Il concorso annuale di poesia in dialetto romanesco che apre le porte dell'Accademia
Il Concorso di Ammissione all'Accademia Romanesca non è un premio letterario come gli altri: è la porta d'ingresso a un sodalizio che da anni si occupa di studi e ricerche sul dialetto e sulla cultura del popolo di Roma. Chi vince non porta a casa un assegno, ma qualcosa di più raro: il diritto di sedere fra i poeti dell'Accademia, con la tessera annuale e il diploma di ammissione consegnati in una cerimonia pubblica nella Capitale. Il concorso si svolge nel Comune di Roma, nella Città metropolitana di Roma Capitale, nel Lazio, ed è aperto a chiunque scriva in romanesco, ovunque risieda.
Il regolamento è volutamente essenziale. Ogni autore può presentare al massimo due poesie inedite in dialetto romanesco, ciascuna non superiore ai trenta versi. I testi vanno inviati per posta elettronica all'indirizzo dell'Accademia, in allegato in formato Word, indicando nome, cognome, recapito telefonico e una dichiarazione di autenticità e proprietà dell'opera. Sono esclusi dalla partecipazione coloro che fanno o hanno fatto parte dell'Accademia Romanesca: il concorso è pensato per chi ancora non ne è membro.
Accanto alla sezione generale, l'Accademia ha voluto una sezione speciale riservata ai giovani, aperta agli studenti delle scuole medie e superiori che non abbiano ancora compiuto diciotto anni. Sono ammesse anche le poesie scritte collettivamente da una classe o da un gruppo, una formula che ha portato negli ultimi anni in premiazione ragazzi di prima e seconda media alle prese con le loro emozioni raccontate in romanesco. È forse l'aspetto più interessante dell'iniziativa: il dialetto smette di essere materia da studiosi e torna a essere una lingua che i ragazzi possono usare per dire qualcosa di proprio.
Ai primi sei classificati l'Accademia riserva un pacchetto pensato più per far entrare nel giro culturale che per gratificare economicamente:
La giuria è composta da studiosi e poeti dell'Accademia e la sua composizione viene resa nota soltanto al momento della premiazione. In alcune edizioni la giuria ha scelto di non stilare una graduatoria, ammettendo a pari merito gli autori delle poesie migliori: una decisione che dice bene lo spirito dell'iniziativa, più selezione che gara.
La cerimonia si tiene in una sala pubblica romana e nelle edizioni recenti ha avuto per cornice lo spazio espositivo «La Vaccheria», nel Municipio IX di Roma, un'ex struttura rurale settecentesca recuperata a sede culturale. La premiazione è un piccolo evento di comunità: letture dal vivo dei testi vincitori, consegna dei diplomi, incontro fra i soci dell'Accademia e i nuovi ammessi. I premiati sono tenuti a ritirare personalmente i premi, senza deleghe: si viene di persona, si legge la propria poesia, si entra in Accademia.
Il romanesco è una delle varietà dialettali più conosciute d'Italia, ma la sua fortuna popolare rischia di ridurla a macchietta. L'Accademia Romanesca lavora nella direzione opposta, con studi, pubblicazioni e lezioni sulla grammatica e sulla scrittura corretta del dialetto. Il concorso di ammissione è lo strumento con cui questo lavoro si rinnova ogni anno, cercando voci nuove e portandole dentro una tradizione che va da Belli a Trilussa fino agli autori contemporanei. Per chi visita Roma o vi abita, seguire la premiazione è un modo insolito e autentico di incontrare la città parlata, lontano dai circuiti turistici.
Il bando 2026 conferma l'impianto delle edizioni precedenti: due poesie inedite al massimo, redatte in dialetto romanesco e non superiori ai trenta versi, da inviare per email in allegato Word entro il 15 marzo 2026, con nome, cognome, recapito telefonico e dichiarazione di autenticità. Nessuna quota di iscrizione.
Resta attiva la sezione «Giovani», riservata agli studenti delle scuole medie e superiori minori di diciotto anni, con la possibilità di presentare anche poesie scritte collettivamente da una classe.
Ai primi sei classificati andranno la tessera gratuita dell'Accademia Romanesca per il 2026, il volume «I Quaderni dell'Accademia 2025», la grammatica del romanesco contemporaneo «A nò, come se scrive?», il diploma di ammissione e la tessera MIC del Comune di Roma per l'ingresso gratuito nei musei civici. La giuria, composta da studiosi e poeti dell'Accademia, verrà presentata il giorno della premiazione.
Invio delle poesie esclusivamente per email a [email protected], con allegato in formato Word contenente nome, cognome, recapito telefonico e dichiarazione di autenticità. Bando integrale e regolamento scaricabile nella sezione «i nostri concorsi» del sito dell'Accademia Romanesca.
Partecipazione totalmente gratuita, nessuna quota di iscrizione. Anche l'ingresso alla cerimonia di premiazione è libero.
La premiazione si svolge a Roma; nelle ultime edizioni si è tenuta presso lo spazio espositivo «La Vaccheria» del Municipio IX, raggiungibile con i mezzi pubblici dell'area sud della città. Sede e data esatte vengono comunicate dall'Accademia ai partecipanti e sul sito ufficiale. Per chi arriva da fuori Roma, i collegamenti ferroviari fanno capo a Roma Termini e Roma Tiburtina, gli aeroporti di riferimento sono Fiumicino e Ciampino.
Accademia Romanesca — [email protected] — www.accademiaromanesca.it
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