La festa del patrono dell'isola, tra fede, mare e tradizione pantesca
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Il 16 ottobre è una data segnata nel cuore di ogni pantesco: è il giorno in cui l'isola di Pantelleria, nel cuore del Canale di Sicilia in provincia di Trapani, rende omaggio al suo patrono, San Fortunato. La festa, profondamente legata all'identità marinara della comunità, intreccia la devozione religiosa con le tradizioni popolari dell'isola, in una giornata che coinvolge l'intero paese, i circoli e le associazioni locali.
San Fortunato, martire della Legione Tebana le cui reliquie sono custodite nella Chiesa Madre del SS. Salvatore sin dal Seicento, divenne protettore di Pantelleria per la gratitudine degli isolani di fronte alle calamità scampate. La tradizione ricorda i suoi interventi miracolosi durante il terremoto del 1831 e il maremoto del 1891, e più di recente la protezione invocata nel 1981, quando un'eruzione sottomarina nel mare a nord-ovest dell'isola seminò il timore senza causare vittime: da allora la comunità lo proclamò patrono e ne tramandò il nome di generazione in generazione.
Il momento più suggestivo della festa è la processione del simulacro del Santo, che si svolge prima per le vie del paese e poi per mare. I fedeli portano la statua fino al molo, dove l'effigie viene imbarcata su una lancia seguita dal corteo delle barche degli abitanti dell'isola. Al largo del porto viene celebrato un momento di preghiera e, secondo l'usanza, viene gettata in mare una corona di fiori in onore del mare, dei suoi abitanti e in memoria delle sue vittime, prima del rientro solenne delle imbarcazioni.
Accanto ai riti religiosi, la festa custodisce anche le tradizioni civili e sportive del territorio. Tra queste spicca la regata delle lance pantesche per il Premio La Mulattiera, organizzata in collaborazione con il Circolo Velico Isola di Pantelleria: un appuntamento nato per mantenere viva e tramandare ai più giovani la cultura marinara dell'isola. Le lance, con le vele tese al vento, possono essere ammirate anche da terra, dai punti panoramici della costa.
Al rientro del Santo la celebrazione religiosa lascia spazio alla festa paesana: momenti conviviali curati dai circoli e dalle associazioni locali, aree gioco dedicate ai bambini, musica dal vivo e balli che animano la piazza fino a tarda notte. È il momento in cui l'intera comunità di Pantelleria si ritrova, unendo la dimensione sacra della giornata alla gioia della tradizione condivisa.
L'edizione 2026 della Festa di San Fortunato a Pantelleria è attesa, come da tradizione, per il 16 ottobre. Al momento le date e il programma ufficiale dell'edizione non sono ancora stati pubblicati dagli organizzatori. La festa dovrebbe ripercorrere lo schema consolidato negli anni: i riti religiosi nella Chiesa Madre del SS. Salvatore, la suggestiva processione del Santo per terra e per mare con il lancio della corona di fiori, la regata delle lance pantesche per il Premio La Mulattiera e la festa serale in piazza. Si consiglia di consultare i canali del Comune e della Parrocchia di Pantelleria per gli aggiornamenti.
Pantelleria è raggiungibile in aereo con voli di linea dagli aeroporti di Trapani e Palermo, oppure via mare con i traghetti e gli aliscafi in partenza da Trapani. Sull'isola conviene muoversi in auto o scooter a noleggio.
Il cuore delle celebrazioni è la Chiesa Madre del SS. Salvatore, nel centro di Pantelleria, da cui parte la processione verso il porto. Gli eventi serali si tengono nelle piazze del paese.
La festa del patrono si celebra ogni anno il 16 ottobre.
La partecipazione alle celebrazioni e agli eventi è gratuita.
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Chiesa Madre del SS. Salvatore