La tradizione unica del Bambinello portato di casa in casa, nel borgo dei Monti Sicani
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel cuore dei Monti Sicani, arroccato a 710 metri sotto il castello di Federico II, il piccolo Comune di Giuliana (provincia di Palermo) custodisce una delle devozioni popolari più originali dell'isola. La Festa di Gesù Bambino e San Giuseppe, conosciuta dai giulianesi come la festa d'u Bamminu, si svolge nei tre giorni che precedono la ricorrenza di San Giuseppe del 19 marzo e culmina con la solenne processione congiunta delle due statue.
Il cuore della festa è un gruppo ligneo attribuito allo scultore Bagnasco, che raffigura San Giuseppe con il Bambino in braccio. Per l'occasione la figura del piccolo Gesù viene staccata dal gruppo e affidata ai falegnami del paese, che la trasportano nelle abitazioni di Giuliana. In ogni casa la statua viene posata per qualche istante su tutti i letti: un gesto carico di significato che si ispira all'episodio evangelico di Gesù ritrovato nel tempio dopo tre giorni.
La festa è particolarmente legata alle giovani coppie. Secondo un rito antico, i novelli sposi annodano al Bambinello dei nastri, le cosiddette scocche, di colore rosa o celeste a seconda del primogenito desiderato, accompagnandoli con un'offerta in denaro. Anticamente si donavano invece frumento e uova, segno del profondo radicamento contadino di questa devozione.
Durante i tre giorni la statua del Bambinello viene custodita di sera in tre diverse chiese del borgo:
La festa si chiude il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, quando le statue del Bambinello e del santo falegname vengono portate insieme in processione per le vie di Giuliana, accompagnate dalle confraternite locali. La devozione a San Giuseppe, patrono dei falegnami, si intreccia così con il mestiere di chi, in paese, custodisce e porta le sacre immagini.
La festa è anche l'occasione per visitare Giuliana, borgo della Riserva Naturale di Monte Genuardo dominato dal castello svevo di Federico II, con le sue chiese medievali e il convento di Sant'Anna. Una tradizione che, nella sua semplicità, racconta l'anima più autentica della Sicilia interna.
Al momento il programma dettagliato dell'edizione 2026 non è ancora stato pubblicato dalle parrocchie e dalle confraternite di Giuliana. La festa d'u Bamminu mantiene da sempre la sua struttura tradizionale: i tre giorni del Bambinello portato di casa in casa dai falegnami, la custodia serale nelle chiese della SS. Trinità, del SS. Cuore di Maria e del Carmine, e la processione congiunta del 19 marzo. Le informazioni saranno aggiornate non appena confermate dagli organizzatori.
Giuliana si raggiunge da Palermo percorrendo la SS 624 in direzione Sciacca, proseguendo poi sulla SP 70 e la SS 188. Il borgo dista circa 70 km dal capoluogo.
La festa si svolge tradizionalmente il 16, 17 e 18 marzo, con la processione conclusiva il 19 marzo, giorno di San Giuseppe.
I riti si svolgono nel centro storico e nelle chiese del paese (SS. Trinità, SS. Cuore di Maria, del Carmine). Essendo un piccolo borgo a 710 m di altitudine, in marzo conviene un abbigliamento caldo.
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Centro storico di Giuliana