Il rito del festarolo, la panata e le ciambelle nel borgo medievale della Ciociaria
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel Comune di Fumone, in provincia di Frosinone, la Festa di San Sebastiano non è soltanto una ricorrenza religiosa: è il momento in cui l'intera comunità si riconosce nelle proprie radici. Il borgo, uno dei più caratteristici del Lazio meridionale, domina dall'alto la valle del Sacco e la Ciociaria con il suo profilo medievale e il celebre castello. Attorno alla figura del martire Sebastiano ruota da secoli un calendario di gesti, parole e sapori che si ripetono immutati di generazione in generazione.
L'origine del culto a Fumone risale al IX secolo, quando durante un assedio i soldati elessero il martire a proprio protettore speciale. La prima festa religiosa popolare documentata si tenne invece nel 1186, data che fa di questa celebrazione una delle più antiche dell'intera regione. La statua che guida la processione è opera dell'argentiere romano Giovanni Giardini e risale a circa il 1696: un manufatto prezioso che esce dalla chiesa solo nei giorni di festa.
Il cuore della tradizione fumonese è la figura del festarolo, la persona incaricata di organizzare e sostenere i festeggiamenti per l'anno successivo. Ogni 17 gennaio, nel palazzo comunale, il festarolo entrante viene designato per estrazione — l'antica pratica detta «al bussolo» — tra tutti coloro che hanno presentato la propria candidatura. La sera del 20 gennaio avviene il passaggio di consegne: il festarolo uscente affida al successore la mazza, il bastone sormontato dal busto di San Sebastiano che egli custodirà nella propria casa per dodici mesi.
Non è un incarico simbolico. Al festarolo spetta anche il compito di provvedere alle torce e ai due grandi ceri offerti al santo, portati durante la processione dalle torcere, due ragazze vestite in modo identico secondo l'uso tradizionale.
La festa di Fumone si mangia oltre che si guarda. La sera che precede il passaggio della mazza, la casa del festarolo uscente viene addobbata con archi di alloro e mirto e agli ospiti vengono servite le sagne pelose, la pasta tipica del borgo condita con salsa di alici: un piatto che si trova soltanto qui e che è diventato una piccola bandiera gastronomica della Ciociaria.
La particolarità di Fumone è che San Sebastiano si festeggia due volte: il 20 gennaio, giorno liturgico del martire, e di nuovo il lunedì successivo alla Pentecoste, quando la bella stagione permette una processione più ampia e una partecipazione ancora maggiore. Il ciclo invernale si sviluppa in realtà su più giorni, indicativamente dal 16 al 20 gennaio, tra funzioni religiose, distribuzione della panata, banda musicale e momenti conviviali nel centro storico.
Dopo gli anni di sospensione dovuti all'emergenza sanitaria, la festa è tornata «agli antichi splendori», secondo le parole del sindaco Matteo Campoli, che ha ringraziato pubblicamente il comitato San Sebastiano, la protezione civile, la polizia locale, la banda musicale e i volontari del paese. La processione con la statua del patrono, seguita dalla distribuzione della panata e dal lancio delle ciambelle, ha riportato in piazza centinaia di persone, confermando quanto questa ricorrenza sia viva nella percezione dei fumonesi.
Chi arriva a Fumone in questi giorni trova molto più di una festa patronale: trova un borgo che si racconta attraverso un rituale che non ha eguali nel Lazio. Il sorteggio del festarolo, il passaggio della mazza, le torcere, i piatti serviti in strada compongono un patrimonio immateriale che resiste al tempo. Ed è un'occasione perfetta per scoprire anche il resto: il castello di Fumone con le sue leggende, i vicoli medievali e i panorami sulla Ciociaria.
Anche nel 2026 il borgo di Fumone, in provincia di Frosinone, rinnova la devozione al proprio patrono secondo il calendario immutato della tradizione. Il ciclo invernale ruota attorno al 17 gennaio, giorno della designazione del nuovo festarolo per estrazione nel palazzo comunale, e al 20 gennaio, festa liturgica del martire, quando il festarolo uscente consegna la mazza con il busto del santo al successore.
Come da consuetudine, la processione con la statua seicentesca di Giovanni Giardini attraversa i vicoli del centro storico, accompagnata dalla banda musicale e dalle torcere con i grandi ceri offerti al santo. Dopo le funzioni del mattino la comunità si ritrova per la distribuzione della panata con pane e vino, mentre la sera dalla terrazza della chiesa vengono lanciate le ciambelle legate ai rami d'ulivo. Il secondo appuntamento dell'anno, secondo la tradizione fumonese, cade il lunedì successivo alla Pentecoste.
Fumone si raggiunge in auto dall'autostrada A1 Roma-Napoli, uscita Anagni-Fiuggi, seguendo poi le indicazioni per Ferentino e Fumone (circa 15 km). In treno, la stazione di riferimento è Anagni-Fiuggi sulla linea Roma-Cassino, con collegamento su gomma verso il borgo. Da Roma il viaggio dura all'incirca un'ora e mezza.
Il centro storico è pedonale e in salita: conviene lasciare l'auto nei parcheggi a valle del borgo e proseguire a piedi. Si consigliano scarpe comode per i vicoli in pietra, che possono essere scivolosi con la pioggia.
La partecipazione ai riti e alla processione è libera e gratuita. La distribuzione della panata e il lancio delle ciambelle sono offerti alla popolazione senza biglietto.
Aggiornamenti e date sono pubblicati dal Comune di Fumone sui propri canali social e sul portale turistico Visit Fumone. Si consiglia di verificare orari e programma nei giorni immediatamente precedenti.
Nessuna foto al momento. Condividi le tue!
5 foto massimo, 5 MB per foto (JPG, PNG, WebP)
Aiutaci a tenere aggiornata questa scheda. Ogni proposta è verificata dal nostro team prima della pubblicazione.
Nessuna valutazione — sii il primo!
Nessun commento al momento. Sii il primo!
Condividi la tua esperienza con la comunità.
Centro storico di Fumone e chiesa parrocchiale