La festa del santo patrono di Acquapendente, tra sacro e popolare nell'alta Tuscia
La Festa Patronale di Sant'Ermete è l'appuntamento con cui Acquapendente, storico borgo dell'alta Tuscia in provincia di Viterbo (Lazio), chiude l'estate. Ogni anno, attorno al 28 agosto, giorno liturgico del santo, la comunità si stringe attorno al proprio patrono in una settimana di celebrazioni che uniscono la dimensione religiosa a quella civile e popolare, coinvolgendo l'intero centro storico.
Sant'Ermete fu un martire romano dei primi secoli del cristianesimo, venerato il 28 agosto e patrono principale di Acquapendente. Il suo corpo, secondo la tradizione locale, fu rinvenuto nel 1652 e da allora è custodito e venerato in città : proprio la solenne processione con le reliquie del santo rappresenta il momento più intenso e sentito dell'intera festa.
La Festa di Sant'Ermete conserva riti e figure che ne fanno un patrimonio identitario della comunità . Cuore delle celebrazioni sono l'investitura dei nuovi Cavalieri di Sant'Ermete e la benedizione dei nuovi portatori, che avranno l'onore di sorreggere il corpo del santo durante la processione. Al corteo prendono parte le confraternite del territorio, il gruppo dei portatori, il corteo storico cittadino e la banda musicale, in un intreccio di fede, memoria e appartenenza.
Accanto ai momenti liturgici, il calendario propone concerti di musica sacra nel Duomo, conferenze culturali, spettacoli teatrali in piazza e appuntamenti di intrattenimento serale. La festa si inserisce nel cartellone estivo R-Estate ad Acquapendente, che per tutta la stagione accompagna cittadini e visitatori con musica, teatro, cultura e tradizione.
Non mancano gli appuntamenti più conviviali e amati: la Cena di Sant'Ermete, la Fiera delle merci che invade le vie del centro, la tombola solidale a favore delle realtà del territorio, lo street food a cura delle attività locali e il grande spettacolo pirotecnico che chiude i festeggiamenti illuminando il cielo di Acquapendente. Un equilibrio tra sacro e popolare che, di anno in anno, rinnova il forte legame degli aquesiani con le proprie radici.
Situata all'estremo nord del Lazio, al confine con la Toscana e l'Umbria lungo l'antica Via Francigena, Acquapendente è un borgo ricco di storia e spiritualità , celebre anche per la Festa dei Pugnaloni e per il Santuario del Santo Sepolcro. La festa del patrono è l'occasione ideale per scoprire questo angolo autentico della Tuscia viterbese, lontano dai grandi circuiti turistici.
L'edizione 2026 propone una settimana intera di appuntamenti nel centro storico di Acquapendente, con momenti liturgici, concerti di musica sacra nel Duomo, conferenze, spettacoli teatrali e serate di festa popolare. Filo conduttore restano la devozione a Sant'Ermete e le tradizioni identitarie della comunità : l'investitura dei nuovi Cavalieri di Sant'Ermete, la benedizione dei portatori e la solenne processione con le reliquie del santo. La conferenza e i Vespri pontificali del 28 agosto sono presieduti dal Vescovo di Viterbo, Monsignor Orazio Francesco Piazza.
Acquapendente si trova all'estremo nord della provincia di Viterbo, lungo la Via Cassia (SS2). In auto si raggiunge dall'uscita autostradale A1 di Orvieto (circa 20 km) o di Fabro. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Orvieto, collegata poi da autolinee locali.
Le celebrazioni si svolgono nel centro storico di Acquapendente, con eventi principali in Piazza Girolamo Fabrizio, nel Duomo (Cattedrale del Santo Sepolcro), nella Cappella del Santo Sepolcro e presso il Museo della Città . La festa si tiene dal 25 al 30 agosto 2026, con il giorno principale il 28 agosto.
Gli eventi religiosi, i concerti e gli spettacoli sono a ingresso libero. La fiera e lo street food prevedono naturalmente il costo di acquisti e consumazioni.
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Centro storico e Piazza Girolamo Fabrizio