La festa patronale del paese dei ficodindia, tra processione, corsa dei portatori e devozione popolare
La Festa di San Cono è il cuore dell'identità del Comune di San Cono, piccolo borgo dei Monti Erei in provincia di Catania, conosciuto in tutta la Sicilia come «la città dei ficodindia». Celebrata ogni anno la seconda domenica di maggio, la festa onora il Santo Patrono con una devozione popolare che da generazioni unisce l'intero paese e richiama numerosi pellegrini dai comuni vicini.
I festeggiamenti in onore di San Cono si rinnovano ininterrottamente dal 1866 e affondano le radici nella storia stessa del borgo, fondato sul finire del Settecento dal marchese Ottavio Trigona e legato fin dalle origini al culto del Santo, monaco di Naso. Per diverse settimane il paese si veste a festa: la piazza centrale e le vie del centro si riempiono di luminarie, suonano a festa le campane e il corpo bandistico, mentre le bancarelle animano le strade.
Il momento più sentito è la processione del Simulacro di San Cono, donato dagli abitanti di San Cono emigrati in Venezuela. Nella vigilia il fercolo viene portato a spalla dalla chiesa di San Cono fino alla Chiesa Madre; la domenica, dopo la Santa Messa solenne, la vara viene deposta davanti alla chiesa per la raccolta delle offerte dei fedeli, gridate a gran voce insieme ai nomi degli offerenti, ai quali il popolo risponde con il grido caratteristico «Viva Diu e Santu Conu».
Il pesante simulacro viene quindi condotto a spalla per le strade del paese con la sua andatura inconfondibile, fatta di tratti percorsi a passo veloce: una vera e propria corsa dei portatori che rappresenta il segno più riconoscibile della festa. La processione si protrae per tutta la notte, fra preghiere e canti, e si conclude a mezzanotte con lo spettacolo dei fuochi d'artificio.
La devozione non si esaurisce in un solo giorno: il sabato e la domenica successivi si celebra l'Ottava, durante la quale si ripetono manifestazioni analoghe a quelle della settimana precedente, prolungando l'atmosfera di festa e raccoglimento che caratterizza l'intera comunità sanconese.
Incastonato fra i Monti Erei a oltre cinquecento metri di altitudine, San Cono è un borgo agricolo della Sicilia celebre per l'intensa coltivazione del ficodindia. La festa patronale è l'occasione migliore per scoprire questo angolo autentico dell'entroterra catanese, dove fede, tradizione e folclore si fondono in un'esperienza profondamente identitaria.
Per l'edizione 2026 la comunità di San Cono ha rinnovato la sua festa patronale fra l'entusiasmo dei portatori e la partecipazione dei numerosi pellegrini giunti dai paesi vicini. La festa principale si è tenuta il 9 e 10 maggio, con la vigilia, la processione del Simulacro dalla chiesa di San Cono alla Chiesa Madre e, la domenica, la solenne uscita della vara per le vie del paese al grido di «Viva Diu e Santu Conu».
La settimana seguente, il 16 e 17 maggio, l'Ottava ha riproposto i medesimi riti, concludendo le celebrazioni fra preghiere, canti e fuochi d'artificio. Il Comitato Festeggiamenti ha diffuso il programma ufficiale dell'edizione attraverso i canali del paese.
San Cono si raggiunge in auto dalla SS117bis e dalle strade provinciali che collegano l'entroterra catanese e nisseno; gli aeroporti più vicini sono Catania-Fontanarossa e Comiso. La festa si svolge nel centro storico, attorno alla Chiesa Madre e alle vie principali del paese.
La festa principale si tiene la seconda domenica di maggio, con vigilia il sabato; l'Ottava si celebra il sabato e la domenica successivi.
La partecipazione alle celebrazioni e alla processione è libera e gratuita.
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Chiesa Madre e vie del centro storico