La festa patronale di Vieste tra devozione, mare e folklore garganico
La Festa di Santa Maria di Merino è la principale festa patronale di Vieste, cittadina della Provincia di Foggia affacciata sul promontorio del Gargano, in Puglia. Ogni anno, tra la fine di aprile e i primi dieci giorni di maggio, l'intera comunità si stringe attorno alla propria Protettrice in un intreccio di devozione, tradizione marinara e folklore che coinvolge residenti, emigrati di ritorno e turisti.
Secondo la tradizione, la statua lignea della Madonna fu ritrovata sulla spiaggia di Merino da due pescatori, uno di Vieste e uno di Peschici. Entrambi la volevano nella propria città e, non riuscendo a mettersi d'accordo, decisero di affidarsi alla sorte: legarono la statua a un carro trainato da due buoi, uno di Vieste e uno di Peschici, lasciando che fossero gli animali a scegliere la direzione. Il carro si diresse verso Vieste, dando così inizio alla devozione mariana della città. Santa Maria di Merino è venerata come protettrice dei marinai e dei campi, un doppio patronato che racconta l'anima di questa terra sospesa tra il mare e la campagna.
Cuore spirituale della festa è il Santuario di Santa Maria di Merino, situato a qualche chilometro dal centro abitato, nella piana dove sorgeva un'antica villa romana. La parte centrale dell'edificio è la più antica (XI-XII secolo) ed è costruita sui resti delle murature romane, mentre le altre cappelle furono aggiunte tra l'Ottocento e il primo Novecento. Verso questo luogo si snoda, nel giorno principale, la lunga processione che è il momento più intenso di tutte le celebrazioni.
Il programma religioso si apre con l'intronizzazione della venerata statua e prosegue con messe capitolari, vespri e celebrazioni presiedute dall'Arcivescovo. Il momento culminante è la solenne processione che, ogni 9 maggio, accompagna la statua della Madonna dalla Cattedrale al Santuario lungo un tragitto di circa 7 chilometri tra il mare, gli uliveti e i profumi della macchia mediterranea, per poi fare ritorno in città in serata tra due ali di folla.
Accanto al versante sacro, la festa civile anima le vie e le piazze di Vieste con luminarie, concerti bandistici, gruppi folk, sagre dei prodotti tipici (i dolci tradizionali viestani e le celebri alici) e grandi spettacoli pirotecnici: dai fuochi piromusicali di Marina Piccola al gran finale in notturna sul porto. È un appuntamento che unisce il sacro e il profano e che ogni anno trasforma il centro storico garganico in un palcoscenico di suoni, luci e tradizione.
L'edizione 2026 ha unito, come da tradizione, il programma religioso e quello civile in dieci giorni di celebrazioni. Le date ufficiali e il programma completo sono stati diffusi dal Comitato Santa Maria di Merino e ripresi dalla stampa locale garganica.
Il culmine si è avuto nei giorni 8 e 9 maggio, con i vespri, la discesa della venerata statua e la solenne processione dalla Cattedrale al Santuario di Merino, presieduta dall'Arcivescovo Mons. Franco Moscone. La parte civile ha animato Vieste con concerti bandistici, gruppi folk e grandi spettacoli pirotecnici.
Vieste si raggiunge in auto dalla A14 (uscita Poggio Imperiale o Foggia) proseguendo lungo le strade del Gargano; in estate e nei periodi di festa sono attivi collegamenti in autobus da Foggia e dai principali centri pugliesi. Le stazioni ferroviarie di riferimento sono Foggia e San Severo, con proseguimento su gomma.
Le celebrazioni si svolgono nel centro storico di Vieste, tra la Cattedrale, Piazza Vittorio Emanuele, Corso L. Fazzini e la zona di Marina Piccola, con la processione diretta al Santuario di Merino. Gli eventi si concentrano tra la fine di aprile e il 10 maggio.
La partecipazione è libera e gratuita. Nei giorni della processione e dei fuochi d'artificio sono previste modifiche alla viabilità: conviene muoversi a piedi nel centro. Trattandosi di un periodo molto frequentato, è consigliabile prenotare l'alloggio con anticipo.
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Centro storico e Santuario di Santa Maria di Merino