Il fuoco della tradizione nel borgo di Filacciano, in Valle del Tevere
Questa edizione non è stata confermata dall'organizzatore ad oggi. Si consiglia di verificare con l'organizzatore prima di mettersi in viaggio.
Nel cuore dell'inverno, quando la campagna intorno al Tevere è spoglia e il freddo stringe i borghi arroccati, Filacciano accende il suo Falò di Sant'Antonio Abate. Il piccolo comune della Città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio, fa parte di quella schiera di paesi della bassa Valle del Tevere — insieme a Nazzano, Ponzano Romano, Sant'Oreste, Capena, Morlupo e Castelnuovo di Porto — che a metà gennaio ripetono uno dei riti più antichi della tradizione contadina italiana.
Sant'Antonio Abate, celebrato dalla Chiesa il 17 gennaio, è il protettore degli animali domestici e del bestiame, e nell'immaginario popolare è il santo che rubò il fuoco all'inferno per donarlo agli uomini. Da questa leggenda nasce la consuetudine di accendere grandi cataste di legna nelle piazze e ai margini del paese: bruciare il vecchio per allontanare l'inverno, purificare i campi e propiziare il buon raccolto della primavera successiva. È, come si dice da queste parti, la festa del fuoco, del bestiame e dei campi.
La preparazione del falò è già parte del rito: nei giorni precedenti i volontari raccolgono legna, potature e fascine e costruiscono la catasta, che viene poi accesa la sera e lasciata ardere fino al giorno successivo. Attorno al fuoco si ritrova tutto il paese, in un'atmosfera che resta profondamente familiare e per nulla turistica.
L'appuntamento è curato dall'Ente Valorizzazione Filacciano - Pro Loco, l'associazione che anima la vita del borgo durante tutto l'anno e che firma anche la celebre Sagra delle Fave e del Pecorino del 1° maggio, con il sostegno del Comune di Filacciano. Come per quasi tutte le feste del fuoco, la partecipazione è libera e gratuita: si viene, ci si scalda, si beve un bicchiere e si resta a guardare le fiamme.
Con poco più di cinquecento abitanti, Filacciano è uno dei comuni più piccoli della provincia romana. Il paese si affaccia da uno sperone panoramico sulla valle del Tevere, dominato dal suo castello — il Palazzo Baronale del Drago — e attraversato da vicoli stretti che d'inverno assumono un fascino particolare. La sera del falò il borgo si riempie di fumo, luce e voci: un'esperienza che vale il viaggio di una quarantina di chilometri da Roma, soprattutto per chi cerca l'Italia delle tradizioni vere, lontano dai grandi eventi.
Trattandosi di una festa di paese organizzata dal volontariato, la data può variare leggermente di anno in anno, spostandosi sul fine settimana più vicino al 17 gennaio. Conviene sempre verificare la data e l'orario di accensione sui canali social della Pro Loco o del Comune prima di mettersi in viaggio, così come le eventuali disposizioni comunali sull'accensione dei fuochi, che dipendono anche dalle condizioni meteo.
L'edizione 2026 del Falò di Sant'Antonio Abate si è collocata come sempre intorno al 17 gennaio, nel cuore dell'inverno della Valle del Tevere. L'Ente Valorizzazione Filacciano - Pro Loco ha annunciato l'appuntamento sui propri canali social richiamando la formula di sempre — tradizione, fuoco, musica e convivialità — con l'accensione della grande catasta di legna nel centro storico, la ricorrenza religiosa dedicata al santo protettore degli animali e i momenti di ristoro offerti dai volontari.
Non è stato pubblicato online un programma orario dettagliato: le date e gli orari precisi sono stati comunicati localmente, come accade abitualmente per le feste di paese di questo tipo. Chi desidera informazioni certe sulla prossima edizione può rivolgersi direttamente alla Pro Loco di Filacciano.
Filacciano si trova a circa 40 km a nord di Roma, in Valle del Tevere. In auto: A1 Roma-Firenze, uscita Ponzano Romano-Soratte, poi strade provinciali verso Filacciano; in alternativa via Flaminia (SS3) fino a Rignano Flaminio o Ponzano Romano. La stazione ferroviaria più vicina è Poggio Mirteto Scalo, sulla linea FL1, da cui è necessaria l'auto o un mezzo privato per raggiungere il borgo.
Partecipazione libera e gratuita. Il falò viene generalmente acceso nel tardo pomeriggio o in serata, intorno alla ricorrenza del 17 gennaio; l'orario esatto viene comunicato dagli organizzatori nei giorni precedenti.
Abbigliamento molto caldo, scarpe comode e antiscivolo per i vicoli in pendenza del centro storico. Il parcheggio è disponibile nelle aree ai margini del paese: conviene arrivare con anticipo. Un capo che possa prendere odore di fumo è la scelta più saggia.
Ente Valorizzazione Filacciano - Pro Loco, Piazza Umberto I, Filacciano (RM) — [email protected] — tel. +39 329 5435534.
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Centro storico di Filacciano
Piazza Umberto I, 00060 Filacciano