La devozione agirina per il santo martire nella maestosa Chiesa di Santa Margherita
Nel cuore della Sicilia, arroccata a 650 metri sul livello del mare tra le valli del Salso e del Simeto, Agira è uno dei centri più antichi dell'isola, borgo natale dello storico greco Diodoro Siculo. Ogni anno, a gennaio, il paese in provincia di Enna rinnova la sua antica devozione a San Sebastiano, il martire romano la cui figura è legata a doppio filo alla storia stessa della città.
Le celebrazioni si svolgono nella Chiesa di Santa Margherita, descritta come la più grande chiesa della diocesi di Nicosia. Non è un luogo qualsiasi: ricostruita nelle forme attuali intorno al 1215, al tempo di Federico II, l'edificio fu in origine dedicato proprio a San Sebastiano. Solo in seguito assunse il nome di Santa Margherita, in onore della regina Margherita, moglie di Martino II, che contribuì con una somma cospicua ai lavori di restauro. La chiesa che ammiriamo oggi è frutto della ricostruzione dopo il devastante terremoto del 1693, con il transetto e le absidi disegnati dall'architetto Giovanni Battista Vaccarini e la cupola progettata da Stefano Ittar.
L'elemento più atteso della festa è l'esposizione del busto reliquiario d'argento di San Sebastiano, che viene mostrato alla venerazione dei fedeli soltanto durante questa ricorrenza liturgica di gennaio. È il momento culminante di una tradizione che la comunità agirina custodisce gelosamente, segno della continuità di un culto che si tramanda di generazione in generazione.
La giornata si apre con il festoso scampanio mattutino che annuncia la festa a tutto il paese. Alle funzioni religiose partecipano i fedeli e le autorità civili e militari, con un particolare significato attribuito alla presenza della Polizia Municipale: San Sebastiano è infatti tradizionalmente considerato protettore del corpo, che rende omaggio al santo con una corona floreale. La festa intreccia così la dimensione religiosa con quella civile, restituendo l'immagine di una comunità che si riconosce nella propria identità.
Chi visita Agira in occasione della Festa di San Sebastiano scopre un borgo di straordinario fascino, con il suo tessuto urbanistico di origine medievale e musulmana fatto di vicoli e cortili, dominato dal Castello che sorge nel punto più alto del paese. Imperdibile la cassatella, il dolce simbolo della città: una pasta frolla a forma di mezzaluna con ripieno di cacao, mandorle e scorza di limone, secondo una ricetta tramandata da secoli.
La Festa di San Sebastiano 2026 ad Agira si è aperta domenica 18 gennaio nella Chiesa di Santa Margherita, la più grande della diocesi di Nicosia, e si è conclusa martedì 20 gennaio. Il programma ha seguito la consueta struttura liturgica della ricorrenza.
L'evento, a ingresso libero, ha confermato il forte legame tra la comunità di Agira e il santo martire.
Il dettaglio degli orari delle singole funzioni è pubblicato dalla parrocchia e dal Comune di Agira nei giorni precedenti la festa.
Le celebrazioni si svolgono nella Chiesa di Santa Margherita, nel centro storico di Agira (provincia di Enna).
In auto: Agira è raggiungibile dall'autostrada A19 Palermo-Catania, uscita Agira, a circa metà strada tra le due città. In treno la stazione più vicina è quella di Catania; da lì si prosegue in auto o con autolinee verso l'entroterra.
La festa si tiene a gennaio. È un evento religioso a ingresso libero. Consigliato verificare gli orari delle funzioni presso la parrocchia o il Comune di Agira nei giorni precedenti.
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Chiesa di Santa Margherita