appuntamento diverso: il progetto MusicLab della cooperativa sociale iCare, lo spettacolo Scantinato 10, il concerto del Liceo Musicale Carafa-Giustiniani e il tributo agli 883 Quelli della mala, prima del gran finale con il concerto bandistico Città di Bisceglie e lo spettacolo piromusicale.
Luminarie della ditta Iacelli accese nel centro storico dal 9 giugno; spettacolo piromusicale curato dalla ditta Pannella al termine della processione del 13 giugno.
Distribuzione del «Dolce di Sant'Antonio» preparato dal laboratorio di pasticceria sociale DolceMente della cooperativa iCare, in occasione delle messe del 12 e 13 giugno nella Chiesa di Sant'Antonio e nella Chiesa di San Martino Vescovo.
In treno: la stazione di riferimento è Telese-Cerreto, sulla linea Napoli-Foggia, servita dai regionali per Benevento, Caserta, Napoli e Roma; dista circa 11 km dal centro di Cerreto Sannita, con collegamenti in autobus (Autolinee Ferrazza) e taxi dal piazzale della stazione.
In auto: si raggiunge dalla Valle Telesina percorrendo la SS 372 Telesina fino all'altezza di Telese Terme e proseguendo poi verso l'interno; il centro storico è pedonalizzato durante le processioni, conviene lasciare l'auto nei parcheggi periferici.
Ingresso libero e gratuito a tutte le celebrazioni e a tutti gli spettacoli in Piazza Luigi Sodo.
Ricettività diffusa fra B&B e agriturismi di Cerreto Sannita e dei comuni vicini; per una scelta più ampia di alberghi conviene orientarsi su Telese Terme, località termale a una quindicina di minuti d'auto.
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Chiesa di Sant'Antonio, Chiesa di San Martino Vescovo e Piazza Luigi Sodo
Piazza Luigi Sodo, 82032 Cerreto Sannita